<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219</id><updated>2012-05-12T05:56:01.436-07:00</updated><category term='arte contemporanea art basel miami collezionisti mercato aste fiere investimenti'/><category term='museo slovacchia danubiana arte contemporanea'/><category term='arte icona immagine pubblicità religione sacro'/><category term='musei mostre capolavori crisi art'/><category term='origini'/><category term='pittura vascolare'/><category term='arte contemporanea asia singapore hong kong censura'/><category term='raffaello'/><category term='progresso'/><category term='primitivi'/><category term='winckelmann'/><title type='text'>Luca Vona Art Digest</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>60</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-8715882239554118823</id><published>2011-12-04T14:58:00.000-08:00</published><updated>2011-12-04T14:58:07.019-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arte contemporanea art basel miami collezionisti mercato aste fiere investimenti'/><title type='text'>Perché l'arte è cosi maledettamente cara?</title><content type='html'>L'economia globale sta collassando ma nella prima metà di quest'anno le vendite totali di arte all'asta hanno raggiunto i 4,3 miliardi di euro, con una crescita del 34% rispetto al 2010. Complice anche l'iniezione di liquidità proveniente dalle economie emergenti (Russia in testa).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Balke Gopnik ci spiega sulle pagine del Newsweek i cinque fattori per cui l'arte disattende le leggi fondamentali dell'economia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come spiegare le cifre da capogiro che si sono viste spendere ad Art Basel Miami? I 2,5 milioni pagati per alcuni strumenti chirurgici di Damien Hirst ad esempio...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta forse di una forma di masochismo, per cui il miglior modo di manifestare la propria ricchezza è disperderla abbondantemente?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un atteggiamento che può apparire brutale, ma nel sistema odierno dell'arte i soldi diventano lo strumento più semplice per misurare la bellezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi, diversamente dal comprare una Bentley o uno yacht, spendere una montagna di soldi in arte consente di acquistare lo status di patrocinatore della cultura.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fonte: Balke Gopnik, Newsweek, 5 December 2011&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Link:&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.thedailybeast.com/newsweek/2011/12/04/why-is-art-so-damned-expensive.html"&gt;http://www.thedailybeast.com/newsweek/2011/12/04/why-is-art-so-damned-expensive.html&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-8715882239554118823?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/8715882239554118823/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=8715882239554118823' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/8715882239554118823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/8715882239554118823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/12/perche-larte-e-cosi-maledettamente-cara.html' title='Perché l&apos;arte è cosi maledettamente cara?'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-3460567398623118982</id><published>2011-09-29T13:58:00.000-07:00</published><updated>2011-09-29T14:06:43.464-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musei mostre capolavori crisi art'/><title type='text'>Grandi mostre. Un modo nuovo di essere blockbuster</title><content type='html'>I musei sono stati colpiti duramente dalla crisi di liquidità e di conseguenza dai tagli al budget, ma molti hanno saputo fare di necessità virtù. Sono sempre più diffuse negli Stati Uniti le mostre che propongono un unico capolavoro o un piccolo gruppo di opere correlate. I risultati non sono solo minori costi di assicurazione e trasporto ma anche la possibilità per i piccoli musei "di provincia" di suscitare l'interesse dei media e di attrarre un pubblico più vasto e più attento. La fruizione di un singolo capolavoro o di un piccolo gruppo di opere, infatti, diviene molto meno frettolosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Judith H. Dobrzynski, The Art Newspaper, 14 settembre 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Link: &lt;a href="http://theartnewspaper.com/articles/One-masterpiece-can-go-a-long-way/24486%20"&gt;http://theartnewspaper.com/articles/One-masterpiece-can-go-a-long-way/24486&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo&amp;nbsp; &lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-3460567398623118982?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/3460567398623118982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=3460567398623118982' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/3460567398623118982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/3460567398623118982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/09/i-musei-sono-stati-colpiti-duramente.html' title='Grandi mostre. Un modo nuovo di essere blockbuster'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-7889550469697579469</id><published>2011-09-20T15:28:00.000-07:00</published><updated>2011-09-20T15:40:15.041-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arte contemporanea asia singapore hong kong censura'/><title type='text'>Singapore. Un mercato artistico su cui scommettere?</title><content type='html'>La scena artistica di Singapore è ancora "in fasce" ma potrebbe presto spiccare il volo. Quest'anno si è mostrata particolarmente vivace, con 32.000 visitatori ad Art Stage - esponevano Ai Weiwei, Yayoi Kusama e Takashi Murakami e oltre 900mila per la sua Biennale. Anche Tan Boon Hui, direttore del Singapore Art Museum ritiene che la scena artistica del paese stia facendo enormi progressi. Molto è dovuto allo sforzo che lo Stato sta compiendo per trasformare Singapore in uno snodo primario nella regione asiatica per l'arte contemporanea. La stessa Art Stage è stata sostenuta dal Ministero del turismo e da quello per lo sviluppo economico, con la finalità di attrarre investimenti verso la Città-Stato. La Biennale è invece stata organizzata dal Singapore Art Museum con 6 milioni di dollari di Singapore (circa 5 milioni di dollari americani), la maggiorparte dei quali stanziati dal governo. Ma è abbasstanza progressista Singapore - spesso considerata dai critici una realtà culturalmente stagnante - per sviluppare una fiorente scena artistica? "Alcune mostre sono state chiuse prematuramente perché affrontavano tematiche politiche o sessuali", riferisce Helina Chan, direttrice di iPreciation, galleria che propone spesso mostre dai contenuti "espliciti". Il problema sorge soprattutto quando si tratta di esposizioni pubbliche. Tra gli artisti colpiti dalla censura ci sono T. Venkanna, e Simon Fujiwara; il primo per aver posato nudo ad Art Scene e il secondo espulso dalla Biennale per un' installazione sul tema della pornografia gay. Anche i temi della religione e dell'appartenenza etnica sono particolarmente sensibili in un paese che ha assistito a violenti scontri razziali nel 1964.