<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219</id><updated>2012-02-16T01:46:06.413-08:00</updated><category term='arte contemporanea art basel miami collezionisti mercato aste fiere investimenti'/><category term='museo slovacchia danubiana arte contemporanea'/><category term='arte icona immagine pubblicità religione sacro'/><category term='musei mostre capolavori crisi art'/><category term='origini'/><category term='pittura vascolare'/><category term='arte contemporanea asia singapore hong kong censura'/><category term='raffaello'/><category term='progresso'/><category term='primitivi'/><category term='winckelmann'/><title type='text'>Luca Vona Art Digest</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>60</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-8715882239554118823</id><published>2011-12-04T14:58:00.000-08:00</published><updated>2011-12-04T14:58:07.019-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arte contemporanea art basel miami collezionisti mercato aste fiere investimenti'/><title type='text'>Perché l'arte è cosi maledettamente cara?</title><content type='html'>L'economia globale sta collassando ma nella prima metà di quest'anno le vendite totali di arte all'asta hanno raggiunto i 4,3 miliardi di euro, con una crescita del 34% rispetto al 2010. Complice anche l'iniezione di liquidità proveniente dalle economie emergenti (Russia in testa).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Balke Gopnik ci spiega sulle pagine del Newsweek i cinque fattori per cui l'arte disattende le leggi fondamentali dell'economia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come spiegare le cifre da capogiro che si sono viste spendere ad Art Basel Miami? I 2,5 milioni pagati per alcuni strumenti chirurgici di Damien Hirst ad esempio...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta forse di una forma di masochismo, per cui il miglior modo di manifestare la propria ricchezza è disperderla abbondantemente?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un atteggiamento che può apparire brutale, ma nel sistema odierno dell'arte i soldi diventano lo strumento più semplice per misurare la bellezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi, diversamente dal comprare una Bentley o uno yacht, spendere una montagna di soldi in arte consente di acquistare lo status di patrocinatore della cultura.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fonte: Balke Gopnik, Newsweek, 5 December 2011&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Link:&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.thedailybeast.com/newsweek/2011/12/04/why-is-art-so-damned-expensive.html"&gt;http://www.thedailybeast.com/newsweek/2011/12/04/why-is-art-so-damned-expensive.html&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-8715882239554118823?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/8715882239554118823/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=8715882239554118823' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/8715882239554118823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/8715882239554118823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/12/perche-larte-e-cosi-maledettamente-cara.html' title='Perché l&apos;arte è cosi maledettamente cara?'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-3460567398623118982</id><published>2011-09-29T13:58:00.000-07:00</published><updated>2011-09-29T14:06:43.464-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musei mostre capolavori crisi art'/><title type='text'>Grandi mostre. Un modo nuovo di essere blockbuster</title><content type='html'>I musei sono stati colpiti duramente dalla crisi di liquidità e di conseguenza dai tagli al budget, ma molti hanno saputo fare di necessità virtù. Sono sempre più diffuse negli Stati Uniti le mostre che propongono un unico capolavoro o un piccolo gruppo di opere correlate. I risultati non sono solo minori costi di assicurazione e trasporto ma anche la possibilità per i piccoli musei "di provincia" di suscitare l'interesse dei media e di attrarre un pubblico più vasto e più attento. La fruizione di un singolo capolavoro o di un piccolo gruppo di opere, infatti, diviene molto meno frettolosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Judith H. Dobrzynski, The Art Newspaper, 14 settembre 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Link: &lt;a href="http://theartnewspaper.com/articles/One-masterpiece-can-go-a-long-way/24486%20"&gt;http://theartnewspaper.com/articles/One-masterpiece-can-go-a-long-way/24486&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo&amp;nbsp; &lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-3460567398623118982?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/3460567398623118982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=3460567398623118982' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/3460567398623118982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/3460567398623118982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/09/i-musei-sono-stati-colpiti-duramente.html' title='Grandi mostre. Un modo nuovo di essere blockbuster'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-7889550469697579469</id><published>2011-09-20T15:28:00.000-07:00</published><updated>2011-09-20T15:40:15.041-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arte contemporanea asia singapore hong kong censura'/><title type='text'>Singapore. Un mercato artistico su cui scommettere?</title><content type='html'>La scena artistica di Singapore è ancora "in fasce" ma potrebbe presto spiccare il volo. Quest'anno si è mostrata particolarmente vivace, con 32.000 visitatori ad Art Stage - esponevano Ai Weiwei, Yayoi Kusama e Takashi Murakami e oltre 900mila per la sua Biennale. Anche Tan Boon Hui, direttore del Singapore Art Museum ritiene che la scena artistica del paese stia facendo enormi progressi. Molto è dovuto allo sforzo che lo Stato sta compiendo per trasformare Singapore in uno snodo primario nella regione asiatica per l'arte contemporanea. La stessa Art Stage è stata sostenuta dal Ministero del turismo e da quello per lo sviluppo economico, con la finalità di attrarre investimenti verso la Città-Stato. La Biennale è invece stata organizzata dal Singapore Art Museum con 6 milioni di dollari di Singapore (circa 5 milioni di dollari americani), la maggiorparte dei quali stanziati dal governo. Ma è abbasstanza progressista Singapore - spesso considerata dai critici una realtà culturalmente stagnante - per sviluppare una fiorente scena artistica? "Alcune mostre sono state chiuse prematuramente perché affrontavano tematiche politiche o sessuali", riferisce Helina Chan, direttrice di iPreciation, galleria che propone spesso mostre dai contenuti "espliciti". Il problema sorge soprattutto quando si tratta di esposizioni pubbliche. Tra gli artisti colpiti dalla censura ci sono T. Venkanna, e Simon Fujiwara; il primo per aver posato nudo ad Art Scene e il secondo espulso dalla Biennale per un' installazione sul tema della pornografia gay. Anche i temi della religione e dell'appartenenza etnica sono particolarmente sensibili in un paese che ha assistito a violenti scontri razziali nel 1964.&lt;br /&gt;C'è da chiedersi poi se la crescita artistica di Singapore sia economicamente sostenibile. La sua fiera di lunga data, ArtSingapore, sarà interrotta quest'anno, ufficialmente per "analizzare la situazione del mercato". Il suo concorrente più duro è Art HK, la fiera d'arte contemporanea di Hong Kong, che nella sua ultima edizione con la vendita di una sola opera di Jeff Koons - 3 milioni e mezzo circa di dollari - ha prodotto metà del fatturato di ArtSingapore - circa 6 milioni di dollari. In fondo, la finanza potrebbe offrire uno stimolo alla crescita artistica del paese molto più del patrocinio della politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;i&gt;Kristiano Ang. The Wall Street Journal, Scene Asia, 14 settembre 2011&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Link:&lt;a href="http://kristiano%20ang.%20the%20wall%20street%20journal,%20scene%20asia,%2014%20settembre%202011/"&gt; http://blogs.wsj.com/scene/2011/09/14/singapore-an-art-hub/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo &lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-7889550469697579469?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/7889550469697579469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=7889550469697579469' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/7889550469697579469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/7889550469697579469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/09/la-scena-artistica-di-singapore-e.html' title='Singapore. Un mercato artistico su cui scommettere?'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-20262773713956746</id><published>2011-09-06T15:30:00.000-07:00</published><updated>2011-09-06T15:30:17.210-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arte icona immagine pubblicità religione sacro'/><title type='text'>Da Cristo alla Coca Cola. Una storia ragionata dell'icona</title><content type='html'>&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Cosa hanno in comune il Cristo Pantocratore e la bandiera degli Stati Uniti d'America? La Monna Lisa e la bottiglia della Coca Cola? Se lo chiede lo storico dell'arte Martin Kemp nel suo ultimo libro &lt;i&gt;Christ to Coke: How Image Becomes Icon&lt;/i&gt;. Un vero e proprio atlante storico delle icone sacre e profane - per modo di dire, perché anche quest'ultime non perdono la caratteristica "aura" dell'icona - che sono diventati "di culto" nella nostra civiltà. Per Kemp le immagini penetrano nella mente e vi stazionano, influenzando pensieri, azioni, gusti e comportamenti, liberando il potere delle nostre emozioni più nascoste. Le icone autentiche si collocano al limite con il proibito, per questo anche la cultura consumistica deve creare il bisogno e il desiderio prima di proporre le sue immagini "irresistibili".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Fonte: &lt;i&gt;Roger Scruton, Prospect, 24 agosto 2011&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Link: &lt;a href="http://www.prospectmagazine.co.uk/2011/08/from-christ-to-coke/"&gt;http://www.prospectmagazine.co.uk/2011/08/from-christ-to-coke/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;div style="color: #444444;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt;Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-20262773713956746?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/20262773713956746/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=20262773713956746' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/20262773713956746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/20262773713956746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/09/da-cristo-alla-coca-cola-una-storia.html' title='Da Cristo alla Coca Cola. Una storia ragionata dell&apos;icona'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-7672418489309412527</id><published>2011-08-30T15:15:00.000-07:00</published><updated>2011-08-30T15:22:37.290-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='museo slovacchia danubiana arte contemporanea'/><title type='text'>Danubiana. Un pionieristico museo privato nell'ex blocco sovietico</title><content type='html'>Il Danubiana è stato inaugurato nel 2000 in una stretta penisola sul Danubio, vicino Bratislava (Slovacchia). Nasce dall'idea di Gerard Meulensteen - uomo d'affari olandese - e del proprietario di una galleria slovacca. L'incontro occasionale tra i due li ha portati a condividere il comune desiderio di dare vita al primo museo privato in un paese che è stato parte del blocco sovietico. Il Danubiana si propone al pubblico fin da subito con una vocazione internazionale, ma affida il suo marketing prevalentemente al passa-parola. Per il momento, nella sua prima decade di vita, ha richiamato 250.000 visitatori.&lt;br /&gt;Come tutti gli start-up ha ancora qualche problema di avviamento: le indicazioni per il museo nel centro cittadino sono scarse e i sovvenzionamenti delle istituzioni slovacche non sono ancora particolarmente generosi. Il museo ha comunque proposto finora più di 70 mostre, con lavori di artisti contemporanei storicizzati come Sam Francis, Pierre Alechinsky, Niki de Saint Phalle, Karel Appel, Kiro Urdin e Christo e Jeanne-Claude, oltre che personali di artisti autoctoni come Rudolf Sikora e Milos Sobaic. Molti artisti e gallerie slovacche considerano il Danubiana troppo legato alla storia e poco attento alla scena artistica realmente contemporanea. Il prossimo febbraio il museo chiuderà temporaneamente per raddoppiare il suo spazio espositivo che sarà chiamato ad accogliere una collezione permanente di arte contemporanea slovacca e internazionale, opere in parte di proprietà di Meulensteen. Per la sua riapertura nel settembre 2012 il Danubiana punta a centrare l'obiettivo dei 40.000 visitatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;i&gt;Celestine Bohlen, The New York Times, 19 agosto 2011&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Link: &lt;a href="http://www.nytimes.com/2011/08/20/arts/20iht-scbratislava20.html?_r=1"&gt;http://www.nytimes.com/2011/08/20/arts/20iht-scbratislava20.html?_r=1&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="color: #444444;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-7672418489309412527?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/7672418489309412527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=7672418489309412527' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/7672418489309412527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/7672418489309412527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/08/danubiana-un-pionieristico-museo.html' title='Danubiana. Un pionieristico museo privato nell&apos;ex blocco sovietico'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-7995015723201365798</id><published>2011-08-08T13:58:00.000-07:00</published><updated>2011-08-26T02:19:19.806-07:00</updated><title type='text'>Il declino delle gallerie d'arte</title><content type='html'>La crescita d'importanza delle fiere ha mostrato un cambiamento radicale nella struttura del sistema dell'arte, ormai sempre meno fondato sul mercato locale. La galleria d'arte, che è stata protagonista del XX Secolo, sta cedendo il passo alle manifestazioni internazionali e al business online. Lo rivela un sondaggio della Confederazione internazionale degli art-dealer CINOA. Ma qualcuno pensa che i dealer con una galleria "vecchio stile", dove esporre le opere e offrire servizi di spedizione, assicurazione e advisoring, alla lunga avranno la meglio... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Charlotte Burns, The Art Newspaper, luglio-agosto 2011 &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Link: &lt;a href="http://www.theartnewspaper.com/articles/Gallery-system-is-structurally-weak/24188"&gt;http://www.theartnewspaper.com/articles/Gallery-system-is-structurally-weak/24188&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-7995015723201365798?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/7995015723201365798/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=7995015723201365798' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/7995015723201365798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/7995015723201365798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/08/il-declino-delle-gallerie-darte.html' title='Il declino delle gallerie d&apos;arte'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-5693300784586977902</id><published>2011-07-30T15:52:00.000-07:00</published><updated>2011-07-30T15:58:52.055-07:00</updated><title type='text'>Ricordando i Buddha di Bamiyan</title><content type='html'>Sono passati dieci anni dalla distruzione delle due monumentali statue del Buddha nella valle di Bamyan, poco distante da Kabul. I talebani ne decretarono la distruzione nel 2001, cinque mesi dopo il crollo delle Twin Towers e nonostante gli appelli della comunità internazionale e dell'UNESCO le disintegrarono con la dinamite e a colpi di mortaio, nel mese di marzo.&lt;br /&gt;Probabilmente l'idea iniziale di ricostruzione delle statue, patrocinata dal Giappone e da altre organizzazioni internazionali, non sarà mai realizzata. L'UNESCO ha però dichiarato nel 2003 l'intera area Patrimonio dell'Umanità, avviando uno dei suoi progetti più ambiziosi di restauro e tutela, che hanno portato anche a importanti scoperte sulle tecniche di costruzione delle statue, i materiali impiegati e il loro aspetto nei secoli passati. I corpi dei due Buddha furono scavati nella roccia, ma vennero poi rifiniti con numerosi strati di una mistura a base di fango, paglia e persino peli di animali, che rendeva la loro superficie di una levigatezza pari a quella della porcellana. Le parti inferiori erano supportate da un rivestimento in legno e per enfatizzare le espressioni del viso e dare maggiore realismo alle vesti la superficie era originariamente dipinta. Nel 2008 gli archeologi alla ricerca di una leggendaria statua sepolta di 300 metri hanno scoperto nella zona una scultura di Buddha coricato (nella posizione del Parinirvana) lunga 19 metri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Arnie Cooper, The Wall Street Journal, 21 luglio 2011&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Link: &lt;a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052702304066504576345613083296654.html?mod=rss_Arts_and_Entertainment"&gt;http://online.wsj.com/article/SB10001424052702304066504576345613083296654.html?mod=rss_Arts_and_Entertainment&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-5693300784586977902?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/5693300784586977902/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=5693300784586977902' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/5693300784586977902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/5693300784586977902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/07/ricordando-i-buddha-di-bamiyan.html' title='Ricordando i Buddha di Bamiyan'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-1753543451194953112</id><published>2011-07-13T14:33:00.000-07:00</published><updated>2011-07-13T14:39:07.943-07:00</updated><title type='text'>L'arte della Primavera araba</title><content type='html'>Cos'è una rivoluzione? Il sovvertimento di un regime? Una società che rialza la testa? Forse la rivoluzione è esattamente quel che si può vedere in questi giorni alla Mica Gallery di Londra, che ha inaugurato il 6 luglio scorso Shubbak: A Window on Contemporary Arab Culture. La mostra include un tributo all'artista Ahmed Basiony, ucciso al Cairo il 28 gennaio 2011 e ricordato quest'anno al Padiglione Egiziano della Biennale di Venezia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è uno stile univoco nell'arte della Primavera araba? No. Subbak è un'opportunità per testare l'energia e l'imprevedibilità di uno dei momenti più drammatici della storia araba. E' una finestra non solo sulla cultura, ma anche sulla politica, che in questo momento, ha un ruolo forse più importante. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jonathan Jones, The Guardian, 4 july 2011&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Fonte: &lt;a href="http://www.guardian.co.uk/artanddesign/jonathanjonesblog/2011/jul/04/art-egypt-revolution-shubbak-arab-spring"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;http://www.guardian.co.uk/artanddesign/jonathanjonesblog/2011/jul/04/art-egypt-revolution-shubbak-arab-spring&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.guardian.co.uk/artanddesign/jonathanjonesblog/c/jul/04/art-egypt-revolution-shubbak-arab-spring"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-1753543451194953112?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/1753543451194953112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=1753543451194953112' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1753543451194953112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1753543451194953112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/07/larte-della-primavera-araba.html' title='L&apos;arte della Primavera araba'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-2925951599296560836</id><published>2011-06-20T14:12:00.000-07:00</published><updated>2011-06-20T14:31:26.007-07:00</updated><title type='text'>Gli artisti libici mettono al muro Gheddafi</title><content type='html'>"Quando sono stato inviato dall'agenzia France-Presse come corrispondente in Libia l'atmosfera di Bengasi mi ha fatto pensare a quel che forse era l'Havana all'inizio della rivoluzione. I graffiti degli insorti mi ricordavano i murales con Che Guevara e altre rappresentazioni rivoluzionarie che ancora adornano i muri di Cuba. Ho cominciato a scattare foto con il mio iPhone, inizialmente per mostrarle agli amici e ai miei parenti quando sarei tornato a casa. Ma presto ho capito che era mio dovere catalogare queste opere d'arte che potrebbero non durare a lungo e per le quali qualcuno che le ha realizzate ha pagato con la vita". &lt;span style="font-style: italic;"&gt; - Rory Mulhollan, The Observer, Sunday 5 June 2011 &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Fonte: &lt;a href="http://www.guardian.co.uk/world/2011/jun/05/gaddafi-rebels-art-graffiti-benghazi"&gt;http://www.guardian.co.uk/world/2011/jun/05/gaddafi-rebels-art-graffiti-benghazi&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-2925951599296560836?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/2925951599296560836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=2925951599296560836' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/2925951599296560836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/2925951599296560836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/06/gli-artisti-libici-mettono-al-muro.html' title='Gli artisti libici mettono al muro Gheddafi'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-1886590174221306169</id><published>2011-06-14T14:37:00.000-07:00</published><updated>2011-06-14T14:42:30.059-07:00</updated><title type='text'>La guerriglia dei graffiti sui muri di Kabul</title><content type='html'>La street art è un movimento nascente in Aghanistan, che sta cercando di sollevare interrogativi inediti. Al punto tale che qualche contractor del governo USA avrebbe proposto di offrire sostegno a questa forma di espressione artistica per accrescere tra la popolazione femminile la consapevolezza dei propri diritti. Una nuova strategia del "guinzaglio lungo"? Il connubio tra intelligence e creatività infatti, è già stato sperimentato negli anni della guerra fredda, come rivelò a metà anni '90 Donald Jameson, ex funzionario della CIA... Ma qualche artista afghano, orgoglioso della propria indipendenza, sta già pensando di lasciare il Paese...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Fonti: 1) I graffiti a Kabul &lt;a href="http://www.guardian.co.uk/world/2011/jun/12/kabul-grafitti-guerrillas-walls"&gt;http://www.guardian.co.uk/world/2011/jun/12/kabul-grafitti-guerrillas-walls&lt;/a&gt;; 2) La CIA e l'Espressionismo astratto [ENG] &lt;a href="http://www.independent.co.uk/news/world/modern-art-was-cia-weapon-1578808.html"&gt;http://www.independent.co.uk/news/world/modern-art-was-cia-weapon-1578808.html&lt;/a&gt;, [ITA] &lt;a href="http://www.repubblica.it/speciali/arte/recensioni/2010/11/11/news/cia_mecenate_dell_espressionismo_astratto-8997066/"&gt;http://www.repubblica.it/speciali/arte/recensioni/2010/11/11/news/cia_mecenate_dell_espressionismo_astratto-8997066/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-1886590174221306169?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/1886590174221306169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=1886590174221306169' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1886590174221306169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1886590174221306169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/06/la-guerriglia-dei-graffiti-sui-muri-di.html' title='La guerriglia dei graffiti sui muri di Kabul'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-122180342975574610</id><published>2011-06-12T01:42:00.000-07:00</published><updated>2011-06-12T01:54:38.908-07:00</updated><title type='text'>Art Discount</title><content type='html'>"La Biennale dovrebbe scusarsi con i suoi neofiti per il Padiglione Italia, che quest'anno appare come il bazar di qualche centro commerciale suburbano. Il suo curatore, Vittorio Sgarbi, uno storico dell'arte maggiormente noto come pomposo personaggio televisivo, ha voluto intitolare la mostra "L'Arte non è Cosa Nostra". Se i padiglioni nazionali spesso rivelano l'approccio all'arte di un paese - come attività creativa autonoma, termomentro dell'innovazione, strumento di pubbliche relazioni o di propaganda - i visitatori alla madre di ogni biennale resteranno attoniti nel vedere che l'Italia sembra considerare l'arte contemporanea un prodotto da grande magazzino".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- The Economist, June 9 2011&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.economist.com/node/18802760?story_id=18802760"&gt;http://www.economist.com/node/18802760?story_id=18802760&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-122180342975574610?