&lt;br /&gt;C'è da chiedersi poi se la crescita artistica di Singapore sia economicamente sostenibile. La sua fiera di lunga data, ArtSingapore, sarà interrotta quest'anno, ufficialmente per "analizzare la situazione del mercato". Il suo concorrente più duro è Art HK, la fiera d'arte contemporanea di Hong Kong, che nella sua ultima edizione con la vendita di una sola opera di Jeff Koons - 3 milioni e mezzo circa di dollari - ha prodotto metà del fatturato di ArtSingapore - circa 6 milioni di dollari. In fondo, la finanza potrebbe offrire uno stimolo alla crescita artistica del paese molto più del patrocinio della politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;i&gt;Kristiano Ang. The Wall Street Journal, Scene Asia, 14 settembre 2011&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Link:&lt;a href="http://kristiano%20ang.%20the%20wall%20street%20journal,%20scene%20asia,%2014%20settembre%202011/"&gt; http://blogs.wsj.com/scene/2011/09/14/singapore-an-art-hub/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo &lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-7889550469697579469?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/7889550469697579469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=7889550469697579469' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/7889550469697579469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/7889550469697579469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/09/la-scena-artistica-di-singapore-e.html' title='Singapore. Un mercato artistico su cui scommettere?'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-20262773713956746</id><published>2011-09-06T15:30:00.000-07:00</published><updated>2011-09-06T15:30:17.210-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arte icona immagine pubblicità religione sacro'/><title type='text'>Da Cristo alla Coca Cola. Una storia ragionata dell'icona</title><content type='html'>&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Cosa hanno in comune il Cristo Pantocratore e la bandiera degli Stati Uniti d'America? La Monna Lisa e la bottiglia della Coca Cola? Se lo chiede lo storico dell'arte Martin Kemp nel suo ultimo libro &lt;i&gt;Christ to Coke: How Image Becomes Icon&lt;/i&gt;. Un vero e proprio atlante storico delle icone sacre e profane - per modo di dire, perché anche quest'ultime non perdono la caratteristica "aura" dell'icona - che sono diventati "di culto" nella nostra civiltà. Per Kemp le immagini penetrano nella mente e vi stazionano, influenzando pensieri, azioni, gusti e comportamenti, liberando il potere delle nostre emozioni più nascoste. Le icone autentiche si collocano al limite con il proibito, per questo anche la cultura consumistica deve creare il bisogno e il desiderio prima di proporre le sue immagini "irresistibili".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Fonte: &lt;i&gt;Roger Scruton, Prospect, 24 agosto 2011&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Link: &lt;a href="http://www.prospectmagazine.co.uk/2011/08/from-christ-to-coke/"&gt;http://www.prospectmagazine.co.uk/2011/08/from-christ-to-coke/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;div style="color: #444444;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt;Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-20262773713956746?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/20262773713956746/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=20262773713956746' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/20262773713956746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/20262773713956746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/09/da-cristo-alla-coca-cola-una-storia.html' title='Da Cristo alla Coca Cola. Una storia ragionata dell&apos;icona'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-7672418489309412527</id><published>2011-08-30T15:15:00.000-07:00</published><updated>2011-08-30T15:22:37.290-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='museo slovacchia danubiana arte contemporanea'/><title type='text'>Danubiana. Un pionieristico museo privato nell'ex blocco sovietico</title><content type='html'>Il Danubiana è stato inaugurato nel 2000 in una stretta penisola sul Danubio, vicino Bratislava (Slovacchia). Nasce dall'idea di Gerard Meulensteen - uomo d'affari olandese - e del proprietario di una galleria slovacca. L'incontro occasionale tra i due li ha portati a condividere il comune desiderio di dare vita al primo museo privato in un paese che è stato parte del blocco sovietico. Il Danubiana si propone al pubblico fin da subito con una vocazione internazionale, ma affida il suo marketing prevalentemente al passa-parola. Per il momento, nella sua prima decade di vita, ha richiamato 250.000 visitatori.&lt;br /&gt;Come tutti gli start-up ha ancora qualche problema di avviamento: le indicazioni per il museo nel centro cittadino sono scarse e i sovvenzionamenti delle istituzioni slovacche non sono ancora particolarmente generosi. Il museo ha comunque proposto finora più di 70 mostre, con lavori di artisti contemporanei storicizzati come Sam Francis, Pierre Alechinsky, Niki de Saint Phalle, Karel Appel, Kiro Urdin e Christo e Jeanne-Claude, oltre che personali di artisti autoctoni come Rudolf Sikora e Milos Sobaic. Molti artisti e gallerie slovacche considerano il Danubiana troppo legato alla storia e poco attento alla scena artistica realmente contemporanea. Il prossimo febbraio il museo chiuderà temporaneamente per raddoppiare il suo spazio espositivo che sarà chiamato ad accogliere una collezione permanente di arte contemporanea slovacca e internazionale, opere in parte di proprietà di Meulensteen. Per la sua riapertura nel settembre 2012 il Danubiana punta a centrare l'obiettivo dei 40.000 visitatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;i&gt;Celestine Bohlen, The New York Times, 19 agosto 2011&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Link: &lt;a href="http://www.nytimes.com/2011/08/20/arts/20iht-scbratislava20.html?_r=1"&gt;http://www.nytimes.com/2011/08/20/arts/20iht-scbratislava20.html?_r=1&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="color: #444444;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-7672418489309412527?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/7672418489309412527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=7672418489309412527' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/7672418489309412527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/7672418489309412527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/08/danubiana-un-pionieristico-museo.html' title='Danubiana. Un pionieristico museo privato nell&apos;ex blocco sovietico'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-7995015723201365798</id><published>2011-08-08T13:58:00.000-07:00</published><updated>2011-08-26T02:19:19.806-07:00</updated><title type='text'>Il declino delle gallerie d'arte</title><content type='html'>La crescita d'importanza delle fiere ha mostrato un cambiamento radicale nella struttura del sistema dell'arte, ormai sempre meno fondato sul mercato locale. La galleria d'arte, che è stata protagonista del XX Secolo, sta cedendo il passo alle manifestazioni internazionali e al business online. Lo rivela un sondaggio della Confederazione internazionale degli art-dealer CINOA. Ma qualcuno pensa che i dealer con una galleria "vecchio stile", dove esporre le opere e offrire servizi di spedizione, assicurazione e advisoring, alla lunga avranno la meglio... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Charlotte Burns, The Art Newspaper, luglio-agosto 2011 &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Link: &lt;a href="http://www.theartnewspaper.com/articles/Gallery-system-is-structurally-weak/24188"&gt;http://www.theartnewspaper.com/articles/Gallery-system-is-structurally-weak/24188&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-7995015723201365798?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/7995015723201365798/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=7995015723201365798' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/7995015723201365798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/7995015723201365798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/08/il-declino-delle-gallerie-darte.html' title='Il declino delle gallerie d&apos;arte'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-5693300784586977902</id><published>2011-07-30T15:52:00.000-07:00</published><updated>2011-07-30T15:58:52.055-07:00</updated><title type='text'>Ricordando i Buddha di Bamiyan</title><content type='html'>Sono passati dieci anni dalla distruzione delle due monumentali statue del Buddha nella valle di Bamyan, poco distante da Kabul. I talebani ne decretarono la distruzione nel 2001, cinque mesi dopo il crollo delle Twin Towers e nonostante gli appelli della comunità internazionale e dell'UNESCO le disintegrarono con la dinamite e a colpi di mortaio, nel mese di marzo.&lt;br /&gt;Probabilmente l'idea iniziale di ricostruzione delle statue, patrocinata dal Giappone e da altre organizzazioni internazionali, non sarà mai realizzata. L'UNESCO ha però dichiarato nel 2003 l'intera area Patrimonio dell'Umanità, avviando uno dei suoi progetti più ambiziosi di restauro e tutela, che hanno portato anche a importanti scoperte sulle tecniche di costruzione delle statue, i materiali impiegati e il loro aspetto nei secoli passati. I corpi dei due Buddha furono scavati nella roccia, ma vennero poi rifiniti con numerosi strati di una mistura a base di fango, paglia e persino peli di animali, che rendeva la loro superficie di una levigatezza pari a quella della porcellana. Le parti inferiori erano supportate da un rivestimento in legno e per enfatizzare le espressioni del viso e dare maggiore realismo alle vesti la superficie era originariamente dipinta. Nel 2008 gli archeologi alla ricerca di una leggendaria statua sepolta di 300 metri hanno scoperto nella zona una scultura di Buddha coricato (nella posizione del Parinirvana) lunga 19 metri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Arnie Cooper, The Wall Street Journal, 21 luglio 2011&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Link: &lt;a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052702304066504576345613083296654.html?mod=rss_Arts_and_Entertainment"&gt;http://online.wsj.com/article/SB10001424052702304066504576345613083296654.html?mod=rss_Arts_and_Entertainment&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-5693300784586977902?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/5693300784586977902/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=5693300784586977902' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/5693300784586977902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/5693300784586977902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/07/ricordando-i-buddha-di-bamiyan.html' title='Ricordando i Buddha di Bamiyan'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-1753543451194953112</id><published>2011-07-13T14:33:00.000-07:00</published><updated>2011-07-13T14:39:07.943-07:00</updated><title type='text'>L'arte della Primavera araba</title><content type='html'>Cos'è una rivoluzione? Il sovvertimento di un regime? Una società che rialza la testa? Forse la rivoluzione è esattamente quel che si può vedere in questi giorni alla Mica Gallery di Londra, che ha inaugurato il 6 luglio scorso Shubbak: A Window on Contemporary Arab Culture. La mostra include un tributo all'artista Ahmed Basiony, ucciso al Cairo il 28 gennaio 2011 e ricordato quest'anno al Padiglione Egiziano della Biennale di Venezia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è uno stile univoco nell'arte della Primavera araba? No. Subbak è un'opportunità per testare l'energia e l'imprevedibilità di uno dei momenti più drammatici della storia araba. E' una finestra non solo sulla cultura, ma anche sulla politica, che in questo momento, ha un ruolo forse più importante. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jonathan Jones, The Guardian, 4 july 2011&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Fonte: &lt;a href="http://www.guardian.co.uk/artanddesign/jonathanjonesblog/2011/jul/04/art-egypt-revolution-shubbak-arab-spring"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;http://www.guardian.co.uk/artanddesign/jonathanjonesblog/2011/jul/04/art-egypt-revolution-shubbak-arab-spring&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.guardian.co.uk/artanddesign/jonathanjonesblog/c/jul/04/art-egypt-revolution-shubbak-arab-spring"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-1753543451194953112?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/1753543451194953112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=1753543451194953112' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1753543451194953112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1753543451194953112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/07/larte-della-primavera-araba.html' title='L&apos;arte della Primavera araba'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-2925951599296560836</id><published>2011-06-20T14:12:00.000-07:00</published><updated>2011-06-20T14:31:26.007-07:00</updated><title type='text'>Gli artisti libici mettono al muro Gheddafi</title><content type='html'>"Quando sono stato inviato dall'agenzia France-Presse come corrispondente in Libia l'atmosfera di Bengasi mi ha fatto pensare a quel che forse era l'Havana all'inizio della rivoluzione. I graffiti degli insorti mi ricordavano i murales con Che Guevara e altre rappresentazioni rivoluzionarie che ancora adornano i muri di Cuba. Ho cominciato a scattare foto con il mio iPhone, inizialmente per mostrarle agli amici e ai miei parenti quando sarei tornato a casa. Ma presto ho capito che era mio dovere catalogare queste opere d'arte che potrebbero non durare a lungo e per le quali qualcuno che le ha realizzate ha pagato con la vita". &lt;span style="font-style: italic;"&gt; - Rory Mulhollan, The Observer, Sunday 5 June 2011 &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Fonte: &lt;a href="http://www.guardian.co.uk/world/2011/jun/05/gaddafi-rebels-art-graffiti-benghazi"&gt;http://www.guardian.co.uk/world/2011/jun/05/gaddafi-rebels-art-graffiti-benghazi&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-2925951599296560836?