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/122180342975574610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=122180342975574610' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/122180342975574610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/122180342975574610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/06/art-discount.html' title='Art Discount'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-1448766626157446918</id><published>2011-06-11T14:23:00.000-07:00</published><updated>2011-06-11T14:27:08.275-07:00</updated><title type='text'>Gli artisti greci reagiscono alla crisi</title><content type='html'>"La crisi in cui è sprofondata la Grecia non è solo finanziaria, ma anche culturale e spirituale. Curiosamente però, l'arte contemporanea greca sembra vivere un momento di considerevole energia. Per tanti anni i migliori artisti greci hanno cercato casa a New York, Parigi, Berlino, Londra e Roma. Gli artisti maturati nella metà del secolo scorso, come Nassos Daphnis, Stephen Antonakos, Constantin Xenakis, e Lucas Samaras, hanno tutti costruito la loro reputazione all'estero. Negli ultimi anni, invece, la scena artistica all'interno del paese, in particolare ad Atene, è crescuta in modo quasi febbrile".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Emma Crichton-Miller, The Wall Street Journal, May 13 2011&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748703992704576306740142655766.html?mod=WSJ_ArtsEnt_LifestyleArtEnt_4"&gt;http://online.wsj.com/article/SB10001424052748703992704576306740142655766.html?mod=WSJ_ArtsEnt_LifestyleArtEnt_4&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-1448766626157446918?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/1448766626157446918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=1448766626157446918' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1448766626157446918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1448766626157446918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/06/gli-artisti-greci-reagiscono-alla-crisi.html' title='Gli artisti greci reagiscono alla crisi'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-845834317442378902</id><published>2011-05-03T05:59:00.000-07:00</published><updated>2011-05-03T06:10:21.374-07:00</updated><title type='text'>Monumenta. Anish Kapoor al Grand Palais</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-5YXu39yxKp4/Tb_-tM6ZaMI/AAAAAAAAAvM/LmEgjcPxSM0/s1600/anish%2Bkapoor.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-5YXu39yxKp4/Tb_-tM6ZaMI/AAAAAAAAAvM/LmEgjcPxSM0/s320/anish%2Bkapoor.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602476513985915074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Anish Kapoor ha sempre pensato in grande. Ma con l'installazione mozzafiato ideata per il Gran Palais ha raggiunto il "Colossal&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per essere uno che sta mettendo a punto "la più grande sfida della sua vita" Anish Kapoor appare calmo e raccolto. Si aggira per il suo studio londinese - lo stesso da 24 anni - fermandosi a ispiezionare il lavoro di tecnici e assistenti. Poi l'artista ci conduce nella parte più intima del suo studio, dove può lavorare in solitudine, e rivela: "Non sono un ragazzino che ha paura di ciò che è grande - Io amo ciò che è grande - Ma questi lavori sono grandi sotto diversi aspetti".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Ministero della Cultura e della Comunicazione francese ha chiesto all'artista, nato in India e naturalizzato britannico, di creare una installazione temporanea e site-specific per la navata del Grand Palais, una cupola di vetro inaugurata per l'Esposizione Universale del 1900. Già Anselm Kiefer e Richard Serra sono stati chiamati, negli anni passati, a intervenire sulla struttura. Il progetto seriale è stato denominato "Monumenta". Kapoor ha scelto di erigere quattro grandi sfere in PVC che, gonfiate, riempiono interamente il volume di 145.000 mq della navata. L'opera è una sfida per l'artista, che ha quasi sempre lavorato con materiali solidi in alluminio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A 57 anni Kapoor è uno dei più grandi artisti della sua generazione, non solo per il valore delle opere - che hanno superato i 4 milioni di euro all'asta - e per una schiera di collezionisti facoltosi. La sua biografia include esposizioni al Louvre, al Guggenheim e al MOMA. Nel 2002 ha riempito gli spazi della Turbine Hall della Tate Modern con "Marsyas", un'installazione a forma di tromba che ha attratto quasi 2 milioni di visitatori, la mostra singola è stata la più popolare nella storia del museo londinese. Anche la retrospettiva realizzata nel 2009 alla Royal Academy, visitata da 275.000 spettatori, è stata la mostra più vista mai dedicata a un artista vivente. "Il suo lavoro - astratto, concettuale e spirituale - può essere compreso da culture differenti", spiega Barbara Gladstone, la sua gallerista newyorkese da oltre 25 anni. E' anche estremamente coinvolgente, invitando lo spettatore a camminare dentro uno spazio estraneo e scintillante o a spiare attraverso una grande orbita fluttuante, come in "Cloud Gate", una specie di enorme fagiolo nel Millenium Park di Chicago.&lt;br /&gt;La sua vita domestica ruota intorno alla mosglie Susanne, una storica dell'arte, ai suoi due figli, - Alba e Ishan - e alla meditazione quotidiana. Tutti i giorni, dopo aver consumato la sua colazione nella town house a ovest di Londra - il cui design asciutto ricorda quello di una galleria - raggiunge il suo studio, dove è assistito da tecnici e ingegneri. Ogni nuovo lavoro è inizialmente realizzato in un modello di legno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto ideato per Monumenta è una sorta di "ritorno a casa". Segna infatti li 31° anniversario dalla sua prima mostra a Parigi, che si tenne presso lo studio dell'artista Patrice Alexandre e fu quasi interamente pubblicizzata attraverso il passaparola. Quando gli ricordiamo le circostanze estremamente differenti in cui è realizzata la mostra al Grand Palais sorride: "Che cos'è il successo nell'arte? Un bel tavolo al ristorante? Un posto migliore in aereo? Le persone che ti riconoscono? Ho imparato molte lezioni in questi anni e sono stato ambizioso, ma devo ammettere che la cosa più importante che ho ottenuto è questa: puoi essere famoso quanto ti pare, puoi vincere premi, ma tutto quel che fai è racchiuso in questo studio. L'arte è solo quello che crei".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- NATASHA GARNETT, The Wall Street Journal, 28 Aprile 2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-845834317442378902?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/845834317442378902/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=845834317442378902' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/845834317442378902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/845834317442378902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/05/monumenta-anish-kapoor-al-grand-palais.html' title='Monumenta. Anish Kapoor al Grand Palais'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-5YXu39yxKp4/Tb_-tM6ZaMI/AAAAAAAAAvM/LmEgjcPxSM0/s72-c/anish%2Bkapoor.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-5021378239858865729</id><published>2010-12-12T11:52:00.000-08:00</published><updated>2010-12-12T16:04:43.291-08:00</updated><title type='text'>Arte in Turchia. La sfida della modernità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_2Gui2eHStuA/TQVjE21RmnI/AAAAAAAAAjo/_zqA7MO9kM4/s1600/Clipboard01.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 253px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_2Gui2eHStuA/TQVjE21RmnI/AAAAAAAAAjo/_zqA7MO9kM4/s320/Clipboard01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5549951050893597298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La scena artistica di Istanbul ha visto un vero e proprio boom nella decade appena trascorsa, passando da una manciata di gallerie private a oltre 200. Ma c'è un prezzo da pagare per questa rapida crescita&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il distretto di Tophane a Istanbul si distingue per il suo carattere bohemienne e al tempo stesso ultramoderno. Tophane rappresenta egregiamente il cliché della Istanbul con un piede nell'Occidente secolare e liberale e un altro nell'Islam tradizionalista. Negli anni '80 le strette strade e gli edifici diroccati di fine Ottocento erano occupati dagli immigrati del Bosforo. Il quartiere attirò anche diversi artisti - come Gulsun Karamustafa - per i canoni di affitto particolarmente economici.&lt;br /&gt;Circa una decina di anni fa Istanbul - e con essa Tophane - ha iniziato a mutare drasticamente. L'economia è cresciuta e con essa la scena artistica; i vecchi edifici sono stati acquistati e ristrutturati. Alcuni di essi sono stati convertiti in gallerie d'arte e tra queste ci sono le 10 più importanti gallerie turche sullo scenario internazionale.&lt;br /&gt;Gulsun, sessantenne, è ormai una star tra gli artisti turchi e le sono state dedicate mostre in tutto il mondo. Ha esordito come pittrice ma attualmente lavora prevalentemente con il video e i cortometraggi.&lt;br /&gt;Ma lo sviluppo della scena artistica turca ha anche altri risvolti. Lo scorso settembre una trentina di estremisti hanno fatto irruzione armati di spranghe e coltelli a un incontro conviviale organizzato da alcune gallerie di Tophane. Sono state distrutte alcune vetrate e cinque persone sono finite all'ospedale. Nessuno è stato arrestato e la polizia sta ancora indagando sull'accaduto.&lt;br /&gt;A pochi passi da Tophane c'è il Museo d'Arte Moderna di Istanbul, costruito cinque anni fa da una delle famigie turche più ricche gli Eczacibasis. Vive di finanziamenti privati, come la maggiorparte delle arti nel Paese. Banchieri e uomini d'affari sono i principali patrocinatori, insieme ai collezionisti, veri protagonisti del boom artistico. I loro principali acquisti infatti si rivolgono proprio all'arte contemporanea turca. All'Istanbul Modern troviamo uno dei video di Gulsun, 'Memory of a Square'. Lo schermo, diviso in due parti ci mostra da un lato scene di vita familiare e dall'altro i contrasti della Turchia moderna. Gulsun sta lavorando a un progetto per il British Council, finanziato dalla Comunità Europea. Trascorre metà del suo tempo all'estero e ama viaggiare. Diversi anni fa, durante un periodo di instabilità politica è stata arrestata e le è stato ritirato il passaporto per 16 anni. Ma tutto ha iniziato a cambiare a partire dagli anni '90 con la Biennale d'Arte Contemporanea di Istanbul, oggi uno dei più importanti eventi internazionali d'arte - sponsorizzato dal più grande patrocinatore artistico del Paese, il gruppo industriale KOC. Gulsun è stata chiamata a esporre alla Biennale turca per tre volte.&lt;br /&gt;Anche la casa d'aste Sotheby's è salita sul carro dell'arte contemporanea turca, dedicadogli l'anno scorso la sua prima asta. Nell'edizione di quest'anno Fahr-el Nissa Zeid è diventato l'artista turco dalle quotazioni più alte, con una vendita di oltre 1 milione di dollari.&lt;br /&gt;Ma qual'è il livelo dell'arte contemporanea turca? Il curatore Necsmi Sonmez è favorevole ma critico. Oggi il problema non è la censura ma un carattere "identitario" a suo parere ancora troppo forte, che spesso scivola nel folklore. Sonmez si chiede anche quanto indipendente possa essere la produzione artistica contemporanea, così legata ai finanziamenti privati. "Non saprei dire quali sono i tratti salienti dell'arte contemporanea turca. Mi interessa piuttosto un arte che sia globale" - afferma il curatore. Forse oggi la Turchia ha bisogno di questo, non di un' arte "identitaria", ma di un 'arte capace di affrontare temi come l'emancipazione femminile e l'omosessualità. Temi coraggiosi. Forse troppo provocatori per qualcuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Tratto da "Modern art boom exposes Turkey's tensions", By Rosie Goldsmith, BBC News, 30 October 2010&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-5021378239858865729?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/5021378239858865729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=5021378239858865729' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/5021378239858865729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/5021378239858865729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/12/arte-in-turchia-la-sfida-della.html' title='Arte in Turchia. La sfida della modernità'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_2Gui2eHStuA/TQVjE21RmnI/AAAAAAAAAjo/_zqA7MO9kM4/s72-c/Clipboard01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-4727177994943567671</id><published>2010-11-22T11:57:00.000-08:00</published><updated>2010-11-22T12:16:24.044-08:00</updated><title type='text'>Cranach. Riforma e Rinascimento</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_2Gui2eHStuA/TOrNJWm4VII/AAAAAAAAAig/vbTqKoVFt7o/s1600/cranach%2B1.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 157px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_2Gui2eHStuA/TOrNJWm4VII/AAAAAAAAAig/vbTqKoVFt7o/s320/cranach%2B1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5542467852003988610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Chiamato da  Federico il Saggio, elettore di Sassonia, a lavorare alla sua corte, Cranach sarà pittore di tre successivi elettori dal 1504 fino alla morte avvenuta nel 1553. Una attività intensa che lo coinvolge nella realizzaione di tavole e dipinti murali, ma anche di decorazioni effimere per feste e tornei, medaglie commemorative, vestiti, mobili e vetrate. Cranach segna il passaggio dall'artista-artigiano medievale - la cui personalità era spesso mortificata dalle corporazioni - al nuovo ruolo assunto dal genio creativo nelle corti rinascimentali. Egli  rappresenta un orgoglio e una concezione del proprio essere artista caratteristici dell'età moderna. Significativa è la sua elevazione al grado nobiliare da parte di Federico III, che gli concesse il blasone con il drago alato, firma distintiva delle sue opere seguenti. La dimensione artigiana della creatività medievale diviene nelle corti europee del XVI secolo raffinata ricerca di una bellezza capace di informare di sé ogni aspetto della vita quotidiana. Un ideale che rivivrà nel XX secolo con il movimento &lt;i&gt;Arts and Crafts&lt;/i&gt;, alternativa "di bottega" al sistema di produzione industriale.  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Cranach è anche il pittore cinquecentesco che ha maggiormente esaltato il corpo femminile. Le sue bellezze acerbe e sinuose, sempre pervase da un erotismo allusivo, permisero al pittore di conquistarsi un' importante clientela in un momento in cui le chiese protestanti erano poco interessate (in certi casi addirittura ostili) verso le arti figurative. E' possibile tuttavia che questi soggetti nascondano un messaggio edificante o un contenuto allegorico esaltando esempi di forza etica e morale o mettendo in guardia verso gli &lt;i&gt;exempla&lt;/i&gt; &lt;i&gt;contraria&lt;/i&gt;. Fillide, Giuditta, Salomè, sono chiamate a rappresentare la potenza ammaliatrice (&lt;i&gt;Weiberlist&lt;/i&gt;) della donna e su tutte spicca naturalmente Eva, artefice dell'inganno primordiale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La raffigurazione del potere della donna (&lt;i&gt;Weibermacht&lt;/i&gt;) fondava il suo successo sul rovesciamento paradossale del rapporto gerarchico tra i generi e in un certo senso lo riaffermava mettendo in guardia lo spettatore dai comportamenti rappresentati. Certo non bisogna trascurare l'intenzionalità ironica di questi soggetti, all'epoca molto in voga e proposti non solo in magnifiche tele ma anche su formelle e altri utensili di uso quotidiano.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Cranach trascorse la maggior parte della vita nella città di Lutero, Wittenberg. Da qui contribuì alla diffusione del nuovo credo della Riforma attraverso la realizzazione di altari, ritratti, illustrazioni della Bibbia tradotta in tedesco.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Attraverso l'impiego di mezze figure e del fondo scuro, nelle sue rappresentazioni di scene evangeliche Cranach rende lo spettatore partecipe del soggetto illustrato e sembra richiamare il principio fondamentale della Riforma di un rapporto diretto tra l'uomo e Dio attraverso la fede.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;I ritratti di Lutero contribuirono a confermarne  e diffonderne il ruolo di capo religioso. Anche alla moglie del riformatore, Katharina von Bora, fu dedicato un dipinto, che evidenziando la messa in discussione del celibato è indirettamente una denuncia all'organizzazione clericale della chiesa di Roma. Attraverso la scelta di episodi e temi chiave del Nuovo Testamento - Cristo che benedice i bambini, il confronto tra legge mosaica e Vangelo, la Crocifissione - è sottolineato il primato della fede e della Grazia sulle opere umane. Negli stessi anni in cui era maggiormente impegnato a produrre una gran quantità di opere di ispirazione luterana Cranach accettò diverse commissioni da parte di chiese e sovrani cattolici. Questi lavori furono realizzati senz'altro con il consenso di Federico il Saggio. Forse l'elettore li considerava uno strumento diplomatico nei confronti dei principi cattolici. Ancora una volta, quall'artista che il grande iconologo Erwin Panofsky definì "provinciale" si mostra protagonista di uno dei momenti cruciali della storia d'Europa.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luca Vona&lt;/span&gt; - articolo pubblicato su &lt;a href="http://www.riforma.it/"&gt;Riforma &lt;/a&gt;del 19 novembre 2010&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: italic;"&gt;GALLERIA BORGHESE&lt;br /&gt;Piazzale Scipione Borghese 5 (00197)&lt;br /&gt;+39 068413979 , +39 068840756 (fax)&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.galleriaborghese.it/" target="_blank"&gt;www.galleriaborghese.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;orario: lunedì chiuso&lt;br /&gt;dal martedì alla domenica, dalle ore 9 alle 19&lt;br /&gt;biglietti: interi 11,50 per mostra e Galleria Borghese, più diritto di prevendita € 2&lt;br /&gt;la prenotazione è obbligatoria&lt;br /&gt;catalogo 24 ORE CULTURA&lt;br /&gt;ufficio stampa: MONDOMOSTRE&lt;br /&gt;curatori: Bernard Aikema, Anna Coliva&lt;br /&gt;Enti promotori: Ministero per i Beni e le Attività Culturali&lt;br /&gt;Soprintendenza  Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per  il Polo Museale della città di Roma Organizzazione: MondoMostre  sponsor: ENEL&lt;br /&gt;Kinder Ferrero&lt;br /&gt;web: &lt;a href="http://www.mostracranach.it/" target="_blank"&gt;www.mostracranach.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-4727177994943567671?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/4727177994943567671/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=4727177994943567671' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4727177994943567671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4727177994943567671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/11/cranach-laltro-rinascimento.html' title='Cranach. Riforma e Rinascimento'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2Gui2eHStuA/TOrNJWm4VII/AAAAAAAAAig/vbTqKoVFt7o/s72-c/cranach%2B1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-1041252104138438795</id><published>2010-10-24T15:28:00.000-07:00</published><updated>2010-10-24T15:45:50.840-07:00</updated><title type='text'>La scena artistica libanese</title><content type='html'>Lo studio di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pascal Hachem&lt;/span&gt; si trova a est di Beirut, nel quartiere Gemmayzeh. Costantemente minacciata dalla demolizione, l'area è un mix pittoresco, sviluppatosi sotto l'Impero Ottomano, durante il mandato francese (1920-1943) e, successivamente influenzata dall'architettura modernista. Un labirinto di bar alla moda, boutique e ristoranti. Hachem ci spiega che Beirut è una città rumorosa "I rumori della guerra sono stati sostituiti dai rumori dei cantieri. La città di un tempo è completamente scomparsa". Il suo studio, per contro, è un paradiso di quiete e ordine. Una parete è coperta da una serie di trappole per topi. Antichi martelli acquistati al Cairo sono disposti su un tavolo da lavoro. Sul suo computer ci sono progetti realizzati a Zurigo, Berna, Roma e Londra, città quest'ultima dove sta per inaugurare la sua prima mostra personale, nella galleria della tunisina Selma Feriani, da sempre attenta al panorama artistico nordafricano e mediorientale.&lt;br /&gt;Designer per formazione, il suo lavoro comprende la costruzione di macchine bizzarre, performance e fotografia, interventi sullo spazio pubblico. Nel luglio scorso a Roma ha esposto un'installazione composta da 2000 forchette disposte in cerchi concentrici, orientate verso un piatto centrale, presso la piramide di Gaio Cestio. L'inquietante oscillare del'installazione - ci spiega l'artista - richiama una realtà perversa: chi si occupa della fame nel mondo spesso è lo stesso che alimenta le guerre.&lt;br /&gt;Alla domanda "Cosa ti offre Beirut?" Hachem ha la risposta pronta: "Tensione. E' la principale fonte di ispirazione per il mio lavoro".&lt;br /&gt;Le contraddizioni vissute da Hachem sono le stesse di una intera generazione di artisti, cresciuta in una città a metà strada tra il collasso totale e una selvaggia rinascita. La guerra quotidiana contro il caos urbano - una cittò in continua trasformazione, il traffico  permanentemenre congestionato e la costante instabilità politica - si misura con una paura a lungo termine per le tensioni con Israele sul confine Sud.&lt;br /&gt;Negli ultimi 20 anni, a dispetto di una totale assenza di supporto statale, di gallerie pubbliche o spazi espositivi non-profit, si è sviluppata una vitale infrastruttura alternativa per chi voglia fare ed esporre arte a Beirut. Un piccolo numero di artisti e curatori, infatti, sovvenzionati da fondi privati, sono riusciti a creare una avanguardia creativa capace di imporsi all'attenzione internazionale.&lt;br /&gt;Il rinomato collettivo artistico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Shkal Alwan&lt;/span&gt;, la Fondazione &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arab Image&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Irtijal &lt;/span&gt;sono solo alcune delle istituzioni che hanno contribuito a incoraggiare il dibattito critico con altri importanti soggetti indipendenti in Medio Oriente e nella regione Nordafricana. Anche alcune gallerie private hanno incoraggiato progetti artistici ambiziosi portandoli alle fiere internazionali. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sandra Dagher&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lamia Joreige &lt;/span&gt;dirigono il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Beirut Art Centre&lt;/span&gt;, spazio pubblico non-profit inaugurato nel 2009. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Saleh Barakat&lt;/span&gt; della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Agial Gallery&lt;/span&gt;, ha curato insieme alla Dagher il primo padiglione libanese alla Biennale di Venezia del 2007. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Andrée Sfeir-Semler&lt;/span&gt;, a Berlino dal 1985 ha aperto nel 2004 un ampio spazio espositivo nel vecchio distretto industriale di Beirut.&lt;br /&gt;Quando la comunità artistica internazionale ha cominciato a rivolgere la sua attenzione al medio Oriente una decina di anni fa ha trovato nel Libano una realtà già matura e in rapida evoluzione, con artisti pronti a confrontarsi con fiere, festival, mostre collettive e residencies all'estero. E' quest'ultima generazione di artisti che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Selma Feriani&lt;/span&gt; sta promuovendo nella sua galleria londinese, dove alla personale di Hachem faranno seguito altre due mostre dedicate rispettivamente a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ninar Esber&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ziad Antar&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Fino al 1975 Beirut è stata un importante centro turistico, finanziario e di scambio commerciale, un raccordo fondamentale nel Mediterraneo per il mondo intellettuale arabo. La variegata eredità culturale libanese raccoglie influenze cristiane e musulmane di svariate denominazioni e si è diffusa nel mondo attraverso una ricca diaspora. Una vita socioculturale così sofisticata rende il Libano uno dei paesi mediorientali più "accessibili" all'Occidente.&lt;br /&gt;Paradossalmente, sono stati soprattutto i 15 anni di violenta guerra civile - tra il 1975 e il 1990 - a stimolare lo sviluppo delle arti visive in Libano. Prima di quel periodo, tre generazioni di artisti sono cresciute sotto assedio. Per la prima generazione di artisti, offrire una testimonianza della tragedia vissuta ha rappresentato una ragione di sopravvivenza creativa. La seconda generazione, che è uscita allo scoperto nel 1990, ma che è cresciuta sia all'interno del conflitto che in esilio ha costruito la propria identità in un Paese che si stava riprendendo dal trauma della guerra civile. Promossi dalla curatrice &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Christine Tohme&lt;/span&gt; - una delle fondatrici di Ashkal Alwan - si tratta di artisti dall'approccio fortemente concettuale che prediligono il video la fotografia, le installazioni pubbliche. Tra gli artisti di questa generazione uno dei più noti a livello internazionale è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Walid Raad&lt;/span&gt;, cui è stata dedicata una personale dalla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Whitechapel Gallery&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;La terza generazione, quella di Hachem e degli altri artisti emergenti, nati alla fine degli anni Settanta, o successivamente, si distingue per uno spirito votato a un maggior ottimismo. Questi sono gli artisti che nel 2006 hanno visto le fragili infrastrutture del loro paese nuovamente distrutte da uno scontro con Israele durato 34 giorni. La sfida di questi artisti è stata e continua ad essere quella di fuggire la guerra, non solo come incubo personale ma anche come "gabbia" imposta al loro lavoro dalle aspettative preconcette di un pubblico internazionale. Nina Esber, una performer e videoartista cresciuta a Parigi, ma ritornata lo scorso gennaio a Beirut insiste "La guerra in Libano non ha nulla a che fare con il mio lavoro, che si rifà piuttosto a sensazioni universali come la paura, l'ansia, il senso della perdita". Ziad Antar, un artista che lavora con la fotografia e il video, anch'egli formatosi in parte a Parigi e in parte in Libano rifugge parimenti dalle facili classificazioni, l'unica concessione che fa a chi voglia vedere un nesso tra la situazione politica del suo paese e la sua arte è relativa all'umorismo che pervade quest'ultima, da intendersi come momento di speranza: "La tristezza è facile, l'ironia è una sfida ben più dura".