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/2925951599296560836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=2925951599296560836' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/2925951599296560836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/2925951599296560836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/06/gli-artisti-libici-mettono-al-muro.html' title='Gli artisti libici mettono al muro Gheddafi'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-1886590174221306169</id><published>2011-06-14T14:37:00.000-07:00</published><updated>2011-06-14T14:42:30.059-07:00</updated><title type='text'>La guerriglia dei graffiti sui muri di Kabul</title><content type='html'>La street art è un movimento nascente in Aghanistan, che sta cercando di sollevare interrogativi inediti. Al punto tale che qualche contractor del governo USA avrebbe proposto di offrire sostegno a questa forma di espressione artistica per accrescere tra la popolazione femminile la consapevolezza dei propri diritti. Una nuova strategia del "guinzaglio lungo"? Il connubio tra intelligence e creatività infatti, è già stato sperimentato negli anni della guerra fredda, come rivelò a metà anni '90 Donald Jameson, ex funzionario della CIA... Ma qualche artista afghano, orgoglioso della propria indipendenza, sta già pensando di lasciare il Paese...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Fonti: 1) I graffiti a Kabul &lt;a href="http://www.guardian.co.uk/world/2011/jun/12/kabul-grafitti-guerrillas-walls"&gt;http://www.guardian.co.uk/world/2011/jun/12/kabul-grafitti-guerrillas-walls&lt;/a&gt;; 2) La CIA e l'Espressionismo astratto [ENG] &lt;a href="http://www.independent.co.uk/news/world/modern-art-was-cia-weapon-1578808.html"&gt;http://www.independent.co.uk/news/world/modern-art-was-cia-weapon-1578808.html&lt;/a&gt;, [ITA] &lt;a href="http://www.repubblica.it/speciali/arte/recensioni/2010/11/11/news/cia_mecenate_dell_espressionismo_astratto-8997066/"&gt;http://www.repubblica.it/speciali/arte/recensioni/2010/11/11/news/cia_mecenate_dell_espressionismo_astratto-8997066/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-1886590174221306169?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/1886590174221306169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=1886590174221306169' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1886590174221306169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1886590174221306169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/06/la-guerriglia-dei-graffiti-sui-muri-di.html' title='La guerriglia dei graffiti sui muri di Kabul'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-122180342975574610</id><published>2011-06-12T01:42:00.000-07:00</published><updated>2011-06-12T01:54:38.908-07:00</updated><title type='text'>Art Discount</title><content type='html'>"La Biennale dovrebbe scusarsi con i suoi neofiti per il Padiglione Italia, che quest'anno appare come il bazar di qualche centro commerciale suburbano. Il suo curatore, Vittorio Sgarbi, uno storico dell'arte maggiormente noto come pomposo personaggio televisivo, ha voluto intitolare la mostra "L'Arte non è Cosa Nostra". Se i padiglioni nazionali spesso rivelano l'approccio all'arte di un paese - come attività creativa autonoma, termomentro dell'innovazione, strumento di pubbliche relazioni o di propaganda - i visitatori alla madre di ogni biennale resteranno attoniti nel vedere che l'Italia sembra considerare l'arte contemporanea un prodotto da grande magazzino".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- The Economist, June 9 2011&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.economist.com/node/18802760?story_id=18802760"&gt;http://www.economist.com/node/18802760?story_id=18802760&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-122180342975574610?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/122180342975574610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=122180342975574610' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/122180342975574610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/122180342975574610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/06/art-discount.html' title='Art Discount'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-1448766626157446918</id><published>2011-06-11T14:23:00.000-07:00</published><updated>2011-06-11T14:27:08.275-07:00</updated><title type='text'>Gli artisti greci reagiscono alla crisi</title><content type='html'>"La crisi in cui è sprofondata la Grecia non è solo finanziaria, ma anche culturale e spirituale. Curiosamente però, l'arte contemporanea greca sembra vivere un momento di considerevole energia. Per tanti anni i migliori artisti greci hanno cercato casa a New York, Parigi, Berlino, Londra e Roma. Gli artisti maturati nella metà del secolo scorso, come Nassos Daphnis, Stephen Antonakos, Constantin Xenakis, e Lucas Samaras, hanno tutti costruito la loro reputazione all'estero. Negli ultimi anni, invece, la scena artistica all'interno del paese, in particolare ad Atene, è crescuta in modo quasi febbrile".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Emma Crichton-Miller, The Wall Street Journal, May 13 2011&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748703992704576306740142655766.html?mod=WSJ_ArtsEnt_LifestyleArtEnt_4"&gt;http://online.wsj.com/article/SB10001424052748703992704576306740142655766.html?mod=WSJ_ArtsEnt_LifestyleArtEnt_4&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-1448766626157446918?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/1448766626157446918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=1448766626157446918' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1448766626157446918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1448766626157446918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/06/gli-artisti-greci-reagiscono-alla-crisi.html' title='Gli artisti greci reagiscono alla crisi'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-845834317442378902</id><published>2011-05-03T05:59:00.000-07:00</published><updated>2011-05-03T06:10:21.374-07:00</updated><title type='text'>Monumenta. Anish Kapoor al Grand Palais</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-5YXu39yxKp4/Tb_-tM6ZaMI/AAAAAAAAAvM/LmEgjcPxSM0/s1600/anish%2Bkapoor.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-5YXu39yxKp4/Tb_-tM6ZaMI/AAAAAAAAAvM/LmEgjcPxSM0/s320/anish%2Bkapoor.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602476513985915074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Anish Kapoor ha sempre pensato in grande. Ma con l'installazione mozzafiato ideata per il Gran Palais ha raggiunto il "Colossal&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per essere uno che sta mettendo a punto "la più grande sfida della sua vita" Anish Kapoor appare calmo e raccolto. Si aggira per il suo studio londinese - lo stesso da 24 anni - fermandosi a ispiezionare il lavoro di tecnici e assistenti. Poi l'artista ci conduce nella parte più intima del suo studio, dove può lavorare in solitudine, e rivela: "Non sono un ragazzino che ha paura di ciò che è grande - Io amo ciò che è grande - Ma questi lavori sono grandi sotto diversi aspetti".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Ministero della Cultura e della Comunicazione francese ha chiesto all'artista, nato in India e naturalizzato britannico, di creare una installazione temporanea e site-specific per la navata del Grand Palais, una cupola di vetro inaugurata per l'Esposizione Universale del 1900. Già Anselm Kiefer e Richard Serra sono stati chiamati, negli anni passati, a intervenire sulla struttura. Il progetto seriale è stato denominato "Monumenta". Kapoor ha scelto di erigere quattro grandi sfere in PVC che, gonfiate, riempiono interamente il volume di 145.000 mq della navata. L'opera è una sfida per l'artista, che ha quasi sempre lavorato con materiali solidi in alluminio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A 57 anni Kapoor è uno dei più grandi artisti della sua generazione, non solo per il valore delle opere - che hanno superato i 4 milioni di euro all'asta - e per una schiera di collezionisti facoltosi. La sua biografia include esposizioni al Louvre, al Guggenheim e al MOMA. Nel 2002 ha riempito gli spazi della Turbine Hall della Tate Modern con "Marsyas", un'installazione a forma di tromba che ha attratto quasi 2 milioni di visitatori, la mostra singola è stata la più popolare nella storia del museo londinese. Anche la retrospettiva realizzata nel 2009 alla Royal Academy, visitata da 275.000 spettatori, è stata la mostra più vista mai dedicata a un artista vivente. "Il suo lavoro - astratto, concettuale e spirituale - può essere compreso da culture differenti", spiega Barbara Gladstone, la sua gallerista newyorkese da oltre 25 anni. E' anche estremamente coinvolgente, invitando lo spettatore a camminare dentro uno spazio estraneo e scintillante o a spiare attraverso una grande orbita fluttuante, come in "Cloud Gate", una specie di enorme fagiolo nel Millenium Park di Chicago.&lt;br /&gt;La sua vita domestica ruota intorno alla mosglie Susanne, una storica dell'arte, ai suoi due figli, - Alba e Ishan - e alla meditazione quotidiana. Tutti i giorni, dopo aver consumato la sua colazione nella town house a ovest di Londra - il cui design asciutto ricorda quello di una galleria - raggiunge il suo studio, dove è assistito da tecnici e ingegneri. Ogni nuovo lavoro è inizialmente realizzato in un modello di legno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto ideato per Monumenta è una sorta di "ritorno a casa". Segna infatti li 31° anniversario dalla sua prima mostra a Parigi, che si tenne presso lo studio dell'artista Patrice Alexandre e fu quasi interamente pubblicizzata attraverso il passaparola. Quando gli ricordiamo le circostanze estremamente differenti in cui è realizzata la mostra al Grand Palais sorride: "Che cos'è il successo nell'arte? Un bel tavolo al ristorante? Un posto migliore in aereo? Le persone che ti riconoscono? Ho imparato molte lezioni in questi anni e sono stato ambizioso, ma devo ammettere che la cosa più importante che ho ottenuto è questa: puoi essere famoso quanto ti pare, puoi vincere premi, ma tutto quel che fai è racchiuso in questo studio. L'arte è solo quello che crei".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- NATASHA GARNETT, The Wall Street Journal, 28 Aprile 2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-845834317442378902?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/845834317442378902/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=845834317442378902' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/845834317442378902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/845834317442378902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2011/05/monumenta-anish-kapoor-al-grand-palais.html' title='Monumenta. Anish Kapoor al Grand Palais'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-5YXu39yxKp4/Tb_-tM6ZaMI/AAAAAAAAAvM/LmEgjcPxSM0/s72-c/anish%2Bkapoor.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-5021378239858865729</id><published>2010-12-12T11:52:00.000-08:00</published><updated>2010-12-12T16:04:43.291-08:00</updated><title type='text'>Arte in Turchia. La sfida della modernità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_2Gui2eHStuA/TQVjE21RmnI/AAAAAAAAAjo/_zqA7MO9kM4/s1600/Clipboard01.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 253px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_2Gui2eHStuA/TQVjE21RmnI/AAAAAAAAAjo/_zqA7MO9kM4/s320/Clipboard01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5549951050893597298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La scena artistica di Istanbul ha visto un vero e proprio boom nella decade appena trascorsa, passando da una manciata di gallerie private a oltre 200. Ma c'è un prezzo da pagare per questa rapida crescita&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il distretto di Tophane a Istanbul si distingue per il suo carattere bohemienne e al tempo stesso ultramoderno. Tophane rappresenta egregiamente il cliché della Istanbul con un piede nell'Occidente secolare e liberale e un altro nell'Islam tradizionalista. Negli anni '80 le strette strade e gli edifici diroccati di fine Ottocento erano occupati dagli immigrati del Bosforo. Il quartiere attirò anche diversi artisti - come Gulsun Karamustafa - per i canoni di affitto particolarmente economici.&lt;br /&gt;Circa una decina di anni fa Istanbul - e con essa Tophane - ha iniziato a mutare drasticamente. L'economia è cresciuta e con essa la scena artistica; i vecchi edifici sono stati acquistati e ristrutturati. Alcuni di essi sono stati convertiti in gallerie d'arte e tra queste ci sono le 10 più importanti gallerie turche sullo scenario internazionale.&lt;br /&gt;Gulsun, sessantenne, è ormai una star tra gli artisti turchi e le sono state dedicate mostre in tutto il mondo. Ha esordito come pittrice ma attualmente lavora prevalentemente con il video e i cortometraggi.&lt;br /&gt;Ma lo sviluppo della scena artistica turca ha anche altri risvolti. Lo scorso settembre una trentina di estremisti hanno fatto irruzione armati di spranghe e coltelli a un incontro conviviale organizzato da alcune gallerie di Tophane. Sono state distrutte alcune vetrate e cinque persone sono finite all'ospedale. Nessuno è stato arrestato e la polizia sta ancora indagando sull'accaduto.&lt;br /&gt;A pochi passi da Tophane c'è il Museo d'Arte Moderna di Istanbul, costruito cinque anni fa da una delle famigie turche più ricche gli Eczacibasis. Vive di finanziamenti privati, come la maggiorparte delle arti nel Paese. Banchieri e uomini d'affari sono i principali patrocinatori, insieme ai collezionisti, veri protagonisti del boom artistico. I loro principali acquisti infatti si rivolgono proprio all'arte contemporanea turca. All'Istanbul Modern troviamo uno dei video di Gulsun, 'Memory of a Square'. Lo schermo, diviso in due parti ci mostra da un lato scene di vita familiare e dall'altro i contrasti della Turchia moderna. Gulsun sta lavorando a un progetto per il British Council, finanziato dalla Comunità Europea. Trascorre metà del suo tempo all'estero e ama viaggiare. Diversi anni fa, durante un periodo di instabilità politica è stata arrestata e le è stato ritirato il passaporto per 16 anni. Ma tutto ha iniziato a cambiare a partire dagli anni '90 con la Biennale d'Arte Contemporanea di Istanbul, oggi uno dei più importanti eventi internazionali d'arte - sponsorizzato dal più grande patrocinatore artistico del Paese, il gruppo industriale KOC. Gulsun è stata chiamata a esporre alla Biennale turca per tre volte.&lt;br /&gt;Anche la casa d'aste Sotheby's è salita sul carro dell'arte contemporanea turca, dedicadogli l'anno scorso la sua prima asta. Nell'edizione di quest'anno Fahr-el Nissa Zeid è diventato l'artista turco dalle quotazioni più alte, con una vendita di oltre 1 milione di dollari.