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Tratto da "Lebanon’s art scene", by Emma Crichton-Miller, Financial Times, 8 ottobre 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Leggi l'articolo originale su &lt;a href="http://pegaseo.blogspot.com/2010/10/lebanons-art-scene.html"&gt;The Art Reader&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-1041252104138438795?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/1041252104138438795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=1041252104138438795' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1041252104138438795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1041252104138438795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/10/la-scena-artistica-libanese.html' title='La scena artistica libanese'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-3017430425375503806</id><published>2010-10-01T15:16:00.000-07:00</published><updated>2010-10-01T15:23:33.468-07:00</updated><title type='text'>L'arte come rifugio dall'inflazione</title><content type='html'>L'arte piace perché è un investimento tangibile, può essere scambiato con ogni valuta e conferisce un' aura di prestigio a chi la colleziona (azioni e obbligazioni non possono essere appesi in salotto per mostrarli agli amici). L'arte oggi è particolarmente attraente a causa dell'incertezza dei mercati azionari e al fluttuare delle valute, per lo spettro dell'inflazione che si allunga su certi paesi e per quello della deflazione che ne minaccia altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mediamente, gli investimenti in arte hanno offerto un rendimento annnuo del 7%, tra il 2001 e il 2004. L'arte può quindi costituire un rifugio dalla svalutazione monetaria, a patto di essere collezionisti "consapevoli" e preparati, di conoscere sufficentemente il sistema e i suoi meccanismi, per individuare i nomi e le opere su cui puntare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono però anche alcune trappole per gli investitori. I beni artistici sono piuttosto poco liquidi e i prezzi sono influenzati da numerose variabili: scarsità dell'offerta specifica, cambio del gusto e delle mode, nuove correnti di ricerca, frequenza con cui una determinata opera è messa sul mercato, provenienza e - il fattore più imprevedibile - il comportamento dei collezionisti. Da non dimenticare anche il momento in cui viene effettuato l'investimento. Le opere di Damien Hirst per esempio hanno reso oltre il 400% per chi ha comprato alla fine degli anni '90.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Tratto da The Art Newspaper, settembre 2010, articolo di Charlotte Burnes&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pegaseo.blogspot.com/2010/10/is-art-hedge-against-inflation.html"&gt;Leggi l'articolo originale (in inglese) su The Art Reader&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-3017430425375503806?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/3017430425375503806/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=3017430425375503806' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/3017430425375503806'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/3017430425375503806'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/10/larte-come-rifugio-dallinflazione.html' title='L&apos;arte come rifugio dall&apos;inflazione'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-8991224950804755567</id><published>2010-09-14T01:35:00.000-07:00</published><updated>2010-09-14T01:43:37.668-07:00</updated><title type='text'>Basta cattedrali della cultura</title><content type='html'>Non molto tempo fa i musei erano fieramente definiti "cattedrali della cultura" dai loro direttori, che gli attribuivano come funzione primaria il collezionare, mostrare e preservare la migliore arte. Oggi questa concezione museale è considerata dai più riduttiva ed elitaria. Reagendo ai trend sociali e demografici i direttori di museo inseguono ora nuovi pubblici e cercano di interagire con la comunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La linea di demarcazione tra generazioni di direttori museali tuttavia non è netta e spesso l'attenzione alla società si è tradotta in semplice populismo. Per anni ci sono state propinate mostre sulle chitarre delle rock-star, su guerre Stellari o sull'hip hop.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pensiero odierno va più in profondità. Molti giovani direttori vedono i musei come una moderna piazza di scambi sociali e interculturali dove i membri della comunità possono condividere le loro idee attraverso l'arte, ma anche dove possono semplicemente conversare o ascoltare musica. Credono che i futuri visitatori dei musei non saranno soddisfatti semplicemente guardando le opere d'arte, ma preferiranno piuttosto interagire con esse. Ne è un esempio la mostra di Marina Abramovich "The Artist is Present" al MOMA dove agli spettatori viene proposto un incontro faccia a faccia con gli artisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le nuove tecnologie e i social media, dai blog a Facebook a Youtube, stanno alimentando questa tendenza. L'arte sta diventando sempre più globale e interdisciplinare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Judith Dobrzinski, The Wall Street Journal, august 24 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704554104575435823569073064.html"&gt;Leggi &lt;/a&gt;l'articolo originale&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-8991224950804755567?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/8991224950804755567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=8991224950804755567' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/8991224950804755567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/8991224950804755567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/09/basta-cattedrali-della-cultura.html' title='Basta cattedrali della cultura'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-5429298835938663606</id><published>2010-08-30T02:11:00.000-07:00</published><updated>2010-08-30T02:58:26.031-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pittura vascolare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raffaello'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='winckelmann'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='primitivi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='origini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='progresso'/><title type='text'>L'unicità del segno</title><content type='html'>"Semplicità e purezza", come le definisce Winckelmann, divennero di fatto il grido di battaglia delle nuove correnti che esaltavano l'innocenza dei secoli ancora incorrotti, da loro definiti "primitivi", espressione che significa non solo "non evoluto", bensì anche "originario", come ad esempio nel termine "Cristianesimo primitivo". E ancora una volta fu Winckelmann colui che insegnò a questi giovani artisti e amatori d'arte a riconoscere nel contorno chiaro e netto il segno distintivo di questo spirito incorrotto. Winckelmann aveva imparato ad apprezzare questo tipo di disegno studiando la pittura vascolare antica. Nel dipingere su ceramica, egli dice, "i contorni [...] debbono essere segnati rapidamente, d'un sol tratto", altrimenti nel pennello non resta altro che argilla. In questa tecnica non sono possibili modifiche o correzioni, bensì "i contorni debbono rimanere così come sono una volta delineati". La sicurezza di questi antichi ceramografi ricorda a Winckelmann Raffaello, che era capace di disegnare "intere figure con un unico e continuo tratto di penna". Questa caratteristica ci consente di distinguere le opere di Raffaello da quelle degli allievi a lui più vicini. Ma mentre questi allievi, che si collocano sul ramo discendente dell'evoluzione artistica, non erano più capaci di una simile impresa, secondo Winckelmann ciò non vale per gli artisti della linea ascendente.&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Ernst H. Gombrich, Arte e progresso, Laterza&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lucavona.com/"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;www.lucavona.com&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-5429298835938663606?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/5429298835938663606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=5429298835938663606' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/5429298835938663606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/5429298835938663606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/08/lunicita-del-segno.html' title='L&apos;unicità del segno'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-5165856747881362903</id><published>2010-08-28T01:48:00.000-07:00</published><updated>2010-08-28T01:54:33.741-07:00</updated><title type='text'>Il valore di un nome nell'arte</title><content type='html'>Perché un'opera d'arte vale milioni di dollari se l'autore è un nome "di successo" e quasi niente se è stata realizzata da un eminente sconosciutò? Dopotutto  le caratteristiche intrinseche dell'oggetto sono le stesse. La questione potrebbe essere estesa al rapporto tra l'opera d'arte e la sua copia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La definizione elementare di mercato è perfettamente logica: un' opera vale tanto quanto qualcuno è disposto a pagare per averla. Un importo spesso determinato dal rapporto tra "desiderabilità", "scarsità" e l'aspettativa che ci sia qualcuno oltre la linea disposto a pagare "qualcosa di più". Ma l'arte non è considerata da sempre come un bene dotato di un suo valore immanente?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure a un Picasso originale e a uno disegnato oggi da un docente universitario d'arte contemporaea non viene attribuito lo stesso valore. Questo perché solo l'originale comunica quel carattere rivoluzionario, di originalità e di sfida che un opera accademica non può possedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se Van Gogh fosse morto nell'ombra e le sue opere recuperate un secolo dopo la sua scomparsa siamo sicuri che oggi godrebbero della fama dei "capolavori"?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è ragionevole deporre un'eccessiva fiducia nella reputazione di un artista per valutare la sua opera, per riconoscere il valore di un artista e del suo lavoro occorre investire tempo e attenzione.&lt;br /&gt;Dovremmo forse coltivare una maggiore apertura mentale e concederci di apprezzare un opera per le sue qualità intrinseche piuttosto che per la sua attribuzione. Chi lo sa, forse anche una copia avrebbe qualcosa da dirci...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Eric Felten, The Wall Street Journal, 13 agosto 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704901104575423392180989062.html?mod=WSJ_ArtsEnt_LifestyleArtEnt_4"&gt;Leggi&lt;/a&gt; l'articolo completo in lingua originale&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-5165856747881362903?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/5165856747881362903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=5165856747881362903' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/5165856747881362903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/5165856747881362903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/08/il-valore-di-un-nome-nellarte.html' title='Il valore di un nome nell&apos;arte'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-4430963243284380479</id><published>2010-03-15T17:17:00.000-07:00</published><updated>2010-03-15T17:21:03.490-07:00</updated><title type='text'>Perché il Maxxi piace</title><content type='html'>Niente qui dice "Roma" in modo banale. Non ci sono arcate classiche, colonne o frontoni. Ma la luce caratteristica di questa città, sempre mutevole nei toni e nella brillantezza, è una presenza costante.&lt;br /&gt;L'assenza di un punto di riferimento prospettico è inteso da Hadid come gesto di generosità e rispetto per le opere d'arte che il museo dovrà ospitare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Francis X. Rocca, The Wall Street  Journal, March 2 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Leggi l'articolo integrale, in lingua originale, su &lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 102, 0);" href="http://pegaseo.blogspot.com/2010/03/why-hadids-maxxi-works.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Art Reader&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-4430963243284380479?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/4430963243284380479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=4430963243284380479' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4430963243284380479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4430963243284380479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/03/perche-il-maxxi-piace.html' title='Perché il Maxxi piace'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-2514048429847256742</id><published>2010-02-23T15:17:00.000-08:00</published><updated>2010-02-23T15:29:53.069-08:00</updated><title type='text'>Investimenti d'arte. Torna la fiducia sul contemporaneo.</title><content type='html'>Secondo l'analisi delle risposte fornite da 134 esponenti di spicco del mercato internazionale dell'arte contemporanea,&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; la fiducia sarebbe risalita poco sopra i livelli registrati nel novembre 2007&lt;/span&gt;, subito dopo l'emergere dei primi segnali di crisi finanziaria. Dall'ultima lettura degli indicatori (giugno 2009) L'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Economic Indicator&lt;/span&gt; è passato da 28 a 58, segnando &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;un'accresciuta fiducia nel processo di risanamento finanziario, anche se non mancano le riserve riguardo la sua forza e sostenibilità&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;I &lt;span style="font-style: italic;"&gt;confidence indicators&lt;/span&gt; relativi ai mercati primario e secondario sono entrambi in ascesa (passati rispettivamente da 23 a 58 e da 33 a 58), supportati il primo dai notevoli risultati di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fiere &lt;/span&gt;come Frieze, Fiac e Art Basel Miami, il secondo dalle rimarchevoli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;aste &lt;/span&gt;invernali (la Contemporary Art Evening Sale di Sotheby's New York di novembre ha infatti totalizzato 134.438.000 $, al lordo delle commissioni, contro una stima pre-incanto di 68,78-98,9 milioni di $). Sergey Skaterschikov - autore di "Skate's Art Investment Handbook" - nell'intervista rilasciata ad Art Tactic, si è detto estremamente ottimista. L'analista &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;si attende per il 2010 una ripresa generalizzata in tutti i segmenti del mercato&lt;/span&gt; e "alcuni sviluppi infrastrutturali estremamente interessanti", con particolare riferimento al comparto fieristico. "Ci aspettiamo che le fiere continuino ad avere buoni risultati. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Poiché il numero di coloro che partecipano attivamente al mercato è cresciuto, le fiere giocano un ruolo fondamentale&lt;/span&gt; nel riunire e aggiornare i collezionisti rispetto alle novità dell'offerta".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Alessandro Lorenzetti, Il Sole 24 ore, Plus24, 13 febbraio 2010&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-2514048429847256742?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/2514048429847256742/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=2514048429847256742' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/2514048429847256742'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/2514048429847256742'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/02/investimenti-darte-torna-la-fiducia-sul.html' title='Investimenti d&apos;arte. Torna la fiducia sul contemporaneo.'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-6142002076416681697</id><published>2010-02-09T14:28:00.000-08:00</published><updated>2010-02-09T14:40:39.835-08:00</updated><title type='text'>Più design per un business di valore</title><content type='html'>Il ruolo dei designer è sempre stato quello di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tradurre e comunicare il valore di un' idea di business&lt;/span&gt; ai consumatori. I migliori designer possono fare molto di più. Possono &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;aiutare le imprese a stabilire un dialogo con i consumatori&lt;/span&gt;, che permette di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;innovare con maggiore efficienza&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Designer non devono semplicemente sintetizzare estetica e funzionalità. E' loro compito &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;comprendere i processi emotivi e di pensiero dei consumatori per motivarne il cambiamento&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è un caso che molti dei top brand mondiali sono anche leader nel settore del design. Il design è un aspetto fondamentale nella &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;creazione dell'immagine &lt;/span&gt;e nell'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;esperienza del lusso&lt;/span&gt; , dell'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;esclusività&lt;/span&gt;, dell'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;appartenenza tribale&lt;/span&gt;. I consumatori che acquistano questi prodotti spesso li scelgono perché rappresentano una parte di se stessi ( o di quel che vorrebbero essere).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dire che il design è fondamentale per il successo commerciale di un' impresa non significa che ogni soldo investito nel design sia ben speso. La sua presenza &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dovrebbe permeare tutte le funzioni aziendali&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;I grandi designer sono dei visionari che sanno &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;creare valore esplorando senza limiti la mente dei consumatori&lt;/span&gt;. Rappresentano un gruppo di individui capaci di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vedere il mondo con occhi differenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; - Ravi Sawhney and Deepa Prahalad, Business week, February 1, 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Leggi l'articolo integrale, in lingua originale su&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 0);"&gt; &lt;a style="color: rgb(255, 102, 0);" href="http://pegaseo.blogspot.com/2010/02/role-of-design-in-business.html"&gt;The Art Reader&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-6142002076416681697?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/6142002076416681697/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=6142002076416681697' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/6142002076416681697'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/6142002076416681697'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/02/piu-design-per-un-business-di-valore.html' title='Più design per un business di valore'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-3815577387836404899</id><published>2010-01-31T09:57:00.000-08:00</published><updated>2010-01-31T10:24:23.735-08:00</updated><title type='text'>La crisi si batte col Moderno</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Rapporto Nomisma 2010. In 15 anni l'arte contemporanea ha reso più dell'oro, delle azioni e del mattone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la crisi si è osservata una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;riduzione degli scambi&lt;/span&gt; e una&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; concentrazione sull'offerta d'arte di più alta qualità&lt;/span&gt; per pittura, scultura e arte etnica. Consigli per il futuro? Acquistare artisti e arte al top e conservarla per 5-7 anni, oltre a proteggere dall'inflazione, batte i costi azionari. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nel periodo 1995-2009 l'arte contemporanea risulta l'investimento a più alto rendimento medio annuale pari a 4,04% rispetto ad altri asset come l'oro (3,67%), le azioni (S&amp;amp;P 500 2,50%) e la casa (Nomisma immobiliare 2,06%),&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;mentre l'arte moderna è l'unico segmento che, a prescindere dal prezzo di riferimento, è sempre riuscito a proteggersi dall'inflazione con un rendimento medio annuo del 2,62%.&lt;/span&gt; L'analisi è contenuta nel&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; rapporto 2010 Nomisma&lt;/span&gt;. In generale nel 2009 i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;volumi &lt;/span&gt;scambiati nel mercato italiano dell'arte sono scesi a 1,080 miliardi di euro, quasi la metà (-45%) rispetto al 2008 (1,964 miliardi).&lt;br /&gt;Il calo della domanda parte dal terzo trimestre 2008, dopo il default Lehman, con un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;impatto più duro sui volumi (-40%) che sui prezzi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La novità dell'Osservatorio Nomisma sul mercato dei beni artistici, rilanciato in collaborazione con i docenti di politica economica dell'Università di Bologna Guido Candela e Antonello Eugenio Scorcu, risulta dalla prima analisi della&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; banca dati sul diritto di seguito&lt;/span&gt; (Dds), basata sulle dichiarazioni rese alla Siae dagli intermediari professionali dal 2006. I valori emersi sono stati poi maggiorati con la stima delle vendite degli artisti non soggetti al Dds e delle vendite sotto i 3mila euro, aggiungendo infine una quota del &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;mercato sommerso&lt;/span&gt; su parametri Istat.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Come 20 anni fa per l'immobiliare il mercato dell'arte è poco trasparente e scambia beni unici, crediamo che un lavoro di analisi indipendente fondato sui prezzi e i volumi possa aiutare il comparto a sviluppare le sue potenzialità economiche"&lt;/span&gt; spiega &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gualtiero Tamburini&lt;/span&gt;, presidente Nomisma.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nel periodo pre-crisi (...) ha tenuto il segmento del contemporaneo&lt;/span&gt;, nonostante, per sua natura, più instabile  poiché raccoglie artisti di fama meno consolidata rispetto al Moderno, offrendo nei periodi di rialzo rendimenti più elevati - valuta il Rapporto -, poiché in Italia nell'ultimo decennio ha goduto di un'attenzione senza precedenti. L'interesse di critici, galleristi e musei si è riflesso in una maggiore domanda e in una dinamica più accedntuata dei prezzi (che partivano da quotazioni relativamente basse) rispetto al Moderno. Mentre&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; l'effetto dell'azione della notifica ha portato  ha un possibile assestamento del mercato per alcuni artisti moderni, che ha anticipato la possibile introduzione dei vincoli, accrescendo gli scambi sull'autore in vista della sua "storicizzazione". &lt;/span&gt;Risultato? Aumento di prezzo per i contemporanei a scapito del segmento moderno.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nel momento di crisi, al contrario, si è osservata una stabilizzazione del segmento Moderno &lt;/span&gt;rispetto al Contemporaneo: al crescere dell'incertezza la resistenza alla caduta dei prezzi è stata più forte per gli artisti moderni. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I venditori hanno difeso il loro valore sia mantenendo prezzi di riserva particolarmente elevati, sia riducento l'offerta sul mercato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Tratto da Marilena Pirrelli, Arteconomy24, Il Sole 24 Ore, 30 gennaio 2010&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-3815577387836404899?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/3815577387836404899/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=3815577387836404899' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/3815577387836404899'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/3815577387836404899'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/01/la-crisi-si-batte-col-moderno.html' title='La crisi si batte col Moderno'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-2733546570486973762</id><published>2010-01-21T01:30:00.000-08:00</published><updated>2010-01-21T01:39:12.984-08:00</updated><title type='text'>Muse e mattoni</title><content type='html'>Trasformare un condominio in una galleria d'arte, per una sola notte. E' una nuova tendenza negli Stati Uniti dove sempre più curatori stanno gettando un ponte tra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;creatività &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;capitalismo&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ryan Hackett è titolare di due società di organizzazione d'eventi - una a Chicago, l'altra a New York. Lo scorso dicembre ha presentato in un nuovo quartiere residenziale di Washington "Bauble", &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;un'evento al crocevia tra la mostra d'arte e l'open house.