&lt;br /&gt;Ma qual'è il livelo dell'arte contemporanea turca? Il curatore Necsmi Sonmez è favorevole ma critico. Oggi il problema non è la censura ma un carattere "identitario" a suo parere ancora troppo forte, che spesso scivola nel folklore. Sonmez si chiede anche quanto indipendente possa essere la produzione artistica contemporanea, così legata ai finanziamenti privati. "Non saprei dire quali sono i tratti salienti dell'arte contemporanea turca. Mi interessa piuttosto un arte che sia globale" - afferma il curatore. Forse oggi la Turchia ha bisogno di questo, non di un' arte "identitaria", ma di un 'arte capace di affrontare temi come l'emancipazione femminile e l'omosessualità. Temi coraggiosi. Forse troppo provocatori per qualcuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Tratto da "Modern art boom exposes Turkey's tensions", By Rosie Goldsmith, BBC News, 30 October 2010&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-5021378239858865729?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/5021378239858865729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=5021378239858865729' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/5021378239858865729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/5021378239858865729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/12/arte-in-turchia-la-sfida-della.html' title='Arte in Turchia. La sfida della modernità'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_2Gui2eHStuA/TQVjE21RmnI/AAAAAAAAAjo/_zqA7MO9kM4/s72-c/Clipboard01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-4727177994943567671</id><published>2010-11-22T11:57:00.000-08:00</published><updated>2010-11-22T12:16:24.044-08:00</updated><title type='text'>Cranach. Riforma e Rinascimento</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_2Gui2eHStuA/TOrNJWm4VII/AAAAAAAAAig/vbTqKoVFt7o/s1600/cranach%2B1.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 157px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_2Gui2eHStuA/TOrNJWm4VII/AAAAAAAAAig/vbTqKoVFt7o/s320/cranach%2B1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5542467852003988610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Chiamato da  Federico il Saggio, elettore di Sassonia, a lavorare alla sua corte, Cranach sarà pittore di tre successivi elettori dal 1504 fino alla morte avvenuta nel 1553. Una attività intensa che lo coinvolge nella realizzaione di tavole e dipinti murali, ma anche di decorazioni effimere per feste e tornei, medaglie commemorative, vestiti, mobili e vetrate. Cranach segna il passaggio dall'artista-artigiano medievale - la cui personalità era spesso mortificata dalle corporazioni - al nuovo ruolo assunto dal genio creativo nelle corti rinascimentali. Egli  rappresenta un orgoglio e una concezione del proprio essere artista caratteristici dell'età moderna. Significativa è la sua elevazione al grado nobiliare da parte di Federico III, che gli concesse il blasone con il drago alato, firma distintiva delle sue opere seguenti. La dimensione artigiana della creatività medievale diviene nelle corti europee del XVI secolo raffinata ricerca di una bellezza capace di informare di sé ogni aspetto della vita quotidiana. Un ideale che rivivrà nel XX secolo con il movimento &lt;i&gt;Arts and Crafts&lt;/i&gt;, alternativa "di bottega" al sistema di produzione industriale.  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Cranach è anche il pittore cinquecentesco che ha maggiormente esaltato il corpo femminile. Le sue bellezze acerbe e sinuose, sempre pervase da un erotismo allusivo, permisero al pittore di conquistarsi un' importante clientela in un momento in cui le chiese protestanti erano poco interessate (in certi casi addirittura ostili) verso le arti figurative. E' possibile tuttavia che questi soggetti nascondano un messaggio edificante o un contenuto allegorico esaltando esempi di forza etica e morale o mettendo in guardia verso gli &lt;i&gt;exempla&lt;/i&gt; &lt;i&gt;contraria&lt;/i&gt;. Fillide, Giuditta, Salomè, sono chiamate a rappresentare la potenza ammaliatrice (&lt;i&gt;Weiberlist&lt;/i&gt;) della donna e su tutte spicca naturalmente Eva, artefice dell'inganno primordiale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La raffigurazione del potere della donna (&lt;i&gt;Weibermacht&lt;/i&gt;) fondava il suo successo sul rovesciamento paradossale del rapporto gerarchico tra i generi e in un certo senso lo riaffermava mettendo in guardia lo spettatore dai comportamenti rappresentati. Certo non bisogna trascurare l'intenzionalità ironica di questi soggetti, all'epoca molto in voga e proposti non solo in magnifiche tele ma anche su formelle e altri utensili di uso quotidiano.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Cranach trascorse la maggior parte della vita nella città di Lutero, Wittenberg. Da qui contribuì alla diffusione del nuovo credo della Riforma attraverso la realizzazione di altari, ritratti, illustrazioni della Bibbia tradotta in tedesco.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Attraverso l'impiego di mezze figure e del fondo scuro, nelle sue rappresentazioni di scene evangeliche Cranach rende lo spettatore partecipe del soggetto illustrato e sembra richiamare il principio fondamentale della Riforma di un rapporto diretto tra l'uomo e Dio attraverso la fede.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;I ritratti di Lutero contribuirono a confermarne  e diffonderne il ruolo di capo religioso. Anche alla moglie del riformatore, Katharina von Bora, fu dedicato un dipinto, che evidenziando la messa in discussione del celibato è indirettamente una denuncia all'organizzazione clericale della chiesa di Roma. Attraverso la scelta di episodi e temi chiave del Nuovo Testamento - Cristo che benedice i bambini, il confronto tra legge mosaica e Vangelo, la Crocifissione - è sottolineato il primato della fede e della Grazia sulle opere umane. Negli stessi anni in cui era maggiormente impegnato a produrre una gran quantità di opere di ispirazione luterana Cranach accettò diverse commissioni da parte di chiese e sovrani cattolici. Questi lavori furono realizzati senz'altro con il consenso di Federico il Saggio. Forse l'elettore li considerava uno strumento diplomatico nei confronti dei principi cattolici. Ancora una volta, quall'artista che il grande iconologo Erwin Panofsky definì "provinciale" si mostra protagonista di uno dei momenti cruciali della storia d'Europa.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luca Vona&lt;/span&gt; - articolo pubblicato su &lt;a href="http://www.riforma.it/"&gt;Riforma &lt;/a&gt;del 19 novembre 2010&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: italic;"&gt;GALLERIA BORGHESE&lt;br /&gt;Piazzale Scipione Borghese 5 (00197)&lt;br /&gt;+39 068413979 , +39 068840756 (fax)&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.galleriaborghese.it/" target="_blank"&gt;www.galleriaborghese.