&lt;/span&gt; ne hanno beneficiato i costruttori, accrescendo a dismisura la visibilità dei loro immobili, gli artisti, che hanno realizzato vendite da primato e persino un' associazione di beneficenza che raccoglie fondi per educare all'arte bambini socialmente a rischio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eventi artistici fuori dagli schemi sono anche la specialità di Art Registry, il cui statement è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"vivacizzare il mondo dell'arte trasferendolo in proprietà immobiliari esclusive".&lt;/span&gt; Un evento presentato lo scorso aprile a Providence ha realizzato circa 30.000 dollari di vendite d'opere d'arte. Gli artisti ricevono sempre almeno il 50% del ricavato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno teme che questa commistinione tra creatività e business immobiliare possa rinforzare il concetto superficiale  di "arte come decoro". Ma questa è la vita. Gli artisti hanno bisogno di mangiare e i costruttori hanno bisogno di vendere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Tratto da Jessica Dawson, The Washington Post, 15 gennaio 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 102, 0);" href="http://pegaseo.blogspot.com/2010/01/pop-up-gallery-shows-aim-to-sell-condos.html"&gt;&lt;span&gt;Leggi l'articolo originale su &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Art Reader&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-2733546570486973762?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/2733546570486973762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=2733546570486973762' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/2733546570486973762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/2733546570486973762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/01/muse-e-mattoni.html' title='Muse e mattoni'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-964875571829497181</id><published>2010-01-08T15:31:00.000-08:00</published><updated>2010-01-08T15:42:50.514-08:00</updated><title type='text'>Roma non è prigioniera dei suoi fasti antichi</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;C'è un mito duro a morire che vorrebbe Roma come una città priva di architettura moderna, a causa di un patrimonio storico-artistico troppo gravoso&lt;/span&gt;. L'architetto Richard Meier è stato bersaglio di un feroce conservatorismo quando nel 2006 ha inaugurato il suo Museo dell'Ara Pacis. Ma al di là di questo esempio, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dalle possenti architetture dell'era fascista alle gallerie cittadine, l'architettura della Roma moderna è una mescolanza unica di storia e archetipi del presente&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Attraversando il cortile di ghiaia del Maxxi ci si trova subito dinnanzi a un museo che è di per se stesso, curiosamente, "un pezzo da museo". Certo è da vedere se la sua architettura mozzafiato saprà accontentare curatori e artisti, solitamente più favorevoli agli spazi "neutri". Ma &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;se Roma voleva una struttura maestosa per convincere il mondo di essere una città capace di guardare simultaneamente, come un Giano, davanti e dietro di sé, al passato e al futuro, Hadid ha fatto un lavoro impeccabile&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Edwin Heathcote, Financial Times, 2 january 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pegaseo.blogspot.com/2010/01/romes-newest-art-museum.html"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Leggi l'articolo in lingua originale su &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 0);"&gt;The Art Reader&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-964875571829497181?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/964875571829497181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=964875571829497181' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/964875571829497181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/964875571829497181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/01/roma-non-e-prigioniera-dei-suoi-fasti.html' title='Roma non è prigioniera dei suoi fasti antichi'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-3113458552553464904</id><published>2009-12-17T15:02:00.000-08:00</published><updated>2009-12-17T15:25:50.215-08:00</updated><title type='text'>Quando la vena creativa si prosciuga</title><content type='html'>Gli artisti visivi sembrano essere meno inclini a quella specie di "bocco creativo" che colpì compositori come Sibelius o scrittori come Ralph Ellison. Una ragione è che mentre da grandi scrittori o compositori ci si aspetta che sappiano dischiudere territori inesplorati ad ogni nuovo lavoro da un artista visivo spesso ci si aspetta che sappia tornare sullo stesso soggetto. Addirittura &lt;strong&gt;il mercato incoraggia l'artista a porre la sua firma su opere che sembrano prodotte in serie, cosicché un grande numero di collezionisti possa avere la sua zuppa in scatola di Andy Warhol.&lt;/strong&gt; Ma questa "fertilità prolungata" è del tutto pretestuosa. &lt;strong&gt;La storia dell'arte è piena di figure che hanno perso l'ispirazione che le sosteneva agli esordi della carriera. Alcuni artisti invece continuano a produrre le stesse opere neanche per necessità finanziarie, ma per mera abitudine, incoraggiati dal pubblico e dalla critica&lt;/strong&gt;, che anzi elogia il fatto che gli ultimi lavori siano in grado di eguagliare i primi. Sibelius seppe tirarsi fuori dal gioco prima di danneggiare la sua reputazione presso i postumi ostinandosi a creare quando non aveva più niente da dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Terry Teachout, The Wall Street Jurnal, 28 novembre 2009&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pegaseo.blogspot.com/2009/12/when-artists-dry-up.html"&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Leggi l'articolo in lingua originale su &lt;strong&gt;The Art Reader&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-3113458552553464904?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/3113458552553464904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=3113458552553464904' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/3113458552553464904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/3113458552553464904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2009/12/quando-la-vena-creativa-si-prosciuga.html' title='Quando la vena creativa si prosciuga'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-4648426967498884945</id><published>2009-12-07T04:27:00.000-08:00</published><updated>2009-12-07T04:55:08.874-08:00</updated><title type='text'>Pensare in piccolo per vincere la crisi</title><content type='html'>Un sondaggio online condotto su un campione di oltre 5000 artisti (dall'arte visiva, al cinema, alla letteratura) dall'organizzazione nonprofit Leveraging Investments in Creativity rivela che più della metà degli intervistati ha subito una riduzone dei propri guadagni nel 2009. Il sondaggio, finanziato da Ford Foundation e National Endowment for the Arts, conferma a livello statistico quel che gli artisti ormai sanno da tempo: che la maggior parte svolge un secondo lavoro, che più di un terzo non ha un' assicurazione sanitaria adeguata, che musicisti e architetti guadagnano più di pittori e scrittori. Altri dati offrono invece una fotografia della crisi economica che ha segnato pesantemente il 2009: &lt;strong&gt;circa il 18% degli artisti dichiara di avere guadagnato la metà rispetto all'anno precedente. Sicché le entrate da lavoro creativo costituiscono, per oltre il 40% degli artisti, il 20% o meno del loro reddito complessivo.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Forse perché gli artisti tendono ad avere un punto di vista idealistico la ricerca riporta anche alcuni benefici sperimentati dagli artisti durante la recessione: una &lt;strong&gt;maggiore possibilità di sperimentare&lt;/strong&gt;, concentrandosi sull'&lt;strong&gt;attività di consulenza&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;progetti su piccola scala&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- da "Survey Shows Pain of Recession for Artists", Randy Kennedy, New York Times, November 24, 2009&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pegaseo.blogspot.com/2009/12/survey-shows-pain-of-recession-for.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Leggi l'articolo integrale, in lingua originale su The Art Reader&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-4648426967498884945?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/4648426967498884945/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=4648426967498884945' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4648426967498884945'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4648426967498884945'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2009/12/pensare-in-piccolo-per-vincere-la-crisi.html' title='Pensare in piccolo per vincere la crisi'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-7215268010532680944</id><published>2009-11-29T07:44:00.001-08:00</published><updated>2009-11-29T08:25:14.988-08:00</updated><title type='text'>Art Advisory, piace se indipendente</title><content type='html'>Dopo un anno di crisi finanziaria e di flessione del mercato dell'arte com'è cambiata la domanda di &lt;em&gt;art banking&lt;/em&gt; da parte della clientela &lt;em&gt;private&lt;/em&gt;? E come hanno risposto i &lt;em&gt;private banker? &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ubs &lt;/strong&gt;è ancora il &lt;em&gt;main sponsor&lt;/em&gt; di ArtBasel e della prossima Art Basel Miami Beach (3-6 dicembre), ma ha chiuso a fine marzo la divisione di &lt;em&gt;art banking&lt;/em&gt; guidata da Karl Schweizer, ricollocando la maggior parte degli 11 esperti. E se la più grande struttura svizzera, modello per le altre banche internazionali, ha chiuso cosa hanno fatto le altre? In Italia quasi tutte hanno proseguito a offrire il servizio gratuito, complementare alla gestione del patrimonio dei clienti con oltre 500mila euro di liquidità - in crescita dell'8,3% nel 2009 a 365 miliardi -, magari operando qualche taglio sui costi. All'estero, invece, c'è anche chi, come &lt;strong&gt;Deutsche Bank&lt;/strong&gt; ha aumentato l'investimento sull'arte sponsorizzando per i prossimi cinque anni Art HK ad Honk Kong, o come &lt;strong&gt;Mps&lt;/strong&gt; in Italia rafforzando il servzio d'informazione con report ad hoc sul mercato dell'arte, visto che nei primi dieci mesi dell'anno la banca ha registrato 102 interventi di art advisory sui clienti &lt;em&gt;private&lt;/em&gt; con un trend in crescita.&lt;br /&gt;Nell'ultima indagine &lt;strong&gt;Aipb&lt;/strong&gt; (Associazione Italiana Private Banking) conclusa a settembre a un anno dala crisi su 33 banche e 300 clienti, il servizio di consulenza specialzzata per i clienti &lt;em&gt;private&lt;/em&gt; offre sempre un'assistenza indipendente in tutte le fasi di valutazione e investimento, mantenendo a carico del cliente le spese vive d'intervento, gestione e manutenzione (come le &lt;em&gt;fee&lt;/em&gt; richieste dalle Fondazioni per le autentiche, le spese di restauro, trasporto e assicurazione). Ancora la maggior parte delle banche &lt;em&gt;private&lt;/em&gt; eroga il servizio utilizzando &lt;strong&gt;consulenti esterni&lt;/strong&gt;, organizza &lt;strong&gt;eventi&lt;/strong&gt; legati all'arte in esclusiva per la clientela e mette a disposizione approfondimenti e newsletter sui principali eventi espositivi.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ma quante famiglie &lt;em&gt;private&lt;/em&gt; posseggono opere d'arte? Il 46% del campione Aipb, ma soltanto il 5% si rivolge attualmente alle banche per la compravendita, la gestione o la protezione delle sue collezioni. &lt;/strong&gt;Esiste, secondo le ricerche effettuate, da Aipb, una propoensione molto più alta di questa clientela ad includere la propria banca tra i tradizionali punti di riferimento per la gestione del patrimonio artistico.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ma ad oggi le controparti privilegiate per le famiglie abbienti restano i mercanti, i galleristi, gli antiquari e le case d'asta e solo un 38% dichiara di ricorrere a esperti indipendenti&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;E il bisogno di consulenza aumenta al crescere delle incertezze e dei ribassi di mercato&lt;/strong&gt;: "Si amplia il ricorso e cresce l'apprezzamento di clienti private per il servizio di art advisory bancario, sino a convincere il 39% degli intervistati - spiega Bruno Zanaboni, segretario generale di Aipb- &lt;strong&gt;oggi è essenziale chiedere più pareri, confrontare le posizioni, avere accesso a consulenze autonome dai meccanismi commerciali del mercato&lt;/strong&gt;".&lt;br /&gt;Ma che cosa viene chiesto agli esperti di &lt;em&gt;art banking&lt;/em&gt;? "L'esigenza più diffusa, dopo il primo accesso al servizio, è la &lt;strong&gt;richiesta di valutazione&lt;/strong&gt; di singole opere o di intere collezioni. Il cliente vuole sapere quanto vale il suo patrimonio, vuole capire se il prezzo che gli viene richiesto per un'opera è congruo, vuole &lt;strong&gt;definire un inventario&lt;/strong&gt; preciso dei suoi beni perché li vuole vendere, assicurare o lasciare in eredità". Bisogni apparentemente semplici ma che richiedono l'intervento di più esperti. Dalla stima scaturiscono poi altre esigenze: &lt;strong&gt;il conseguimento di autentiche, la determinazione dello stato di conservazione e dei parametri di restauro, l'elaborazione di schede identificative per ogni singola opera&lt;/strong&gt;, fortemente consigliate dal Nucleo dei Carabinieri per la tutela dei beni culturali. Infatti &lt;strong&gt;è ancora poco diffusa tra i collezionisti italiani l'abitudine a inventariare le proprie opere&lt;/strong&gt;, con fotografie e l'elenco delle caratteristiche del'opera e della documeazione accessoria (passggi su mostre o gallerie, autentiche, pubblicazioni, ecc.) che in caso di furto aiutano a rintracciare il bene.&lt;br /&gt;Dopo il primo confronto con il servizio di &lt;em&gt;Art Advisory&lt;/em&gt; il cliente continua il proprio rapporto con la struttura della banca, poiché percepisce le potenzialità inespresse del proprio patrimonio artistico. Emergono così esigenze più sofisticate quali la &lt;strong&gt;consulenza legale &lt;/strong&gt;alla circolazione nazionale e internazionale delle opere, le &lt;strong&gt;coperture assicurative&lt;/strong&gt; a stima accettata, la &lt;strong&gt;valorizzazione di oggetti d'arte mediante prestiti a musei o mostre, &lt;/strong&gt;la &lt;strong&gt;trasmissione agli eredi o la donazione delle collezioni mediante veicoli quali fondazioni e trust&lt;/strong&gt;. E oggi le domande sullo scudo-ter. &lt;strong&gt;Non è vero che in tempo di crisi i clienti &lt;em&gt;private&lt;/em&gt; annullino le deleghe e decidano di fare da soli, anzi l'arte diventa un bene rifugio.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'Art Advisory potrà rappresentare nel futuro un servizio cui attribuire un valore in base alla complessità delle soluzoni e al valore creato, per il quale il cliente &lt;em&gt;private&lt;/em&gt; potrebbe essere disposto a pagare un compenso.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Marilena Pirrelli, Il Sole 24 Ore, ArtEconomy24, 28 novemre 2009&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;/u&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-7215268010532680944?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/7215268010532680944/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=7215268010532680944' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/7215268010532680944'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/7215268010532680944'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2009/11/art-advisory-piace-se-indipendente.html' title='Art Advisory, piace se indipendente'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-7592820187117880656</id><published>2009-07-13T14:36:00.000-07:00</published><updated>2009-07-13T14:48:03.654-07:00</updated><title type='text'>La critica? Questione di leadership</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:x-large;"&gt;&lt;&lt; &lt;/span&gt;Un critico è fondamentalmente un bastardo arrogante che dice "questo è bello, questo è brutto", senza necessariamente essere capace di spiegare perché. Almeno non immediatamente. La verità è che questo giudizio è viscerale. E la nostra convinzione di essere nel giusto è innata.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non ricordo perché mi sono convinto di avere qualcosa di più da dire sull'arte rispetto alle altre persone e un opinione che conta più delle altre. Ma &lt;b&gt;in un certo momento ho deciso così - e ho persuaso altri ad ascoltarmi&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sarò pur considerato un insipido snob, un elitario, ecc. Ma non sono maggiormente colpevole di chiunque altro si proponga come "critico professionista" &lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:x-large;"&gt;&gt;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Jonathan Jones, "on art" Blog, Guardian.co.uk, 25 June 2009&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://pegaseo.blogspot.com/2009/07/art-criticism-is-not-democracy.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;L'articolo integrale - in lingua originale - su &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://pegaseo.blogspot.com/2009/07/art-criticism-is-not-democracy.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;The Art Reader&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-7592820187117880656?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/7592820187117880656/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=7592820187117880656' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/7592820187117880656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/7592820187117880656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2009/07/la-critica-questione-di-leadership.html' title='La critica? Questione di leadership'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-4325057475826280175</id><published>2009-06-28T07:53:00.000-07:00</published><updated>2009-06-28T09:11:41.544-07:00</updated><title type='text'>Berliner Bank finanzia l'acquisto</title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Prestiti al tasso del 5,99% per comprare lavori del presente. In collaborazione con l'associazione dei galleristi LVBG&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La crisi del credito non spaventa le gallerie e le banche berlinesi: attraverso la nuova iniziativa &lt;b&gt;Berlin Art Finance&lt;/b&gt; l'associazione delle gallerie di Berlino, Landesverband Berliner Galerien (LVBG) e la &lt;b&gt;B&lt;/b&gt;&lt;b&gt;erliner Bank&lt;/b&gt; (del gruppo Deutsche Bank) finanziano per la prima volta in Germania l'acquisto di arte. "L'iniziativa mostra come una banca decida di allentare la morsa del credit crunch in favore dell'arte" spiega Werner Tammen, presidente dell'associzione. &lt;b&gt;Presupposto per ricevere il prestito è che sia destinato all'acquisto di un opera tra i 3 e gli 80 mila euro prodotta da un artista vivente e parte del programma di una delle 55 gallerie iscritte alla LVBG&lt;/b&gt;. Il gallerista consegna un coupon all'acquirente, che si reca in banca e, se meritevole di credito, riceve il &lt;b&gt;prestito con il 5,99% d'interesse su un periodo di 6-&lt;/b&gt;&lt;b&gt;84 mesi&lt;/b&gt; senza spese di istruttoria né multe in caso di estinzione anticipata. Secondo la Berliner Bank l'iniziativa è necessaria in quanto Berlino, pur essendo un imp0ortante centro di produzione di arte contemporanea con 6000 artisti residenti e 440 gallerie, rimane marginale in termini di mercato nazionale: &lt;b&gt;gran parte delle gallerie berlinesi realizza solo l'8-10% del fatturato a Berlino, il 70% è prodotto da vendte in altre città tedesche e il restante 20% da scambi internazionali&lt;/b&gt;. Promotore del progetto è &lt;b&gt;Klaus-D. Brennecke&lt;/b&gt;, gallerista e membro de consiglio amministrativo del LVBG. L'iniziativa, in corso da quattro settimane, ha già una decina di clienti. "Il nostro scopo - commenta Brennecke - è &lt;b&gt;alimentare il mercato locale, aiutare non solo gli artisti ma anche le gallerie a concedere pagamenti rateizzati che altrimenti non potrebbero accordare, e permettere l'acquisto d'arte anche ai giovani e alle famiglie&lt;/b&gt;. La parteipazione della banca nel processo d'acquisto è fondamentale per affermare il valore ideale dell'arte come investimento".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il modello a cui si è ispirato è olandese, il &lt;b&gt;Kunstkoopregeling &lt;/b&gt;promosso da &lt;b&gt;Fortis Bank&lt;/b&gt; in collaborazione con la Fondazione Mondrian. Qui però è lo stato olandese ad assumersi il carico degli interessi per i privati. Grazie ai finanziamenti circa 150 gallerie olandesi hanno ottenuto i 30-35% dei guadagni e la quota di insolventi è inferiore al 2%. Anche nel programma inglese &lt;b&gt;Own Art&lt;/b&gt; promosso dall'&lt;b&gt;Arts Council England &lt;/b&gt;in collaborazione con l'&lt;b&gt;Hitachi Capital Consumer Finance&lt;/b&gt;, il privato non paga gli interessi, coperti dall'ACE.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:x-small;"&gt;Silvia Anna Barrilà, Il Sole 24 Ore, ArtEconomy24, sabato 27 giugno 2009&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-4325057475826280175?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/4325057475826280175/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=4325057475826280175' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4325057475826280175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4325057475826280175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2009/06/berliner-bank-finanzia-lacquisto.html' title='Berliner Bank finanzia l&apos;acquisto'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-7945642995944258375</id><published>2009-06-24T14:03:00.000-07:00</published><updated>2009-06-24T14:41:43.693-07:00</updated><title type='text'>Anche le fiere hanno un anima</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:x-large;"&gt;&lt;&lt;&lt;/span&gt; E' ormai opinione diffusa che molte fiere sono prive di un punto di vista critico. In questo processo di cambiamento il curatore, insieme con gli artisti e i galleristi, può individuare nuove prospettive per l'arte contemporanea e scoprire una nuova piattaforma per il proprio lavoro. La fiera, per contro, può beneficiare del prestigio legato al nome del curatore, della sua esperienza e della sua rete di contatti. [...]&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In tempo di crisi economica le gallerie commerciali possono essere ben liete di prender parte a progetti curatoriali all'interno delle fiere, beneficiando di una presentazione più attraente del lavoro dell'artista. Il curatore trova invece nel ritmo frenetico delle fiere la richiesta di un grado di efficenza e concentrazione cui spesso non è abituato. Ma soprattutto una nuova sfida intellettuale: dopotutto, per molte persone le fiere offrono un approccio più democratico e meno intimidatorio all'arte contemporanea rispetto al tradizionale ambiente di lavoro del curatore &lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:x-large;"&gt;&gt;&gt;&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:x-small;"&gt;Paco Barragán, THE ART NEWSPAPER, Published online 12.6.09&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://pegaseo.blogspot.com/2009/06/at-times-of-crisis-fairs-should-take.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF6600;"&gt;Leggi l'articolo integrale, in lingua originale, su The Art Reader&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-7945642995944258375?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/7945642995944258375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=7945642995944258375' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/7945642995944258375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/7945642995944258375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2009/06/anche-le-fiere-hanno-un-anima.html' title='Anche le fiere hanno un anima'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-4644677423022195943</id><published>2009-06-07T09:34:00.000-07:00</published><updated>2009-06-07T09:58:21.751-07:00</updated><title type='text'>Una Biennale sempre più Liberal</title><content type='html'>Una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;riduzione di fondi pubblici&lt;/span&gt; di due milioni e mezzo compensata da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;nuovi sponsor&lt;/span&gt;, raccolta di fondi tra privati, autofinanziamenti degli artisti più affermati, ma anche recuperi di efficenza e sinergie tra vari campi di spesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non è stata un'impresa facile - ammette Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia - è innegabile che la crisi ci sia e si faccia sentire ma cultura e arte possono rappresentare ottimi antidoti per contrastare quel calo di fiducia che contribuisce a rendere più grave la crisi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima sfida riguarda l'Archivio storico. Un accordo tra Biennale e Comune di Venezia raggiunto l'anno scorso ha previsto la concessione permanente dell'ex Padiglione Italia e del giardino circostante consentendo alla Biennale di risanare l'edificio (ora Palazzo delle esposizioni della Biennale) e riaprirne 1600 mq al pubblico per ospitare dopo dieci anni la sede permanente dell'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Asac&lt;/span&gt;, l'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Archivio storico delle arti contemporanee&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Nell'edificio troverà anche posto un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;bookstore &lt;/span&gt;e una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;caffetteria &lt;/span&gt;di 250 mq coperti e 180 esterni.&lt;br /&gt;Nel giardino antistante, il vecchio Padiglione Sterling della Electa sarà risanato e destinato alla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;collezione di riviste d'arte e cataloghi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rispetto al 2008 le sovvenzioni del ministero son passate &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;da 17,5 milioni a 15 milioni&lt;/span&gt;. nasce da qui l'esigenza di ricorrere a&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; sponsor privati&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;donazioni &lt;/span&gt;di almeno 20 euro per chi partecipa ai vernissage, una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;card &lt;/span&gt;da 150 euro per partecipare all'inaugurazione, ma anche, aggiunge Baratta, "sostegno per le spese da parte degli artisti più affermati per concentrare le poche risorse sugli artisti più giovani".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gerardo Pelosi, Il Sole 24 Ore, 6 giugno 2009&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante il carattere non commerciale della Biennale, per i galleristi degli artisti selezionati è un momento fondamentale che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;si riflette sul mercato e sulle quotazioni&lt;/span&gt;. Basta pensare che molte delle opere esposte a Venezia si possono ritrovare o prenotare poi la settimana successiva ad &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ArtBasel&lt;/span&gt;. In generale gli artisti &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vengono coinvolti nella&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;produzione &lt;/span&gt;dei lavori in mostra in quanto la Biennale non ha fondi sufficienti. Ufficialmente &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non si dovrebbe vendere, ma di fatto questo accade &lt;/span&gt;e talvolta le stesse istituzioni che amministrano i Padiglioni ricevono una percentuale sulle vendite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Silvia Anna Barillà e Marilena Pirrelli, ArtEconomy24, Il Sole 24 Ore, 6 giugno 2009&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-4644677423022195943?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/4644677423022195943/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=4644677423022195943' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4644677423022195943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4644677423022195943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2009/06/una-biennale-sempre-piu-liberal.html' title='Una Biennale sempre più Liberal'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-6667102034165916876</id><published>2009-05-24T09:10:00.000-07:00</published><updated>2009-05-24T09:40:43.240-07:00</updated><title type='text'>La Casa Bianca si colora di arte pop e afro-americana</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;&lt;&lt;/span&gt; Gli Obama stanno facendo discutere il mondo dell'arte: hanno fatto sapere a musei, gallerie e collezionsti privati di essere intenzionati a prendere in prestito per la Casa Bianca opere d'arte moderna realizzate da artisti afro-americani, asiatici, ispanici e donne.&lt;br /&gt;La coppia presidenziale sta scegliendo opere d'arte astratte e audaci: un deciso cambiamento rispetto alle nature morte, i paesaggi e i ritratti del XIX secolo che dominano le sale pubbliche della Casa Bianca. Questo rinnovamento è un evento importante per il mercato dell'arte. Le scelte artistiche della famiglia Obama potrebbero influire sulle qutaazioni di mercato delle opere e degli artisti che decideranno di rispondere all'appello. Musei e collezionisti si stanno muovendo rapidamente per offrire alcune delle loro opere. [...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scorsa settimana la first family ha esposto nella residenza privata della Casa Bianca sette opere prestate dall'Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington, tra cui &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sky Light &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Watusi (Hard Edge)&lt;/span&gt;, due quadri astratti di un'atista afro-americana poco conosciuta, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Alma Thomas&lt;/span&gt;, nota per i suoi dipinti post-bellici con forme geometriche rosse. [...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quest'anno la National Gallery of Art ha donato alla famiglia Obama almeno cinque opere, tra cui &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Numerals, 0 through 9&lt;/span&gt;, una scultura in rilievo su piombo di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Jaspers Johns&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Berkeley No. 52&lt;/span&gt;, un dipinto astratto in scala reale di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Richard Diebenkorn&lt;/span&gt;, e la tela rossa di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Edward Rushka&lt;/span&gt; con le parole "I think maybe I'll...", adatta a un presidente noto per i suoi lunghi periodi di riflessione &lt;span style="font-size:180%;"&gt;&gt;&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Amy Chozick e Kelly Crow, Wall Street Journal, tradotto e pubblicato da Milano Finanza del 23 maggio 2009&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-6667102034165916876?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/6667102034165916876/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=6667102034165916876' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/6667102034165916876'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/6667102034165916876'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2009/05/la-casa-bianca-si-colora-di-arte-pop-e.html' title='La Casa Bianca si colora di arte pop e afro-americana'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-4883632620839271617</id><published>2009-04-27T15:01:00.000-07:00</published><updated>2009-04-27T15:18:41.626-07:00</updated><title type='text'>Afterall... Tutto il resto è noia</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;&lt;&lt;/span&gt; Per scrivere su una rivista d'arte occorre seguire dei criteri quasi totalmente opposti a quelli previsti per la stampa generalista. Tutto quel che può risultare interessante o istruttivo per il lettore deve essere assolutamente evitato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...] &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ArtReview&lt;/span&gt; tratta gli artisti come delle celebrità da reality televisivo. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Frieze &lt;/span&gt;è spassosamente pedante. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Afterall &lt;/span&gt;è il vero opposto delle riviste patinate che alimentano un'immagine "glamour" dell'arte contemporanea. Più che interviste pubblica saggi, che tentano realmente di esplorare delle idee. Afterall sembra consapevole che l'arte esiste non come realtà isolata ed "esclusiva", ma come parte di un mondo più ampio &lt;span style="font-size:180%;"&gt;&gt;&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;Jonathan Jones, guardian.co.uk, Thursday 16 April 2009 13.48 BST                           &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Leggi l'articolo integrale - in lingua originale - su&lt;/span&gt; &lt;a href="http://pegaseo.blogspot.com/2009/04/why-must-art-magazines-be-so-glamour.html"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 153, 153); font-weight: bold;"&gt;The Art Reader&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-4883632620839271617?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/4883632620839271617/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=4883632620839271617' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4883632620839271617'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4883632620839271617'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2009/04/afterall-tutto-il-resto-e-noia.html' title='Afterall... Tutto il resto è noia'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-4562059549233452163</id><published>2009-04-11T11:45:00.000-07:00</published><updated>2009-08-23T13:02:15.540-07:00</updated><title type='text'>Finanza creativa</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;&lt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;"&gt; &lt;/span&gt;Credo che gli artisti avrebbero un curriculum perfetto per stare alla guida di Wall Street.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Sono in grado di lavorare a lungo in  maniera totalmente gratuita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Non hanno bisogno di uffici strabilianti. Spesso lavorano nelle zone più degradate della città&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Reinvestono gli utili guadagnati in un nuovo progetto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Fanno il proprio lavoro perché lo amano. O perché lo ritengono "socialmente utile". O perché credono che attraverso l'arte possa emergere lo spirito autentico dell'uomo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Se hanno prodotto un cattivo lavoro non si aspettano bonus ma una recensione negativa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Alla fine del loro progetto infatti non ci sono mai abbastanza soldi per un bonus&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Sono abituati a lavorare con budget ridotti &lt;span style="font-size:180%;"&gt;&gt;&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Liz Lerman, COMMUNITY ARTS NETWORK, march 5, 2009&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-4562059549233452163?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/4562059549233452163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=4562059549233452163' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4562059549233452163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4562059549233452163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2009/04/finanza-creativa.html' title='Finanza creativa'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-360015000667187873</id><published>2009-03-27T15:59:00.000-07:00</published><updated>2009-04-27T15:14:41.958-07:00</updated><title type='text'>Il pauperismo che trasforma l'arte in lusso</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;&lt;&lt;/span&gt; Sta diventando un luogo comune - come ha fatto il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Times &lt;/span&gt;recentemente - dichiarare che la crisi finanziaria in corso "può solo far del bene all'arte".&lt;br /&gt;Il mito romatico di Van Gogh vuole che l'artista affamato lavori duramente e nell'anonimato, finché qualcuno non scopra il suo talento. Ma Van Gogh ha rappresentato un' eccezione. Per secoli la grande arte è stata patrocinata dai papi e dai re.&lt;br /&gt;L'entusiasmo che un periodo di boom economico porta nel sistema dell'arte è di per sé uno stimolo alla creatività. Diventa cool parlare di arte, andare a vedere l'arte e comprare arte, cercando di scoprire nuovi nomi e alimentando il dibattito su chi conta. La crisi economica riduce l'arte a uno sterile bene di lusso&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&gt;&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Alexandra Peers - NEW YORK MAGAZINE - march 1, 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://pegaseo.blogspot.com/2009/03/arte-povera.html"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 153, 153);"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Leggi l'articolo integrale - in lingua originale - su&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 153, 153);"&gt;The Art Reader&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-360015000667187873?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/360015000667187873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=360015000667187873' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/360015000667187873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/360015000667187873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2009/03/il-pauperismo-che-trasforma-larte-in.html' title='Il pauperismo che trasforma l&apos;arte in lusso'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-1295785535104472106</id><published>2009-03-08T12:23:00.000-07:00</published><updated>2009-04-27T15:15:15.147-07:00</updated><title type='text'>L'arte è meno etica dei mercati finanziari?</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span&gt;&lt;&lt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; Con Wall Street in rovina sembra ridicolo affermare che il mercato dell'arte è meno etico dei mercati finanziari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I galleristi possono essere degli squali, le fiere delle specie di casinò, il mercato produce un sacco di schifezze, ma in questo regno impefetto ci capita di sperimentare l'elementare alterità dell'arte. Ciò che non può succedere nei mercati finanziari, etica o no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, il mondo dell'arte non è regolamentato e chiunque può entrarvi. Sono felice che sia così. Io non possiedo titoli nè qualifiche, a parte il desiderio di volerne fare parte. Se fosse necessario seguire delle direttive per far parte del mondo dell'arte molti di noi resterebbero fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I mercati azionari hano arricchito e impoverito molte persone e hanno messo in ginocchio gli Stati Uniti. In confronto l'arte è piuttosto innocua. nessuno si è mai gettato da una finestra perché un dipinto ha perso valore. Nessuno è stato sbattuto fuori da casa sua per colpa del mercato dell'arte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcun altro obietta che non possiamo mai esser certi del vero valore dell'arte. Sono daccordo - l'arte, soprattutto oggi, non ha a che fare con il dominio della certezza. E' piuttosto un spazio dove l'incerto , il dubbio e il paradosso prendono piede per trasformare il mondo &lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span&gt;&gt;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;Jerry Saltz, THE ART NEWSPAPER, 18/2/2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pegaseo.blogspot.com/"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);"&gt;L'articolo integrale, in ingua originale, su &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 102, 0);"&gt;The Art Reader&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-1295785535104472106?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/1295785535104472106/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=1295785535104472106' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1295785535104472106'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1295785535104472106'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2009/03/larte-e-meno-etica-dei-mercati.html' title='L&apos;arte è meno etica dei mercati finanziari?'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-2574192452622867680</id><published>2009-02-22T11:12:00.000-08:00</published><updated>2009-02-22T11:53:42.347-08:00</updated><title type='text'>Musei senza redditività</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;Il ritorno economico degli asset culturali negli Usa supera di 16 volte quello italiano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno ci crede. Eppure il patrimonio culturle e archeologico italiano è un giacimento d'oro sul quale siamo seduti e che lentmente si va deteriorando. Un unicum (&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;5% dei siti Unesco, circa 5.500 tra musei ed aree archeologiche&lt;/span&gt;) che potrebbe rendere la filiera culturale, se letta in termini economici, un motore di sviluppo per tutto il territorio. Al &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mibac &lt;/span&gt;lo sanno, tant'è che hanno affidato alla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PriceWatherhouseCoopers &lt;/span&gt;un'indagine su "Arte, turismo e indotto economico" presentata nei giorni scorsi a Roma insieme a Confcultura e Federturismo.&lt;br /&gt;Chi conosce già le potenzialità dell'indotto come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Autogrill &lt;/span&gt;(al Carrousel del Louvre e ai Giardini di Versailles, tra gli altri) è ben attenta al settore: ha appena vinto il bando per la gestione della ristorazione degli Scavi di Pompei. Mettere in moto la filiera significa prima di tutto conoscerla, obiettivo dell'osservatorio cui sta lavorndo PWC insiwme al Touring Club che monitorerà continuativamente l'offerta e la domanda relativa al patrimonio culturale. Manca solo la delibera del committente, il cda dell'Arcus spa, da fine dicembre presieduta da Salvatore Italia, braccio operativo del Mibac.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pur essendo considerata l'Italia un museo a cielo aperto rimane un fanalino di coda nello sviluppo del business culturale&lt;/span&gt;: il contributo dell'economia turistica e cuturale al Pil è in media del 14%, in Italia del 13% (pari a 40 miliardi nel 2008, cioè pari al 2,6% del Pil nazionale), mentre in Spagna è del 21%. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il fatturato generato dal settore creativo e culturale nel 2008 in Italia è di 104 miliardi, dopo Gran Bretagna (190 mld), Germania (158) e Francia (166). Insomma altre nazioni molto più povere "artisticamente parlando" sono molto più abili nello sviluppo dell'indotto economico del settore culturale-artistico&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;I risultati economici dei principali musei internazionali hanno una peculiarità molto importante: sono &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sostenibili nel tempo&lt;/span&gt; (grazie alla loro capacità di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fund raising&lt;/span&gt;) e possono permettersi di ampliare le collezioni, oltre creare ricchezza per l'area metropolitana dove risiedono. Il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Metropolitan Museum&lt;/span&gt; di New York è un benchmark internazionale: nel bilancio 2006-07 su 299,5 milioni di dollari di ricavi, 110,8 derivano da attività commerciali e merchandising, altri 132,9 da membership e donazioni e solo 21,8 da biglietteria. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In Italia il totale di incassi da servizi aggiuntivi nel 2007 è stato di 43,5 milioni e PWC stima potrebbe arrivare a 300 milioni&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Diventare un'azienda-museo non vuol dire legare lo sviluppo culturale al solo ritorno economico ma sfruttarne le attività collaterali di servizio (non tipiche) che nulla tolgono a scelte culturali indipendenti&lt;/span&gt;. Un modello di business poco applicato in Italia dove la spesa pubblica viene indirizzata a progetti (ponte sullo stretto) che presentano moltiplicatori di reddito inferiori a quelli evidenziati dai progetti culturali: due volte contro 4-5 volte. Un esempio? Un evento culturale nella provincia di Torino al quale hanno partcipato 46 Comuni, Torino e hinterland a fronte di un capitale investito di 320 milioni il ritorno complessivo è stato di 1,7 miliardi cioè 5,4 volte le risorse impiegate.&lt;br /&gt;Ma anche le mostre se ben impiegte presentano moltiplicatori molto interessanti.Un esempio la mostra nazionale Gaugin-Van Gogh organizzata a santa Giulia (Brescia). A fronte di 3 milioni di spese, con 515mila visitatori ha prodotto una spesa pro capite media di 83 euro per un indotto complessivo di 75 milioni.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il 2009 e ancor più il 2010 saranno anni molto "magri" per la minor disponibilità delle risorse non solo publiche ma anche di soggetti come le fondazioni bancarie&lt;/span&gt;. "La filiera turistico culturale ha ancora un vantaggio competitivo evidente e non riproducibile" spiega Giacomo Neri, partner in charge della Financial Services Practice di PriceWaterhouseCoopers Advisory. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Prendendo quale paramentro il rac - l'indice che analizza il ritorno economico degli asset culturali sui siti Unesco -, gli Stati Uniti hanno un ritorno 16 volte maggiore rispetto a quello italiano, con meno della metà dei siti Unesco, 7 volte gli Uk e 4 la Francia&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un gap che può rappresentare un punto di partenza per rilanciare in maniera strategica il turismo e la cultura in Italia a partire dalo sviluppo della fruizione museale con una più attenta gestione delle aperture e delle attività di membership, alla crescita dei servizi aggiuntivi (bookshop, ristorazione), potenziando il merchandising; alla promozione dei nostri beni culturali all'estero (accordi con librerie internazionali Barnes &amp;amp; Noble, joint venture con partner cinesi e giapponesi)"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;L'auspicio di Neri è indirizzare risorse istituzionali e finanziarie, pubblihe e private, in ottica di Private e Public partnership (magari con un'agenzia che coordini le attività del sistema delle Fondazioni bancarie) in modo più efficace e coordinato, al fine di rivalutare i "core asset" disponibili, facendo leva sul relativo indotto diretto ed indiretto.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;a cura di Maria Adelaide Marchesoni e Marilena Pirrelli, Il Sole 24 Ore, Arteconomy24 di sabato 14 febbraio 2009&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-2574192452622867680?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/2574192452622867680/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=2574192452622867680' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/2574192452622867680'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/2574192452622867680'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2009/02/musei-senza-redditivita.html' title='Musei senza redditività'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-4251772759020711270</id><published>2009-02-16T15:04:00.000-08:00</published><updated>2009-02-16T15:39:45.151-08:00</updated><title type='text'>La crisi non fa sconti all'arte</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dalle aste di Londra emerge un mercato ridimensionato. Fatturato ridotto del 70%&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dati sono impietosi. Mettendo a confrontole le quattro più importanti vendite organizzate a Londra in febbraio da Sotheby's e Christie's con quelle di dodici mesi fa, si scopre che il fatturato complessivo si è ridotto di circa il 70%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;A perdere maggiormente, in termini assoluti, è stata l'arte contemporanea che ha visto un crollo del giro d'affari passato da 168 milioni di sterline (185 milioni di euro) agli attuali, magrissimi 26,4 milioni di sterline (29,2 milioni di euro)&lt;/span&gt;. Uno tsunami difficilmente immaginabile che in pochi mesi ha spazzato via le certezze di chi sosteneva che il mercato dell'arte avrebbe avuto un andamento autonomo dagi altri mercati grazie alla sua diversità strutturale e alla sua diffusione globale che garantiva, sia pure a un numero limitato di artisti, prezzi stellari in tutto il continente. E' stato, invece, l'impatto della globalizzazione a essere interpretato erroneamente con la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ritirata improvvisa dei ricchi o degli ex ricchi, da Mosca a Shanghai, che non solo hanno visto diminuire in maniera sensibile i loro portafogli ma non considerano più l'arte uno status symbol adatto a tempi in cui l'ostentazione di denaro appare controproducente&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;I tagli alle istituzioni pubbliche, poi, hanno messo in ginocchio i musei e questo spiega la ragione di una drastica riduzione del mercato tornato nei recinti tradizionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mercato degli impressionisti, pur nella sua maggiore stabilità, è rimasto fondamentalmente ancorato ai valori degli anni Novanta. Mentre da allora l'arte contemporanea ha avuto una crescita globale del 250-300%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;Dall'articolo di Alberto Fiz su Milano Finanza di sabato 14 febbraio 2009&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-4251772759020711270?