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;orario: lunedì chiuso&lt;br /&gt;dal martedì alla domenica, dalle ore 9 alle 19&lt;br /&gt;biglietti: interi 11,50 per mostra e Galleria Borghese, più diritto di prevendita € 2&lt;br /&gt;la prenotazione è obbligatoria&lt;br /&gt;catalogo 24 ORE CULTURA&lt;br /&gt;ufficio stampa: MONDOMOSTRE&lt;br /&gt;curatori: Bernard Aikema, Anna Coliva&lt;br /&gt;Enti promotori: Ministero per i Beni e le Attività Culturali&lt;br /&gt;Soprintendenza  Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per  il Polo Museale della città di Roma Organizzazione: MondoMostre  sponsor: ENEL&lt;br /&gt;Kinder Ferrero&lt;br /&gt;web: &lt;a href="http://www.mostracranach.it/" target="_blank"&gt;www.mostracranach.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-4727177994943567671?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/4727177994943567671/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=4727177994943567671' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4727177994943567671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4727177994943567671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/11/cranach-laltro-rinascimento.html' title='Cranach. Riforma e Rinascimento'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2Gui2eHStuA/TOrNJWm4VII/AAAAAAAAAig/vbTqKoVFt7o/s72-c/cranach%2B1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-1041252104138438795</id><published>2010-10-24T15:28:00.000-07:00</published><updated>2010-10-24T15:45:50.840-07:00</updated><title type='text'>La scena artistica libanese</title><content type='html'>Lo studio di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pascal Hachem&lt;/span&gt; si trova a est di Beirut, nel quartiere Gemmayzeh. Costantemente minacciata dalla demolizione, l'area è un mix pittoresco, sviluppatosi sotto l'Impero Ottomano, durante il mandato francese (1920-1943) e, successivamente influenzata dall'architettura modernista. Un labirinto di bar alla moda, boutique e ristoranti. Hachem ci spiega che Beirut è una città rumorosa "I rumori della guerra sono stati sostituiti dai rumori dei cantieri. La città di un tempo è completamente scomparsa". Il suo studio, per contro, è un paradiso di quiete e ordine. Una parete è coperta da una serie di trappole per topi. Antichi martelli acquistati al Cairo sono disposti su un tavolo da lavoro. Sul suo computer ci sono progetti realizzati a Zurigo, Berna, Roma e Londra, città quest'ultima dove sta per inaugurare la sua prima mostra personale, nella galleria della tunisina Selma Feriani, da sempre attenta al panorama artistico nordafricano e mediorientale.&lt;br /&gt;Designer per formazione, il suo lavoro comprende la costruzione di macchine bizzarre, performance e fotografia, interventi sullo spazio pubblico. Nel luglio scorso a Roma ha esposto un'installazione composta da 2000 forchette disposte in cerchi concentrici, orientate verso un piatto centrale, presso la piramide di Gaio Cestio. L'inquietante oscillare del'installazione - ci spiega l'artista - richiama una realtà perversa: chi si occupa della fame nel mondo spesso è lo stesso che alimenta le guerre.&lt;br /&gt;Alla domanda "Cosa ti offre Beirut?" Hachem ha la risposta pronta: "Tensione. E' la principale fonte di ispirazione per il mio lavoro".&lt;br /&gt;Le contraddizioni vissute da Hachem sono le stesse di una intera generazione di artisti, cresciuta in una città a metà strada tra il collasso totale e una selvaggia rinascita. La guerra quotidiana contro il caos urbano - una cittò in continua trasformazione, il traffico  permanentemenre congestionato e la costante instabilità politica - si misura con una paura a lungo termine per le tensioni con Israele sul confine Sud.&lt;br /&gt;Negli ultimi 20 anni, a dispetto di una totale assenza di supporto statale, di gallerie pubbliche o spazi espositivi non-profit, si è sviluppata una vitale infrastruttura alternativa per chi voglia fare ed esporre arte a Beirut. Un piccolo numero di artisti e curatori, infatti, sovvenzionati da fondi privati, sono riusciti a creare una avanguardia creativa capace di imporsi all'attenzione internazionale.&lt;br /&gt;Il rinomato collettivo artistico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Shkal Alwan&lt;/span&gt;, la Fondazione &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arab Image&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Irtijal &lt;/span&gt;sono solo alcune delle istituzioni che hanno contribuito a incoraggiare il dibattito critico con altri importanti soggetti indipendenti in Medio Oriente e nella regione Nordafricana. Anche alcune gallerie private hanno incoraggiato progetti artistici ambiziosi portandoli alle fiere internazionali. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sandra Dagher&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lamia Joreige &lt;/span&gt;dirigono il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Beirut Art Centre&lt;/span&gt;, spazio pubblico non-profit inaugurato nel 2009. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Saleh Barakat&lt;/span&gt; della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Agial Gallery&lt;/span&gt;, ha curato insieme alla Dagher il primo padiglione libanese alla Biennale di Venezia del 2007. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Andrée Sfeir-Semler&lt;/span&gt;, a Berlino dal 1985 ha aperto nel 2004 un ampio spazio espositivo nel vecchio distretto industriale di Beirut.&lt;br /&gt;Quando la comunità artistica internazionale ha cominciato a rivolgere la sua attenzione al medio Oriente una decina di anni fa ha trovato nel Libano una realtà già matura e in rapida evoluzione, con artisti pronti a confrontarsi con fiere, festival, mostre collettive e residencies all'estero. E' quest'ultima generazione di artisti che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Selma Feriani&lt;/span&gt; sta promuovendo nella sua galleria londinese, dove alla personale di Hachem faranno seguito altre due mostre dedicate rispettivamente a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ninar Esber&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ziad Antar&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Fino al 1975 Beirut è stata un importante centro turistico, finanziario e di scambio commerciale, un raccordo fondamentale nel Mediterraneo per il mondo intellettuale arabo. La variegata eredità culturale libanese raccoglie influenze cristiane e musulmane di svariate denominazioni e si è diffusa nel mondo attraverso una ricca diaspora. Una vita socioculturale così sofisticata rende il Libano uno dei paesi mediorientali più "accessibili" all'Occidente.