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/4251772759020711270/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=4251772759020711270' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4251772759020711270'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4251772759020711270'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2009/02/la-crisi-non-fa-sconti-allarte.html' title='La crisi non fa sconti all&apos;arte'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-7322539514519242177</id><published>2009-01-20T11:36:00.000-08:00</published><updated>2009-01-20T12:21:54.572-08:00</updated><title type='text'>Se vuoi fare l'artista compra casa, parola di Virginia Woolf</title><content type='html'>"Mi domando se i soldi siano in grado di rendere migliore la produzione di un artista o se costituiscano una minaccia alla purezza della sua visione. Appena arriva l'apprezamento da parte del mercato si creano delle aspettative molto alte e la domanda si fa pressante. Molti artisti considerano loro dovere resistre a queste pressioni. Ma non c'è dubbio che il mecenatismo sia una benedizione. Il poeta William Carlos Williams sbarcava il lunario lavorando come ostetrico. Turner aveva molti detrattori. Il suo primo dipinto fu acquistato per 500 sterline da un facoltoso collezionista privato, che espresse il suo disappunto per lo stile "indistinto" dell'opera. "Essere indistinto è la mia colpa" replicò Turner, che si guadagnava da vivere illustrando guide turistiche. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Virginia Woolf sosteneva che per dedicarsi alla scrittura occorrono soldi e una casa di proprietà (lei stessa guadagnava 100 sterline l'anno, circa 3700 sterline di oggi - poco più di 4000 euro)&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;E' così scandaloso dare agli artisti un po' di soldi per consentirgli di dedicarsi a quel che sanno fare meglio? Dobbiamo invece sperare che abbiano un 'secondo lavoro' abbastanza flessibile perché possano offrire il loro contributo maggiore alla società: la loro arte.&lt;br /&gt;L'arte è l'unica cosa che tiene in piedi la nostra cultura, creando significato e bellezza.&lt;br /&gt;Non abbiamo bisogno di più artisti o di meno artisti, ma di più santi disposti a sostenere economicamente gli artisti meritevoli".&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ken Russel, The Times, 6 gennaio 2009&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-7322539514519242177?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/7322539514519242177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=7322539514519242177' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/7322539514519242177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/7322539514519242177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2009/01/se-vuoi-fare-lartista-compra-casa.html' title='Se vuoi fare l&apos;artista compra casa, parola di Virginia Woolf'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-4088926023042148353</id><published>2009-01-14T12:46:00.000-08:00</published><updated>2009-01-14T13:04:04.625-08:00</updated><title type='text'>Il fuoco purificatore</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"L'arte inglese ha bisogno di questa recessione così come le foreste del Sud Africa necessitano di qualche incendio occasionale: per rafforzare i loro arbusti, per liberarsi dalle erbacce, per rigenerarsi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un altro eccellente effetto della recessione sarà il drastico ridimensionamento del numero di gallerie a Londra. Quei dealer che da Zurigo, Berlino e New York si erano trasferiti nel regno degli hedge-fund a caccia di opportunità, sono stati essenziali alla scena dell'arte non più della catena di caffetterie Starbucks".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Waldemar Januszczak, The Sunday Times, 11 gennaio 2009&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-4088926023042148353?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/4088926023042148353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=4088926023042148353' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4088926023042148353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4088926023042148353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2009/01/il-fuoco-purificatore.html' title='Il fuoco purificatore'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-7928723951341762316</id><published>2009-01-11T11:32:00.000-08:00</published><updated>2009-01-11T11:42:30.945-08:00</updated><title type='text'>Alla Quadriennale di Roma i conti non tornano</title><content type='html'>Il futuro della Fondazione Quadriennale di Roma è a rischio. E' questo il monito della Corte dei Conti contenuto nella relazione sulla gestione finanziaria dell'esercizio 2007 della Fondazione (già Esposizione Nazionale Fondazione Quadriennale di Roma). A destare le preoccupazioni della magistratura contabile, si legge nel documento, è "il negativo andamento dei conti". "La Corte ha più volte manifestato perplessità circa il futuro dell'istituzione, rilevando che la stessa, con il progressivo assottigliarsi dell'entità del contributo statale, deve poter far maggiore affidamento su risorse proprie". Le soluzioni potrebbero essere rappresentate sia "dalle sponsorizzazioni alle manifestazioni artistiche organizzate", che dalla ricerca di "finanziamenti stabili e di nuovi partecipanti". In caso contrario, ammonisce la Corte dei Conti, si assisterà all'esaurimento nel corso di pochi anni del patrimonio della Fondazione. Solo nel 2007 c'è stata una riduzione del 13,7% rispetto al 2006, con un risultto operativo negativo per 628 mila euro (-242 mila euro rispetto al 2006).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;da Milano Finanza, sabato 10 gennaio 2009&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-7928723951341762316?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/7928723951341762316/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=7928723951341762316' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/7928723951341762316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/7928723951341762316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2009/01/alla-quadriennale-di-roma-i-conti-non.html' title='Alla Quadriennale di Roma i conti non tornano'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-2892541514988412492</id><published>2009-01-04T09:10:00.000-08:00</published><updated>2009-01-04T09:24:07.773-08:00</updated><title type='text'>Se vedo un punto nero...</title><content type='html'>I primi a comprare arte futurista sono i grandi collezionisti americani giunti in Italia agli inizi degli anni 50. Lydia Wiston Malbin fa shoping a Roma, Milano e Verona. Qui incontra Amalia Boccioni e da lei compra tutto il fondo dei disegni del fratello Umberto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto Gino Severini vive a Parigi e introduce i collezionisti d'Oltreoceano come i Rotschild e gli Slifka negli atelier dei suoi compagni, mentre i direttori dei musei visitano le case degli eredi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Patria dell'arte futurista, l'Italia ne è, però, il Paese più sguarnito. Come mai? Amalia Boccioni, prima di cedere alle lusinghe dello straniero, aveva offerto al governo italiano l'acquisto del fondo delle opere di Umberto, ma Giulio Carlo Argan, all'epoca funzionario dei musei statali, non favorì l'acquisto giudicando il movimeto troppo colluso con il fascismo. Che dire? Boccioni era morto nel 1916, cioè in tempi non sospetti, ma tant'è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;Tratto da "Il Futurismo raggiunge il valore d'avanguardia", Marina Mojana, Il Sole 24 Ore, Arteconomy24, sabato 3 gennaio 2009&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-2892541514988412492?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/2892541514988412492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=2892541514988412492' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/2892541514988412492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/2892541514988412492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2009/01/se-vedo-un-punto-nero.html' title='Se vedo un punto nero...'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-4867171967003830237</id><published>2009-01-03T05:45:00.000-08:00</published><updated>2009-01-03T06:17:09.720-08:00</updated><title type='text'>Se non uccide fortifica</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'arte cara e di prestigio si continuerà a vendere bene nel 2009, saranno invece colpiti dalla crisi gli artisti "mediatici"&lt;/span&gt;. E' l'opinione di galleristi ed esperti del settore, intervistati dal quotidiano El Mundo, a poco più di un mese dall'inaugurazione di ARCO 2008. Tutti ottimisti sull'esito della prossima edizione della fiera e concordi nel sostenere che&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; il mercato dell'arte uscirà più forte dalla congiuntura economica negativa&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Maribel Casillas, direttrice della casa d'aste madrilena Segre, nel 2009 &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ci sarà una percentuale maggiore di lotti invenduti e le case d'asta ridurrano il numero di appuntamenti annuali&lt;/span&gt;. "Nonostante questo, l'arte continua a rappresentare un buon investimento perché offre un valore aggiunto molto importante rispetto agli altri settori:&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; non comporta 'oneri aggiuntivi' e offre benefici evidenti come il prstigio sociale e culturale&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi mesi si sono visti in asta &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;risultati contrastanti&lt;/span&gt;. A fronte di molti lotti ritirati ci sono state diverse vendite-record.&lt;br /&gt;Il clima di incertezza sul futuro economico ha raffreddato il mercato, è pur vero che si sta assistendo a un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;aggiustamento dei prezzi&lt;/span&gt; soprattutto per le opere di quegli artisti sui quali più forte era stata la speculazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Juan de Muga, vicepresidete del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Consorzio delle gallerie d'arte &lt;/span&gt;e direttore della galleria catalana Joan Prats &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;adesso conteranno molto le singole opere&lt;/span&gt;. Quelle di qualità continueranno a essere vendute a un buon prezzo, mentre &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il nome dell'artista non costituirà più, di per sé, una garanzia&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Leggi l'articolo originale su &lt;a style="color: rgb(51, 153, 153); font-weight: bold;" href="http://pegaseo.blogspot.com/2009/01/qu-depara-2009-la-industria-del-arte.html"&gt;The Art Reader&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Post correlati: &lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(0, 153, 0);" href="http://vonadigest.blogspot.com/2008/12/lultimo-grande-botto.html"&gt;L'ultimo grande botto&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-4867171967003830237?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/4867171967003830237/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=4867171967003830237' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4867171967003830237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4867171967003830237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2009/01/se-non-uccide-fortifica.html' title='Se non uccide fortifica'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-2927679209278491834</id><published>2008-12-31T05:25:00.001-08:00</published><updated>2009-01-01T06:41:50.337-08:00</updated><title type='text'>L'ultimo grande botto</title><content type='html'>Per sette anni, costantemente, i prezzi sono saliti. Fino a gran parte del 2008.&lt;br /&gt;Secondo il database di Artprice dal 2003 al 2007 le vendite delle case d'asta sono aumentate di otto volte.&lt;br /&gt;La vendita record del "Vitello d'oro" di Damien Hirst, realizzata lo stesso giorno in cui Lehman Brothers Inc. falliva, può essere considerata l'ultimo grande botto prima della fine della festa.&lt;br /&gt;"Il mood è cambiato", dichiarava a Bloomberg.com lo scorso ottobre il fondatore di ArtTactic, Anders Petterson.&lt;br /&gt;Qui di seguito il diario di bordo del transatlantico dell'arte contemporanea (che insieme al moderno copre il 60% dell'intero giro d'affari delle case d'asta) attraverso "la tempesta perfetta" dei mercati finanziari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3 marzo 2008 &lt;/span&gt;Farhad Moshiri è il primo artista del medio-oriente a raggiungere il milione di dollari. la sua opera, “Eshgh” (Love), è battura a 1,05 milioni dalla casa d'aste Bonham's a Dubai. Il mercato è ancora al top. L'opera di Moshiri era stata stimata 200 mila dollari, mentre l'intrera asta sull'arte contemporanea del medio-oriente ha portato nelle casse di Bonham's 13 milioni di dollari, il doppio di quanto stimato, con il 94% dei lotti venduti. Tre giorni prima il prezzo del petrolio al barile raggiungeva i 102 dollari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;24 novembre &lt;/span&gt;Seconda asta di Bonham's in medio-oriente. Il prezzo del petrolio si è dimezzato nel giro di un mese. Questa volta la casa d'aste raccimola 2,9 milioni di dollari e i lotti venduti rappresentano appena il 44% del totale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;9 aprile &lt;/span&gt;“Bloodline: The Big Family No. 3”, dipinto della star cinese Zhang Xiaogang è battuto da Sotheby's Hong Kong al prezzo record di 6,1 million di dollari, diritti inclusi.&lt;br /&gt;L'opera era parte della Estella Collection, rivenduta in blocco dal dealer newyorkese William Acquavella, otto mesi dopo essere stata acquistata da un gruppo di investimento.&lt;br /&gt;La prima parte della collezione Estella, valutata 12 milioni di dollari, raggiunge i 18 milioni, con il 98% di lotti venduti. La seconda sessione dell'asta è coincisa con la bancarotta della Lehman e solo il 64% dei lotti hanno trovato un compratore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;13 maggio &lt;/span&gt;“Benefits Supervisor Sleeping" di Lucian Freud è battuta da Christie's International New York al prezzo più alto della storia per un artista vivente: 33,6 milioni di dollari. Freud strappa lo scettro dalle mani di Jeff Koons, dal 2007 detentore del primato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;14 maggio &lt;/span&gt;“Triptych, 1976” di Bacon è venduta da Sotheby's New York per 86,3 milioni di dollari e soppianta il “White Center” di Mark Rothko come più costosa opera d'arte contemporanea mai battuta da una casa d'aste.&lt;br /&gt;L'opera di Bacon e il dipinto-record di Freud battuto da Christie's, sono acquistate dal tycoon russo Roman Abramovich, proprietario del Chealse Football Club. L'asta di Sotheby's raggiunge i 362 milioni di dollari, anche questa una cifra senza precedenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;24 maggio&lt;/span&gt; “Mask Series 1996 No.6” di Zeng Fanzhi stabilisce un nuovo record per l'arte asiatica contemporanea. La tela, che raffigura un gruppo di personaggi mascherati, con al collo un fazzoletto delle Guardie Rosse, è battuta da Christie's Hong Kong per 9.703.490 dollari. Il clima è ottimista, gli scommettitori sorseggiano champagne Perrier-Jouet e solo 2 opere restano invendute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;giugno&lt;/span&gt; le aste londinesi sugli impressionisti cominciano a far capire che il mercato sta cambiando, anche se l'asta di Christie's del 24 giugno supera i 144 milioni di pound (diritti inclusi), record assoluto in Europa.&lt;br /&gt;L'art adviser Tania Buckrell Pos, che ha tra i suoi clienti diversi collezionisti russi, si aggiudica per 40,9 milioni di pound “Le Bassin aux Nympheas” di Claude Monet. Il dipinto proviene da una collezione di 17 opere di Monet, appartenuta ai defunti collezionisti dell'Indiana J. Irwin e Xenia S. Miller. Il dollaro debole e la forte domanda da parte del collezionismo russo incoraggiano i consignatari americani a vendere nella capitale del Regno Unito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;15-16 settembre &lt;/span&gt;Con “Beautiful Inside My Head Forever” Damien Hirst mette all'incanto i suoi nuovi lavori da Sotheby's. L'evento rappresenta il picco del mercato artistico del contemporaneo. I 223 lotti raggiungono i 111,5 milioni di pound, contro i 98 stimati e solo il 2% delle opere resta invenduto.&lt;br /&gt;“The Golden Calf", una vitello in formaldeide, con le corna e gli zoccoli placcati oro è venduta per 10,3 milioni di pound. Quella stessa mattina la Lehman Brothers dichiara bancarotta.&lt;br /&gt;A novembre su un blog del Financial Times viene pubblicata la notizia che l'asta di Hirst da Sotheby's ha incontrato diversi problemi e che tre quarti delle vendite sono fallite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ottobre &lt;/span&gt;L'asta di Sotheby's sull'arte contemporanea cinese supera di poco il milardo di dollari, la metà di quanto stimato.&lt;br /&gt;anche le aste londinesi, che coincidono con la fiera Frieze, registrano un forte calo della domanda. Il 19 ottobre Chriestie's resta con il 45% dei lotti invenduti. Sono i giorni degli aiuti statali alle bance e del crollo del mercato azionario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;10 dicembre &lt;/span&gt;Sotheby's smentisce di avere avuto problemi in seguito all'asta di Damien Hirst e dichiara che nessun compratore ha chiesto di restituire i lotti acquistati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2008 Christie's e Sotheby's hanno perso complessivamente il 17% dei ricavi in diritti d'asta, passando dai 2,4 miliardi di dollari del 2007 ai 2 miliardi del 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi quattro mesi le case d'asta hanno effettuato tagli al personale e ridotto le stime e garanzie per i singoli lotti in vendita. Christie's International ha programmato un taglio del 10% dei prezzi per non rischiare di mancare gli obiettivi. Sotheby's ha invece annunciato, per il 2009, tagli al personale per 7 milioni di dollari. Secondo ArtTactic inoltre, le case d'asta hanno reagito al raffreddamento del mercato mediante la riduzione del numero di artisti in portfoglio, accogliendo solo quelli più facilmente liquidabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda l'Italia il giro d'affari di Sotheby's, Christie's, Porro e Finarte è sceso a 105 milioni di euro dai 155 del 2007, a causa delle vendite ridotte nella seconda parte dell'anno.&lt;br /&gt;I grandi nomi dell'arte moderna e contemporanea italiana hanno dimostrato di sapere non solo reggere, ma addirittura rimbalzare sulla crisi, dimostrando di riuscire a raddoppiare le stime durante le aste milanesi di fine novembre. OK per Fontana, Manzoni, Castellani e Vedova. Ritirate opere di Afro, De Pisis, Balla, Casorati, Morandi, Turcato e Melotti. "Per il 2009 dovremo rivedere le nostre valutazioni e selezionare l'offerta: unica certezza in questi giorni è che le opere di qualità si vendono ancora. L'arte sta tenendo più del mattone", dichiarava al Sole24ore Claudia Dwek, presidente di Sotheby's Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a cura di Luca Vona&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fonti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artprice http://www.artprice.com/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ArtTactic http://www.arttactic.com/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bloomberg.com, 30 dicembre 2008, "How Monet, Freud, Hirst Records Led Art-Market Bubble to Burst", by Scott Reyburn and Katya Kazakina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bloomberg.com,  31 dicembre 2008, "Warhol, Hirst Works Languish as Prices Plummet at End of 2008", by Scott Reyburn and Katya Kazakina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Sole24Ore, Arteconomy24, sabato 22 novembre 2008, "Contemporaneo, cala la fiducia", Maria Adelaide Marchesoni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Sole24Ore, Arteconomy24, sabato 29 novembre 2008, "L'arte italiana promossa all'esame delle aste", Marilena Pirrelli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Sole24Ore, Arteconomy24, sabato 6 dicembre 2008, "L'arte al tempo della crisi", Marilena Pirrelli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Sole24Ore, Arteconomy24, sabato 20 dicembre 2008, "Negli incanti tagli a prezzi e garanzie", Maria Adelaide Marchesoni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_2Gui2eHStuA/SVzVTrBdOsI/AAAAAAAAAUM/RuWBWnn2Ncg/s1600-h/FANZHI_Mask.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 175px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_2Gui2eHStuA/SVzVTrBdOsI/AAAAAAAAAUM/RuWBWnn2Ncg/s320/FANZHI_Mask.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5286334596569184962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span class="darkgreybold"&gt;Zeng Fanzhi      &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="font10"&gt;&lt;i&gt;Mask series no. 6 (diptych)&lt;/i&gt;, 1996      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-2927679209278491834?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/2927679209278491834/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=2927679209278491834' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/2927679209278491834'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/2927679209278491834'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2008/12/lultimo-grande-botto.html' title='L&apos;ultimo grande botto'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2Gui2eHStuA/SVzVTrBdOsI/AAAAAAAAAUM/RuWBWnn2Ncg/s72-c/FANZHI_Mask.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-1871442168376977613</id><published>2008-12-27T11:53:00.000-08:00</published><updated>2008-12-27T13:26:56.506-08:00</updated><title type='text'>Siamo alla frutta? Sì, ma col Bacon</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Dopo l'ottima stagione primaverile il mercato chiude il 2008 in forte ribasso. L'aggiudicazione più alta spetta a Bacon, con ben 6 opere tra i primi 30 top lot dell'anno (5 tra i primi 15)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il magazzino del maestro inglese è ancora assai ricco di opere acquistate poco meno di dieci anni fa a cifre estremamente convenienti e attualmente in grado di frantumare ogni primato. Risulta dunque evidente come l'interesse sia molto elevato anche tenendo conto che nessuno meglio di Bacon è in grado di rappresentare l'attuale momento storico e la crisi esisteziale dell'uomo in preda a profondi travagli interiori".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Alberto Fiz, Milano Finanza, sabato 27 dicembre 2008&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tutti i record di Francis Bacon&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Triptych, 1976   - euro 61.684.000 -   Sotheby's New York, 14 maggio 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Triptych, 1974-1977, 1977  - euro  37.070.108 -   Christie's Londra, 6 febbraio 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Three studies for self portrait, 1976   - euro 24.716.347 -   Christie's  Londra, 30 giugno 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Study of a nude with figure in a mirror, 1969   - euro 21.191.807 -  Sotheby's Londra, 27 febbraio 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Three studies for self portrait, 1976   - euro 20.113.809 -   Christie's New York, 6 maggio 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Study for Head of George Dyer, 1969   - euro 14.613.071 -   Sotheby's Londra, 1 giugno 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_2Gui2eHStuA/SVabhTdfOFI/AAAAAAAAASg/HJ1IzOl5vNk/s1600-h/bacon_triptych1973.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 142px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_2Gui2eHStuA/SVabhTdfOFI/AAAAAAAAASg/HJ1IzOl5vNk/s320/bacon_triptych1973.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5284582209227798610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:78%;"  &gt;Francis Bacon&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt; - &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:78%;"  &gt;Triptych, 1973&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-1871442168376977613?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/1871442168376977613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=1871442168376977613' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1871442168376977613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1871442168376977613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2008/12/siamo-alla-frutta-s-ma-col-bacon.html' title='Siamo alla frutta? Sì, ma col Bacon'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_2Gui2eHStuA/SVabhTdfOFI/AAAAAAAAASg/HJ1IzOl5vNk/s72-c/bacon_triptych1973.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-1749857591177458217</id><published>2008-11-17T14:46:00.000-08:00</published><updated>2008-11-17T14:55:02.142-08:00</updated><title type='text'>Cultura si scrive con la "c" di "crisi"</title><content type='html'>"Il mercato dell'arte si ritrae a velocità da crociera". Il quotidiano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;El pais &lt;/span&gt;dedica un approfondimento al clima di inquietudine suscitato nel settore culturale dalla congiuntura negativa attraversata dall'economia mondiale. "Nel 2008 l'arte costituiva un' isola felice, un rifugio per i capitali fuggiti dalla bufera dei mercati finanziari. Ma il mercato tutto ha finito per soccombere. Gli scarsi risultati delle aste di arte contemporanea di Christie's e Sotheby's di ottobre e novembre ricordano la crisi del 1991, che fece seguito al boom degli anni '80". Anche la direttrice di ARCO, Lourdes Fernandez, parla di prospettive non molto confortanti per la prossima edizione della fiera madrilena: "Stiamo riscontrando molta incertezza".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Leggi l'articolo originale su &lt;a style="color: rgb(255, 102, 0);" href="http://pegaseo.blogspot.com/2008/11/cultura-se-escribe-con-c-de-crisis.html"&gt;Pegaseo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-1749857591177458217?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/1749857591177458217/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=1749857591177458217' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1749857591177458217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1749857591177458217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2008/11/cultura-si-scrive-con-la-c-di-crisi.html' title='Cultura si scrive con la &quot;c&quot; di &quot;crisi&quot;'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-3073064727385776113</id><published>2008-11-05T05:25:00.001-08:00</published><updated>2008-11-16T11:34:17.194-08:00</updated><title type='text'>La gelata di Frieze</title><content type='html'>"Chi è stato  a Frieze si è accorto che qualcosa è cambiato. Galleristi e assistenti, che in passato erano alle prese con una lunga fila di clienti, li abbiamo trovati seduti al loro desk. Le vendite ci sono state, ma ogni tanto, lentamente". Sono parole di Jerry Saltz sul New York Magazine. Il denaro in passato ha prodotto tanta buona arte, afferma il critico statunitense,  e la povertà, di per sé, non è certo una virtù, ma proprio in un momento in cui le vendite non vanno troppo bene gli artisti possono  preoccuparsi di meno dell'aspetto commerciale del loro lavoro, possono concedere maggiore spazio alla sperimentazione, senza inseguire un "brand" o uno stile predeterminati.   "I soldi non hanno mai reso l'arte migliore" prosegue Saltz, "hanno solo reso più superficiali artisti come Hirst, Murakami, Prince e Uklanski". Proprio gli anni Quaranta, Settanta e Novanta, hanno prodotto grandi opere, nonstante il momento di recessione economica che non ha risparmiato il mondo dell'arte. Nuove generazioni sono venute alla ribalta e i rami secchi sono stati tagliati. Forse, come si è augurata la curatrice del New Museum Laura Hoptman, è questo un momento fortunato, in cui l'arte cesserà di essere un investimento, un hobby o una carriera, e diverrà qualcosa che ha a che fare realmente con&lt;span style="font-style: italic;"&gt; la vita&lt;/span&gt; delle persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Leggi l'articolo originale su &lt;a style="color: rgb(255, 102, 0);" href="http://pegaseo.blogspot.com/"&gt;Pegaseo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-3073064727385776113?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/3073064727385776113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=3073064727385776113' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/3073064727385776113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/3073064727385776113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2008/11/la-gelata-di-frieze.html' title='La gelata di Frieze'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-8610268281664076832</id><published>2008-10-18T11:19:00.000-07:00</published><updated>2008-10-18T11:27:16.275-07:00</updated><title type='text'>Vende bene chi vende caro</title><content type='html'>Negli stessi giorni in cui la Lehman Brothers dichiarava bancarotta e il mercato immobiliare londinese toccava il fondo, Damien Hirst segnava un nuovo record nel mercato dell'arte, sfiorando i 150 milioni di dollari nell'asta settembrina di Sotheby's dedicata al contemporaneo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma di fronte alla crisi internazionale dei mercati le grandi case d'asta sono alla ricerca di segni per prevedere l'andamento delle vendite nei prossimi due mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Secondo una statistica riportata da Bloomberg.com il 34% dei battitori e degli stimatori hanno registrato una caduta dei prezzi per le opere inferiori ai 1000 pound nell'ultimo trimeste. Per contro, il 39% riporta un incremento dei prezzi per le opere superiori ai 50.000 pound. Il mercato del contemporaneo è quello che ha registrato la crescita più forte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio nelle aste di Sothey's del 15 e 16 settembre scorso il 98% dei lotti hanno trovato   un compratore. Metre l'asta del 27 settembre di Lyon &amp;amp; Turnbull ha ottenuto il deludente risultato di un 27% di venduto. In questo  caso la maggiorparte dei pezzi - arte moderna e contemporanea  e design - erano stati valutati meno di 5.000 pound.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 102, 0);" href="http://pegaseo.blogspot.com/2008/10/hirst-sale-marks-uk-art-market-peak.html"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Leggi l'articolo di Bloomberg.com su Pegaseo (in lingua originale)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-8610268281664076832?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/8610268281664076832/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=8610268281664076832' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/8610268281664076832'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/8610268281664076832'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2008/10/vende-bene-chi-vende-caro.html' title='Vende bene chi vende caro'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-306218443180202604</id><published>2008-07-27T06:28:00.000-07:00</published><updated>2008-07-27T06:58:56.037-07:00</updated><title type='text'>Quando il pubblicitario va al museo</title><content type='html'>Dai&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Brillo boxes&lt;/span&gt; di Andy Warhol alle pubblicità della Malboro rifotografate da Richard Prince, gli artisti si sono appropriati delle immagini pubbicitarie per decenni, per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;criticare la società dei consumi e giocare con il concetto di originalità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ma cosa succede quando le parti si invertono? &lt;/span&gt;Se lo chiede &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mia Fineman&lt;/span&gt; sulle pagine del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;New York Times&lt;/span&gt;, passando in rassegna una serie di casi di appropriazione (indebita?) di immagini e temi dell'arte contemporanea da parte di pubblicitari in cerca di ispirazione. Dal contenzioso tra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spencer Tunick&lt;/span&gt; e la Bartle Bogle Hegarty di New York per lo spot di una marca di vasellina a quello tra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fishli &amp;amp; Weiss&lt;/span&gt; e la Honda.&lt;br /&gt;Ne risulta che&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; i grandi artisti contemporanei non sono affatto lusingati dall'utilizzo - più o meno palese - delle loro creazioni per dare vita a campagne pubblicitarie di successo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Donn Zaretsky è un avvocato newyorkese che si è specializzato in diritto dell'arte: "I pubblicitari stanno diventando sempre più sfacciati. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Più che trarre semplicemente ispirazione dalle opere d'arte contemporanea si sta diffondendo una vera e propria pratica di "taglia-e-cuci".&lt;/span&gt; La legge sanziona l'uso non autorizzato di immagini protette da copyright. Ma ad essere protette non sono le idee, bensì solo la forma in cui si esprimono. Dove sta allora la linea di confine? Le agenzie pubblicitarie sono ispirate dall'opera d'arte o dall'idea che l'ha originata?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'altra parte, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;gli artisti che vedono le loro opere scopiazzate dalla publicità non sono altro che vittime de proprio successo. &lt;/span&gt;basty pensare agi Young British Artist, prima imitati e poi consacrati dal magnate della pubblicità &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Charles Saatchi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Guardando al passato non mancano esempi di un felice sodalizio tra artisti e pubblicitari. &lt;/span&gt;Tra il 1950 e il 1975 una compagnia di chicago, la Container Corporation of America, commissionò decine di artisti - tra cui &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fernand Léger, René Magritte e Willem d Kooning&lt;/span&gt; - per creare dipinti che furono poi riprodotti in pubblicità a tutta pagina su riviste come Fortune.&lt;br /&gt;Nel 1985 &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Absolut vodka &lt;/span&gt;ha avviato una camagna pubbicitaria in cui centinaia di artisti contemporanei, tra i quali &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Andy Warhol &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Keith Haring&lt;/span&gt; sono stati chiamati a ridisegnare la celebre bottiglia del brand.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti altri artisti hanno fieramente resistito alle richieste di licensing da parte delle agenzie pubblicitarie.&lt;br /&gt;Ma &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;in un era in cui il campionamento e l'appropriazione sono pratica diffusa non solo nell'arte ma anche nella cultura in generale, può sembrare pardossale questa tendenza a vigilare sulle proprie creazioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La facilità di circolazione delle immagini sul web ha rafforzato questi atteggiamenti difensivi. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Per una sorta di legge di compensazine, più si diffonde la libera circolazione delle immagini e delle idee e maggiormente cresce un contro-movimento a tutela delle stesse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non bisogna dimenticare però che&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; la cultura ha a che fare con un processo continuo di "presa in prestito"&lt;/span&gt;, attraverso il quale idee, immagini e motivi vengono riadattati a nuovi usi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Leggi l'articolo originale su &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 0);" href="http://pegaseo.blogspot.com/2008/07/image-is-familiar-pitch-isnt.html"&gt;Pegaseo&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-306218443180202604?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/306218443180202604/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=306218443180202604' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/306218443180202604'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/306218443180202604'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2008/07/quando-il-pubblicitario-va-al-museo.html' title='Quando il pubblicitario va al museo'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-8916613859980984891</id><published>2008-07-06T13:27:00.000-07:00</published><updated>2008-07-06T14:22:53.703-07:00</updated><title type='text'>Il barrito del KMoMA</title><content type='html'>Il 2008 è l'anno che li ha resi celebri con il nuovo stadio olimpico di Pechino (già ribattezzato "il nido"). Per il 2011 sarà pronto il Miami Art Museum, mentre l'anno successivo vedrà la luce l'estensione della Tate Modern. Ma in questi giorni gli architetti &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Herzog &amp;amp; de Meuron&lt;/span&gt; hanno guadagnato un'altra importante commissione. Mettendo fuori gioco gli altri due canditati, Frank Gehry e David Adjaye, lo studio fondato a Basilea nel 1978 da Pierre de Meuron e Jacques Herzog è stato designato per progettare il nuovo museo d'arte moderna e contemporanea di Calcutta, la cui apertura è prevista per il 2013.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il KMoMA ospiterà una collezione di arte indiana dal diciannovesimo secolo a oggi. Una sezione sarà inoltre dedicata all'arte occidentale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"La collezione sarà costruita gradualmente attraverso donazioni locali e internazionali e attraverso  finanziamenti pubblici e privati. Stiamo collaborando con circa 15 musei della regione del West Bengal, con i maggiori musei dell'india e con alcune istituzioni straniere" dichiara a &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;The Art Newspaper&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rakhi Sarkar&lt;/span&gt;, membro del consiglio di amministrazione del KMoMa e direttrice della galleria commerciale &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;CIMA&lt;/span&gt;. Una partnership tripartita tra il governo indiano, quello del West Bengal e il settore privato dovrebbe garantire un budget di circa &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;50 milioni di dollari&lt;/span&gt;. Gli artisti indiani hanno già donato 830.000 dollari.&lt;br /&gt;Il consiglio di amministrazione del museo include gli artisti indiani &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ganesh Pyne&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Paritosh Sen&lt;/span&gt;, il magnate indiano del tabacco &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Y.C. Deveshwar&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Andrea Rose&lt;/span&gt; - direttore delle arti visive presso il British Council - e l'ex ambasciatore USA in India &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Frank Wisner&lt;/span&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-8916613859980984891?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/8916613859980984891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=8916613859980984891' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/8916613859980984891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/8916613859980984891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2008/07/il-barrito-del-kmoma.html' title='Il barrito del KMoMA'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-5864008032409539096</id><published>2008-06-07T10:25:00.000-07:00</published><updated>2008-06-07T11:27:25.259-07:00</updated><title type='text'>Lo spettatore ripudiato</title><content type='html'>Molti testi che accompagnano le mostre d'arte contemporanea sono così contorti che sembrano quasi parodie. Christian Demand - professore di Storia dell'arte all'accademia di Norimberga - ravviva sulle pagine del maggio scorso del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Neue Zürcher Zeitung Folio&lt;/span&gt; una polemica vecchia di trecento anni.&lt;br /&gt;Già nel XVIII secolo, infatti, l'artista di corte Antoine Coypel - Presidente dell'Accademia parigina - si lamentava del "gergo eccentrico e insulso", "del falso impiego di termini artistici" da parte dei critici del suo tempo, da lui ritenuti "sciocchi" e "incompetenti".&lt;br /&gt;La &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;crisi della critica&lt;/span&gt; non è quindi un tema nuovo. Piuttosto è diventato&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; una noiosa presenza nelle "conversations" che fanno da contorno alle grandi fiere internazionali&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Raramente però vengono ascoltate &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;le ragioni del pubblico dell'arte&lt;/span&gt;. Demand assume proprio il punto di vista del lettore frustrato e giunge alla conclusione che&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; l'errore è nel sistema&lt;/span&gt;: "Quello che mi infastidisce non è tanto il giudizio individuale espresso da chi critica, quanto piuttosto il giudicare "per se", la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pretesa universalistica&lt;/span&gt; che assumono tali giudizi", ovvero il tentativo di trarre dal gusto personale conseguenze che si vorrebbero far valere anche per altre persone. D'altra parte le ragioni e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;le argomentazioni che vengono portate a sostegno delle proprie tesi spesso non hanno nulla a che fare con l'esercizio del pensiero, quanto piuttosto con la retorica&lt;/span&gt;. I testi contemporanei sull'arte raramente spiegano quel che vorrebbero spiegare, il più delle volte &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;simulano di spiegare le proprie teorie&lt;/span&gt;. La differenza tra un testo in catalogo, una recensione e un testo critico è ormai quasi del tutto nominale.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Demand indivudua la causa del problema nell'idea che l'arte possieda caratteristiche tali da porla al di sopra del resto del mondo, liberandola dal compito di giustificare se stessa&lt;/span&gt;. Mentre il pubblico viene relegato nell'universo "profano", il critico si sente aprioristicamente dalla parte giusta. E' stato così annullato il diritto del pubblico a porre domande sull'opera, a interrogarsi e interrogare sul suo significato. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La situazione si è completamente rovesciata ed è ora l'arte stessa a porre domande allo spettatore, a chiedergli di giustificare la sua presenza. &lt;/span&gt;Un' arte che si giustifica da sé e una critica che si giustifica attraverso il suo stesso oggetto di giudizio non hanno alcun bisogno di un terzo incomodo. Altro che dittatura dello spettatore!&lt;br /&gt;Certamente non c'è modo di dimostrare ciò che è bello e ciò che non lo è. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'arte è un giudizio di valore e in quanto tale non ha nulla a a che fare con la comprensione e la conoscenza&lt;/span&gt;. Ciò non significa che non sia possibile una discussione sensata sul giudizio estetico. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Se i nostri gusti non hanno valore universale sono però tutt'altro che immotivati. Le nostre passioni sono le nostre più tenaci motivazioni&lt;/span&gt;, nulla ci interessa di più, di nulla abbiamo maggior voglia di parlare. Demand si chiede perché non ci limitiamo a fare questo, mettendo da parte atteggiamenti snobistici, dogmatici e intolleranti. Sarebbe un bell'esempio anche per la vita di tutti i giorni, al di fuori delle gallerie e dei musei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luca Vona&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pegaseo.blogspot.com/2008/06/inflated-phrases.html"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Link &gt; L' articolo di Christian Demand sul blog &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Pegaseo &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;(traduzione in inglese dall'originale)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 153, 0);" href="http://pegaseo.blogspot.com/2008/06/inflated-phrases.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-5864008032409539096?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/5864008032409539096/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=5864008032409539096' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/5864008032409539096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/5864008032409539096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2008/06/lo-spettatore-ripudiato.html' title='Lo spettatore ripudiato'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-1368157638818974420</id><published>2008-04-20T15:19:00.000-07:00</published><updated>2008-07-06T14:16:06.832-07:00</updated><title type='text'>Vademecum per artisti con scarse abilità commerciali</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;Se è vero che molti artisti contemporanei non vedranno mai le loro opere raggiungere i record d'asta di Picasso, hanno a disposizione molti modi per promuovere se stessi e aumentare le vendite.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se molti artisti non si considerano imprenditori l'arte è un vero e proprio business.&lt;br /&gt;Il problema principale è che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la maggior parte degli artisti imparano l'arte ma non come trasformarla in una professione&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;"Durante gli anni di formazione gli artisti non vengono incoraggiati a fare domande su come vendere l'arte. Non se ne discute mai", afferma &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Judith Page&lt;/span&gt;, artista che da qualche anno insegna ai propri "colleghi" a sviluppare maggiori doti commerciali.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I suoi consigli potrebbero suonare banali, se non fosse che risultano troppo spesso disattesi dagli artisti nostrani.&lt;/span&gt;  Ma vediamo quali sono le regole da seguire per accrescere il potenziale commerciale della propria attività artistica.&lt;br /&gt;La visibilità innanzitutto. E' un aspetto cruciale. Dispore di un sito web, fare parte di una o più community virtuali (MySpace, Xing, LinkedIn o quelle piu specialistiche della Saatchi Gallery e di ARTINFO.com) aiuta a sviluppare un proprio "portafoglio clienti" e a tenerlo informato sulla propria attività.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Se ancora poche persone acquistano arte online, la maggior parte usano il web per aggiornarsi ed effettuare ricerche sugli artisti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Anche l'attività offline è molto importante. E' opportuno frequentare i galleristi e costuire relazioni soprattutto con quelli che hanno un gusto e una sensibilità affine al proprio lavoro.&lt;br /&gt;E' essenziale mostrarsi professionali e preparati. Bisogna avere sempre con sé una breve biografia in forma discorsiva, un curriculum dettagliato, uno statement (breve presentazione dell proprio lavoro). Utili anche i biglietti da visita.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gli artisti dovrebbero essere capaci di scrivere e parlare del proprio lavoro&lt;/span&gt;. In caso contrario dovrebbero ricorrere a un buon critico. Magari barattando un breve saggio con un'opera (do ut des!).&lt;br /&gt;Un ultimo consiglio - di fondamentale importanza - è di non lasciare mai opere d'arte in consegna a critici, galleristi o sedicenti "promotori" senza ricorrere a una registrazione scritta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo originale: "Business Advice for Artists from Artists", Stacey Perman, BusinessWeek.com, 11 aprile 2008&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Traduzione e commento a cura di Luca Vona&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-1368157638818974420?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/1368157638818974420/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=1368157638818974420' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1368157638818974420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1368157638818974420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2008/04/vademecum-per-artisti-con-scarse-abilit.html' title='Vademecum per artisti con scarse abilità commerciali'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-8901520810222420415</id><published>2008-04-20T14:59:00.000-07:00</published><updated>2008-04-21T11:28:18.167-07:00</updated><title type='text'>AVVISO AI LETTORI</title><content type='html'>Cari Amici,&lt;br /&gt;Da oggi il blog &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luca Vona Art Digest&lt;/span&gt; si arricchisce di nuovi contenuti. Ai periodici approfondimenti "a tema" si affiancheranno notizie più brevi, come di consueto mutuate dalla migliore stampa internazionale. Gli approfondimenti metteranno a fuoco questioni fondamentali nel sistema dell'arte contemporanea. I post più brevi offriranno invece notizie utili e/o curiose, con periodicità più frequente.&lt;br /&gt;Per chi fosse interessato a perfezionare il proprio inglese, segnalo poi il mio blog &lt;a style="color: rgb(51, 51, 255);" href="http://pegaseo.blogspot.com/"&gt;Pegaseo&lt;/a&gt;, con una selezione di articoli in lingua originale.&lt;br /&gt;Buona lettura,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luca Vona&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-8901520810222420415?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/8901520810222420415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=8901520810222420415' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/8901520810222420415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/8901520810222420415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2008/04/avviso-ai-lettori.html' title='AVVISO AI LETTORI'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-5136580746892293881</id><published>2008-03-16T13:29:00.000-07:00</published><updated>2008-03-16T13:39:12.547-07:00</updated><title type='text'>"Liberatevi delle opere inutili". E' la nuova direttiva della Museums Association</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Fino ad oggi la vendita di opere da parte di un museo è stata considerata un anatema. Nel Regno Unito il potere dei musei nazionali di liberarsi di pezzi delle loro collezioni è limitato da diversi atti parlamentari. E’ loro consentito di vendere o donare un’ opera solo quando è il duplicato di un'altra appartenente alla stessa collezione. Un processo ulteriormente temperato dal fatto che la decisione non deve essere dannosa per l'interesse degli studiosi e del pubblico.&lt;br /&gt;Qualche settimana fa però, un piccola galleria nella contea di Surrey, ha messo in vendita"Triumph of Love" di Edward Burne-Jones e "Jasmine" di Albert Joseph Moore - dal valore complessivo di circa un milione e quattrocentomila sterline - per riparare una crepa disastrosa sul tetto e salvaguardare il futuro della sua collezione. Come ha fatto notare Maev Kennedy sulle pagine del &lt;b style=""&gt;Guardian&lt;/b&gt;, la “svendita” messa in atto dalla Watts Gallery “ha suscitato un certo sconcerto tra la comunità museale inglese, che teme ora di essere messa sotto &lt;st1:personname st="on"&gt;press&lt;/st1:PersonName&gt;ione per coprire gli scoperti nelle finanze sbarazzandosi delle proprie opere”. La decisione della Watts Gallery ha infatti ottenuto la benedizione della Museums Association, seppur dopo un appassionato dibattito durante l'ultima conferenza annuale. "I musei devono trovare rapidamente una soluzione per le collezioni ‘onerose’", trilla il comunicato stampa della MA annunciando la pubblicazione di un “Disposal&lt;i style=""&gt; &lt;/i&gt;Toolkit". Il documento afferma che "se un opera non è più rilevante", non in uso o non c'è alcuna ragionevole aspettativa che venga utilizzata, sarebbe opportuno per il museo sbarazzarsene". "I musei normalmente collezionano 1000 volte più opere di quelle che possono permettersi di esporre" ha affermato alla &lt;b style=""&gt;BBC&lt;/b&gt; Mark Tylor, direttore della MA. "Collezioni meravigliose possono diventare un peso se non vengono alleggerite dei pezzi mai esposti". Vanessa Trevelyan, membro del comitato etico della MA, sostiene che "sarebbe preferibile trasferire queste opere in uno spazio alternativo dove possano essere 'tesaurizzate' piuttosto che essere mantenute in un museo dove non vengono&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;né esposte né studiate".&lt;br /&gt;Questa nuova disposizione da parte della più antica associazione museale al mondo (la sua fondazione risale al 1889) giunge, non certo a caso, nel momento in cui i musei cominciano a soffrire di una vera e propria crisi di identità, perdendo di vista quello che è il loro obiettivo fondante e fondamentale: preservare le collezioni. In un accurato – e infiammato – approfondimento su &lt;b style=""&gt;SPIKED!&lt;/b&gt; Tiffany Jenkins individua proprio nella crisi dell’autorità museale la causa di una concezione utilitaristica delle collezioni.&lt;br /&gt;L'effetto collettivo del relativismo culturale, del postmodernismo e delle teorie postcoloniali hanno messo in discussione il ruolo educativo dei musei come istituzioni che contribuiscono alla ricerca della verità (non solo della bellezza).&lt;br /&gt;La richiesta ai musei di passare dal non-profit al profit risale agli anni '80. Sotto il governo labourista è stato loro chiesto di risolvere ogni forma di problematica sociale, dal razzismo alla criminalità giovanile. Ma i musei si sono trovati in difficoltà ad agire contemporaneamente come aziende, intrattenitori e imprese sociali.&lt;br /&gt;Al momento direttori e curatori sono così incerti del loro ruolo che non hanno idea di come impiegare le collezioni di cui dovrebbero semplicemente prendersi cura. Ormai si è affermata l'idea che se un opera "non è funzionale" bisogna sbarazzarsene. Ma si tratta di una idea espositiva e di coinvolgimento del pubblico piuttosto ristretta. E'&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;vero che molte opere sono coperte dalla polvere, inesposte da decenni, ma chi si rammarica di questo non comprende che &lt;st1:personname productid="le opere d'arte" st="on"&gt;le opere d'arte&lt;/st1:PersonName&gt; servono a diversi scopi in tempi differenti.&lt;br /&gt;Il fatto che un'opera d'arte non sia considerata particolarmente rilevante, popolare o "di moda" non è un motivo sufficiente per sbarazzarsi di essa.&lt;br /&gt;Le stesse copie non dovrebbero necessariamente decorare le pareti di più musei. Piuttosto sotto la lente degli studiosi la loro funzione è di rivelare importanti informazioni sui processi evolutivi di un'opera. Così le 700.000 monete del British Museum non saranno probabilmente viste una per una dai suoi visitatori, ma nondimeno consentono agli studiosi di comprendere numerosi aspetti del mondo antico e medievale.&lt;br /&gt;In un periodo in cui i fondi per curare ed espandere le collezioni sono difficili da trovare è temerario da parte della Museums Association consigliare di sbarazzarsi di esse. La maggior parte delle opere presenti nei musei provengono da collezioni di privati che donano con la consapevolezza che i musei si prenderanno cura di esse. &lt;st1:personname productid="La John Rylands University" st="on"&gt;La John Rylands University&lt;/st1:PersonName&gt; Library in Manchester ha imparato una dura lezione quando ha svenduto i suoi libri nel 1988, vedendosi rifiutare, pochi mesi dopo, una importante donazione.&lt;br /&gt;Una collezione non esiste solo per essere mostrata. E' anche una fonte inestimabile di conoscenza, di idee e testimonianze dal passato.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-5136580746892293881?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/5136580746892293881/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=5136580746892293881' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/5136580746892293881'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/5136580746892293881'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2008/03/liberatevi-delle-opere-inutili-e-la.html' title='&quot;Liberatevi delle opere inutili&quot;. E&apos; la nuova direttiva della Museums Association'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-3140080601534485377</id><published>2007-12-02T17:20:00.000-08:00</published><updated>2007-12-02T17:25:21.958-08:00</updated><title type='text'>Il crepuscolo dei musei</title><content type='html'>E' ormai parere diffuso che quella del curatore è una figura professionale in crisi. Prendendo spunto da un recente saggio di Robert Storr, William Hanley sulle pagine del &lt;strong&gt;Museums Magazine&lt;/strong&gt; dimostra che tale crisi non è certo sinonimo di declino quanto piuttosto di un radicale mutamento della professione. Storr, che ha diretto l'ultima edizione della Biennale di Venezia, propone una fondamentale distinzione fra coloro che definisce "exibition maker" - responsabili di mettere insieme mostre temporanee - e i curatori veri e propri, il cui compito primario dovrebbe essere di preservare l'arte. Ciò va contro l'abitudine consolidata di riunire sotto la definizione di curatore pratiche estremamente differenti. La mostra “di tendenza” - in opposizione al meno "glamorous" collezionismo pubblico - è diventata il centro di molte pratiche curatoriali contemporanee. I conservatori delle istituzioni pubbliche si trovano sempre più a trovare un equilibrio tra il richiamo delle mode e la necessità di preservare e promuovere i beni del museo.&lt;br /&gt;Secondo Norton Batkin, fondatore del Center for Curatorial Studies del Bard College "i curatori dei musei si trovano a competere con spazi indipendenti molto aggressivi, capaci di attirare un vasto pubblico proponendo mostre a basso budget".&lt;br /&gt;Organizzare mostre è ormai considerata una attività più affascinante che sviluppare collezioni o dedicarsi allo studio di un particolare momento storico. Con l'aumento delle gallerie e degli spazi "non-convenzionali" è aumentata la richiesta di professionisti capaci di offrire un punto di vista particolare e di far parlare la stampa con una mostra tematica o provocatoria, più che mediante una serie di considerazioni accademiche.&lt;br /&gt;Nei musei ci sono gerarchie, pressioni politiche, tagli al bilancio. Le gallerie non hanno le potenzialità economiche di una istituzione pubblica, ma se scelgono il curatore giusto possono aspirare a vedere i loro artisti piazzati nei migliori musei. A questo punto però si pone un altro problema, messo in risalto da Jori Finkel sul &lt;strong&gt;New York Times&lt;/strong&gt;. Molti musei stanno instaurando un rapporto piuttosto ambiguo con le gallerie commerciali più affermate, ricorrendo ad esse non solo per ottenere una consulenza sugli artisti da proporre, ma anche per finanziare gli eventi espositivi. Il rischio è che attraverso la loro "buona volontà" le gallerie, che hanno un chiaro riscontro economico, possano influenzare le scelte curatoriali di una istituzione non profit quale è il museo. La galleria Blum &amp;amp; Poe ad esempio, non si è limitata ad aiutare Paul Schimmel, curatore del MOCA ad assicurarsi alcune opere di Murakami dai maggiori collezionisti. Ha anche comprato 50.000 dollari di biglietti per il gala di inaugurazione, rimpinguando le casse del museo. La mostra di Los Angeles non è stata la sola a suscitare polemiche. Il centro per l'arte "alternativo" Redcat ha ringraziato la galleria Deitch Projects di New York come uno dei quattro finanziatori dell'installazione dello street-artist Barry McGee. Il dealer Jeffrey Deitch e Redcat hanno dichiarato che il contributo della galleria è stato di 15.000 dollari. Altri assegni sono stati firmati da Larry Gagosian e Barbara Gladstone per la retrospettiva di Richard Prince in corso al Guggenheim di New York. Il museo ha confermato, ma senza rivelare la cifra. Bruce Altshuler, direttore del Museum Studies Program alla New York University, dichiara che "la sponsorizzazione da parte delle gallerie fa sorgere lo stesso tipo di conflitto d'interesse che fece sorgere la questione della mostra Armani", realizzata in seguito a una donazione di 15 milioni di dollari da parte dello stilista. L'Associazione dei Musei Americani e l'Associazione dei Direttori dei Musei hanno pubblicato una guida generale sul supporto delle aziende nel 2001. "Il direttivo del museo e lo staff devono essere certi che nessuna donazione individuale o di un'azienda costi al museo il prezzo della sua mission, della sua reputazione e della comunità che serve" è scritto in una sezione.&lt;br /&gt;Ci si chiede perché i grandi musei abbiano bisogno di andare a chiedere soldi alle gallerie. Jeffrey Deitch ascrive questo soprattutto alla crisi del mecenatismo, in un tempo in cui la produzione degli artisti è diventata più grande e costosa.&lt;br /&gt;Sempre in ambito museale, dalle marchette alle collezioni “taroccate”. Una inchiesta pubblicata nei giorni scorsi dal tabloid svedese &lt;strong&gt;Expressen&lt;/strong&gt; ha dimostrato che i Brillo Boxes del Moderna Museet sono parte di un centinaio di copie commissionate a una equipe di falegnami dal fondatore Pontus Hulten - poi direttore del Centre Pompidou - per una mostra sul Pop presentata in Russia nel 1990. Hulten, scomparso lo scorso anno, riuscì a rivendere alcune di queste copie compilando dei certificati di autenticità falsi, secondo i quali i Brillo Boxes sarebbero state realizzati per una mostra tenutasi a Stoccolma nel 1968.&lt;br /&gt;Un articolo del &lt;strong&gt;Times&lt;/strong&gt; si occupa invece dello studio in cinque volumi recentemente pubblicato da alcuni accademici delle univeristà di Amburgo e Lipsia. A essere mese in discussione sono le collezioni di disegni michelangioleschi della Royal Collection, del British Museum e dell’Ashmolean di Oxford. Frank Zoellner, professore di arte rinascimentale e moderna all'università di Lipsia, sottolinea che molte attribuzioni sono state fatte da operatori del mercato e curatori di collezioni pubbliche, il che comporterebbe un evidente conflitto di interessi. Tra i lavori di incerta paternità ci sarebbero il Cristo Risorto della Royal Collection e la crocifissione del British Museum. In entrambi i casi l'analisi dei ‘pentimenti’, ovvero delle correzioni apportate sul disegno, rivelerebbe un’esitazione caratteristica della mano di un copista, che si rifà a un altro disegno anziché a un modello dal vero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luca Vona&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-3140080601534485377?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/3140080601534485377/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=3140080601534485377' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/3140080601534485377'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/3140080601534485377'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2007/12/il-crepuscolo-dei-musei.html' title='Il crepuscolo dei musei'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-3719367795532412514</id><published>2007-11-03T11:09:00.000-07:00</published><updated>2007-12-02T17:24:56.989-08:00</updated><title type='text'>Il denaro fa male all'arte?</title><content type='html'>La nuova stagione dell’arte contemporanea è ripresa a pieno regime, con i record d’asta nelle Italian Sales di Christies e Sotheby’s, con Frieze e le sue fiere satellite - alle quali quest’anno si è aggiunta Pulse (esportata a Londra dopo il sensazionale esordio d’oltreoceano) - con una miriade di vernissage nelle gallerie private di tutto il mondo. Il mercato dell’arte continua a godere di ottima salute e la bolla non accenna a sgonfiarsi, nonostante la crisi dei mutui negli Stati Uniti e il suo ripercuotersi sull’intero sistema economico occidentale. Naturalmente non manca chi grida allo scandalo di fronte a un sistema artistico così “pompato” dal denaro, accusando di superficialità e opportunismo i critici, gli artisti, i galleristi. Tra gli addetti ai lavori perplessi nei confronti del mercato c’è Rulph Rugoff, l’unico americano alla guida di un museo londinese. Il direttore dell’Hayward, ha appena curato The Painting of Modern Life, una rassegna sul rapporto tra pittura e fotografia dagli anni ’60 a oggi. Intervistato da Farah Nayeri per Bloomberg.com Rugoff, mette in evidenza come a dispetto dei record d’asta raggiunti dalla pittura negli ultimi tempi, questa resti in secondo piano rispetto a un media onnipervasivo come la fotografia, non riuscendo a comunicare il proprio valore culturale al di là del valore meramente economico. Rugoff, che considera la pittura un media lento “che può aiutarci a rallentare il modo in cui osserviamo il reale” rileva un contrasto con la velocità a cui si muove il mercato. Forse ha le sue buone ragioni, poiché di fronte all’aumento delle quotazioni di alcuni lavori destinati alla mostra ha visto salire enormemente il prezzo per assicurarli, mentre un collezionista gli ha rifiutato all’ultima ora un importante Warhol, preferendo venderlo all’asta.&lt;br /&gt;Sulla presunta capacità del denaro di “corrompere” l’arte si interroga Jerry Saltz in un ampio articolo sul New Yorker. Innanzitutto, fa notare il critico newyorkese, non è così scontato che il prezzo di vendita di un’opera d’arte condizioni il nostro giudizio critico sulla stessa. Se non altro perché nel 99% dei casi ci troviamo di fronte al lavoro di artisti non ricchi e non famosi. Inoltre gli artisti hanno ben poco a che fare con cosa comprano le persone. Non si può biasimare Richard Prince perche qualcuno paga 2,2 milioni di dollari uno dei suoi dipinti. Similmente, non si può biasimare Chelsea per le sue 360 gallerie. Persino prendersela con le speculazioni economiche che stanno avvenendo in quell’area non ha senso. E’ vero che con l’aumento dei prezzi degli spazi commerciali molte gallerie sono costrette a migrare e a chiudere. E’ vero che non resteranno che una manciata di spazi espositivi appartenenti a supermilionari. Ma certamente non è necessario avere centinaia di gallerie agglomerate. Al suo meglio la densità contribuisce a creare energia. Al peggio è snervante. Saltz esalta l’entropia del sistema. Come nei primi anni Novanta, oggi manca un movimento dominante; gruppi di tendenza vanno e vengono da una stagione all'altra, gettando nella confusione gli stessi collezionisti. Ma se negli anni Novanta il caos era generato dalla crisi economica, adesso sono proprio i soldi a svolgere una funzione lubrificante e al tempo stesso "fumogena". C’è una crescita interessante in mezzo al caos. Piccole gallerie hanno aperto e non necessitano di un gran numero di clienti, ma devono essere visibili appena al numero necessario di persone con i soldi che possano farle sopravvivere senza che siano costrette a cambiare linea. Non dovendo preoccuparsi troppo di andare a caccia di clienti queste gallerie possono dedicarsi maggiormente alla ricerca, sopravvivendo ai primi anni di attività, in cui le risorse economiche scarseggiano e le idee devono ancora chiarirsi. Insomma, non è detto che un atteggiamento di francescano disprezzo del denaro possa giovare all’arte. Conclude Saltz, "Quelli che dicono che ogni cosa nel mondo dell’arte è gretta e che non ci sono valori, chi pensa che l’arte deve andare al diavolo e che NY è creativamente morta, ha bisogno di capire che se l’arte è andata al diavolo c’è andata perché era interessata a quella topografia, a esplorare ed estrarre quelle risorse".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luca Vona&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-3719367795532412514?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/3719367795532412514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=3719367795532412514' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/3719367795532412514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/3719367795532412514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2007/11/il-denaro-fa-male-allarte.html' title='Il denaro fa male all&apos;arte?'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-4221615778612152791</id><published>2007-09-28T02:59:00.000-07:00</published><updated>2007-09-28T03:19:06.116-07:00</updated><title type='text'>Opere e curatori in fuga dai musei</title><content type='html'>La competizione tra musei e collezionismo privato non esiste più. Lo afferma Lee Rosenbaum sulle pagine dell' L.A. Times. Non perché, come ci si immaginerebbe, i musei vivano un periodo florido assolvendo ineccepibilmente alla loro funzione, al contrario, è il collezionismo privato ad essere divenuto detentore di gran parte del patrimonio artistico, e non solo contemporaneo. Sempre meno sono i fondi che le amministrazioni statali concedono ai musei e sulla base di questa lacuna si inseriscono i collezionisti privati che negli ultimi decenni hanno accaparrato patrimoni inestimabili, ovviamente a discapito del bene comune. E poi si pone il problema della qualità. Proporzionalmente alla richiesta da parte dei privati e all’incremento del potere d’acquisto da parte di questi ultimi, gli enti istituzionali non sono in grado di arricchire il proprio patrimonio con opere di un certo livello; la scarsità di grandi opere della tradizione storico-artistica in circolazione non fa che acuire questa tendenza così che le strutture pubbliche preferiscono investire sulla quantità piuttosto che sulla qualità. L'interazione dei musei con i collezionisti privati si è spostata in direzione della vendita piuttosto che sull’acquisto. Come nel caso della Albright-Knox Gallery di Buffalo, che ha recentemente venduto la sua collezione di bronzi ellenico-tardo romani in luogo dell’acquisto di opere d’arte contemporanea. Anche in questo caso l’acquirente non era un altro museo ma un collezionista privato europeo.&lt;br /&gt;Donatori e “benefattori” spesso cedono temporaneamente le loro opere ai musei, incentivati dalla concessione di sgravi fiscali che possono durare anche per decenni.    &lt;br /&gt;Cosa possiamo sperare affinché avvenga un revival del collezionismo museale? Forse che gli equilibri economici cambino e che l’abbassamento dei prezzi induca i grandi collezionisti privati a mettere in vendita i loro “pezzi” migliori.&lt;br /&gt;A proposito dei limiti del collezionismo privato si interroga Judith Flanders in un articolo pubblicato per il Guardian. L'autrice prende spunto dal "ritrovamento" della Madonna delle Rose di Raffaello, rimasta celata per 50 anni nella collezione del duca di Northumberland. Il duca ha addirittura proposto l'acquisto dell'opera alla National Gallery, chiedendo in cambio svariati milioni di euro. Il caso porta a riflettere sulla liceità del possesso privato di quelle opere d'arte che dovrebbero essere ormai considerate patrimonio pubblico per il loro valore storico e culturale.&lt;br /&gt;I musei stanno perdendo non solo le opere delle loro collezioni ma anche manager e curatori, attratti da gallerie private e case d'aste internazionali. The Art Newspaper ha riportato numerosi esempi, riferiti agli ultimi mesi: Johnathan Binstock ha lasciato in questi giorni la Corcoran Gallery per lavorare come art advisor per Citibank. Circa un anno fa Amin Jaffer è passato dal Victoria &amp; Albert Museum a Christie's, Emma Dexter dalla Tate alla Timoty Taylor Gallery; anche Ben Tufnell se ne è andato dalla Tate, per lavorare con la galleria privata Haunch of Venison; per la stessa galleria lavora Nina Miall, proveniente dalla Royal Academy. Il settore commerciale piace ai curatori perché offre maggiori soddisfazioni economiche, ma anche opportunità di crescita professionale e un lavoro meno burocratico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luca Vona&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-4221615778612152791?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/4221615778612152791/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=4221615778612152791' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4221615778612152791'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4221615778612152791'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2007/09/opere-e-curatori-in-fuga-dai-musei.html' title='Opere e curatori in fuga dai musei'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-6355602610840863967</id><published>2007-08-08T07:44:00.000-07:00</published><updated>2007-09-28T03:19:46.644-07:00</updated><title type='text'>Los Angeles Renaissance</title><content type='html'>Bel tempo, affitti abbordabili e una florida comunità artistica. Linda Yablonsky su Bloomberg.com ci spiega perché Los Angeles non è solo spiagge, yoga e studios hollywoodiani. Sempre più artisti, terminati gli studi, scelgono di restare nella capitale californiana, dove le opportunità sono in continua crescita e il costo della vita decisamente più economico che a New York. Grazie a una continua migrazione di gallerie, dealer e curatori, al giorno d’oggi a Los Angeles, per un giovane diplomato in Fine Art è più facile trovare un’occupazione senza doversi trasferire. Fino a poco tempo fa gli artisti, una volta formati, si spostavano in gran parte a New York. Ma una recente statistica del Census Bureau riporta una notevole inversione di tendenza: negli ultimi anni per ogni artista che ha deciso di lasciare la città ne sono arrivati altri due.&lt;br /&gt;Los Angeles ha sofferto per lungo tempo la mancanza di un distretto culturale. Ora non c’è ne uno soltanto ma molti: la downtown, dove un florido gruppo di gallerie opera in quello che fino a poco tempo fa era un villaggio fantasma dopo le cinque del pomeriggio; Santa Monica e l’ex-area industriale di Culver City.&lt;br /&gt;La formula vincente delle gallerie private è stata quella di coniugare la freschezza creativa delle opere proposte e un ottimo rapporto dei costi, con prezzi sotto i 10.000 $ sia per i giovani artisti che per quelli a “metà carriera”.&lt;br /&gt;I galleristi stanno lavorando per valorizzare le peculiarità dell’arte west-side, che si distingue soprattutto per l’elaborata sofisticazione del suo linguaggio formale. Secondo Tara Sandroni, partner della Sandroni-Rey di Culver City, “Se hai una galleria a Los Angeles è perché vuoi sperimentare”.&lt;br /&gt;La città è diventata anche un importante centro per le arti performative. La sua Orchestra Filarmonica è una delle più attive degli Stati Uniti e ha recentemente guadagnato nuovo fascino traslocando nel Disney Hall di Grand Avenue, progettato nel 2003 da Frank Gehry. Anche il boom del settore televisivo e cinematografico sta creando nuove opportunità per le arti visive. L’alleanza tra Hollywood e il sistema delle arti visive è stata fortemente favorita dall’arrivo di Michael Govan alla direzione del Los Angeles County Museum of Art. Govan ha incluso nel consiglio di amministrazione del museo Barbra Straisand e Michael Crichton, e ha stretto alleanze con funzionari della Warner Brothers e della Disney.&lt;br /&gt;Anche il New York Times si è recentemente occupato della rinascita culturale di Los Angeles, additando in Eli Broad il suo principale animatore. E finanziatore. Broad che ha donato negli ultimi due anni oltre 10 milioni di dollari a istituzioni culturali cittadine, sta costruendosi un museo che gli è costato nientemeno che 60 milioni di dollari. Presidente fondatore del Museo d’Arte Contemporanea, membro del consiglio di amministrazione del Los Angeles County Museum of Art, Broad ha recentemente contribuito alla produzione dell’intero “ciclo dell’anello” wagneriano presentato all’Opera di Los Angeles. Insieme ad altri ricchi cittadini sta intensificando gli investimenti nel distretto commerciale e culturale della downtown, uno sforzo che include la costruzione di hotel, ristoranti, negozi e centri d’intrattenimento. Il sindaco Antonio R. Villaraigosa è convinto che si debba ancora lavorare per accrescere il turismo culturale (2,5 milioni di persone l’anno contro i 10-15 di New York, Londra e Parigi) favorendo le partnership tra pubblico e privato.&lt;br /&gt;Ma gli ingenti investimenti privati non sempre sono andati a beneficio della collettività. Molte critiche sono state rivolte a Eli Broad per aver quasi monopolizzato il mercato culturale, ma specialmente per la sua devozione alla downtown che lo ha portato a ignorare completamente la riqualificazione di quartieri come quello ispanico e afroamericano. In molti poi si chiedono perché un multimilionario vada in giro a fare la colletta per finanziare musei in cui compare come membro del consiglio di amministrazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luca Vona&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-6355602610840863967?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/6355602610840863967/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=6355602610840863967' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/6355602610840863967'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/6355602610840863967'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2007/08/los-angeles-renaissance.html' title='Los Angeles Renaissance'/><author><name>Luca Vona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15349163667224714752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