&lt;br /&gt;Paradossalmente, sono stati soprattutto i 15 anni di violenta guerra civile - tra il 1975 e il 1990 - a stimolare lo sviluppo delle arti visive in Libano. Prima di quel periodo, tre generazioni di artisti sono cresciute sotto assedio. Per la prima generazione di artisti, offrire una testimonianza della tragedia vissuta ha rappresentato una ragione di sopravvivenza creativa. La seconda generazione, che è uscita allo scoperto nel 1990, ma che è cresciuta sia all'interno del conflitto che in esilio ha costruito la propria identità in un Paese che si stava riprendendo dal trauma della guerra civile. Promossi dalla curatrice &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Christine Tohme&lt;/span&gt; - una delle fondatrici di Ashkal Alwan - si tratta di artisti dall'approccio fortemente concettuale che prediligono il video la fotografia, le installazioni pubbliche. Tra gli artisti di questa generazione uno dei più noti a livello internazionale è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Walid Raad&lt;/span&gt;, cui è stata dedicata una personale dalla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Whitechapel Gallery&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;La terza generazione, quella di Hachem e degli altri artisti emergenti, nati alla fine degli anni Settanta, o successivamente, si distingue per uno spirito votato a un maggior ottimismo. Questi sono gli artisti che nel 2006 hanno visto le fragili infrastrutture del loro paese nuovamente distrutte da uno scontro con Israele durato 34 giorni. La sfida di questi artisti è stata e continua ad essere quella di fuggire la guerra, non solo come incubo personale ma anche come "gabbia" imposta al loro lavoro dalle aspettative preconcette di un pubblico internazionale. Nina Esber, una performer e videoartista cresciuta a Parigi, ma ritornata lo scorso gennaio a Beirut insiste "La guerra in Libano non ha nulla a che fare con il mio lavoro, che si rifà piuttosto a sensazioni universali come la paura, l'ansia, il senso della perdita". Ziad Antar, un artista che lavora con la fotografia e il video, anch'egli formatosi in parte a Parigi e in parte in Libano rifugge parimenti dalle facili classificazioni, l'unica concessione che fa a chi voglia vedere un nesso tra la situazione politica del suo paese e la sua arte è relativa all'umorismo che pervade quest'ultima, da intendersi come momento di speranza: "La tristezza è facile, l'ironia è una sfida ben più dura".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Tratto da "Lebanon’s art scene", by Emma Crichton-Miller, Financial Times, 8 ottobre 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Leggi l'articolo originale su &lt;a href="http://pegaseo.blogspot.com/2010/10/lebanons-art-scene.html"&gt;The Art Reader&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-1041252104138438795?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/1041252104138438795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=1041252104138438795' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1041252104138438795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/1041252104138438795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/10/la-scena-artistica-libanese.html' title='La scena artistica libanese'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-3017430425375503806</id><published>2010-10-01T15:16:00.000-07:00</published><updated>2010-10-01T15:23:33.468-07:00</updated><title type='text'>L'arte come rifugio dall'inflazione</title><content type='html'>L'arte piace perché è un investimento tangibile, può essere scambiato con ogni valuta e conferisce un' aura di prestigio a chi la colleziona (azioni e obbligazioni non possono essere appesi in salotto per mostrarli agli amici). L'arte oggi è particolarmente attraente a causa dell'incertezza dei mercati azionari e al fluttuare delle valute, per lo spettro dell'inflazione che si allunga su certi paesi e per quello della deflazione che ne minaccia altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mediamente, gli investimenti in arte hanno offerto un rendimento annnuo del 7%, tra il 2001 e il 2004. L'arte può quindi costituire un rifugio dalla svalutazione monetaria, a patto di essere collezionisti "consapevoli" e preparati, di conoscere sufficentemente il sistema e i suoi meccanismi, per individuare i nomi e le opere su cui puntare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono però anche alcune trappole per gli investitori. I beni artistici sono piuttosto poco liquidi e i prezzi sono influenzati da numerose variabili: scarsità dell'offerta specifica, cambio del gusto e delle mode, nuove correnti di ricerca, frequenza con cui una determinata opera è messa sul mercato, provenienza e - il fattore più imprevedibile - il comportamento dei collezionisti. Da non dimenticare anche il momento in cui viene effettuato l'investimento. Le opere di Damien Hirst per esempio hanno reso oltre il 400% per chi ha comprato alla fine degli anni '90.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Tratto da The Art Newspaper, settembre 2010, articolo di Charlotte Burnes&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pegaseo.blogspot.com/2010/10/is-art-hedge-against-inflation.html"&gt;Leggi l'articolo originale (in inglese) su The Art Reader&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-3017430425375503806?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/3017430425375503806/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=3017430425375503806' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/3017430425375503806'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/3017430425375503806'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/10/larte-come-rifugio-dallinflazione.html' title='L&apos;arte come rifugio dall&apos;inflazione'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-8991224950804755567</id><published>2010-09-14T01:35:00.000-07:00</published><updated>2010-09-14T01:43:37.668-07:00</updated><title type='text'>Basta cattedrali della cultura</title><content type='html'>Non molto tempo fa i musei erano fieramente definiti "cattedrali della cultura" dai loro direttori, che gli attribuivano come funzione primaria il collezionare, mostrare e preservare la migliore arte. Oggi questa concezione museale è considerata dai più riduttiva ed elitaria. Reagendo ai trend sociali e demografici i direttori di museo inseguono ora nuovi pubblici e cercano di interagire con la comunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La linea di demarcazione tra generazioni di direttori museali tuttavia non è netta e spesso l'attenzione alla società si è tradotta in semplice populismo. Per anni ci sono state propinate mostre sulle chitarre delle rock-star, su guerre Stellari o sull'hip hop.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pensiero odierno va più in profondità. Molti giovani direttori vedono i musei come una moderna piazza di scambi sociali e interculturali dove i membri della comunità possono condividere le loro idee attraverso l'arte, ma anche dove possono semplicemente conversare o ascoltare musica. Credono che i futuri visitatori dei musei non saranno soddisfatti semplicemente guardando le opere d'arte, ma preferiranno piuttosto interagire con esse. Ne è un esempio la mostra di Marina Abramovich "The Artist is Present" al MOMA dove agli spettatori viene proposto un incontro faccia a faccia con gli artisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le nuove tecnologie e i social media, dai blog a Facebook a Youtube, stanno alimentando questa tendenza. L'arte sta diventando sempre più globale e interdisciplinare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Judith Dobrzinski, The Wall Street Journal, august 24 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704554104575435823569073064.html"&gt;Leggi &lt;/a&gt;l'articolo originale&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-8991224950804755567?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/8991224950804755567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=8991224950804755567' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/8991224950804755567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/8991224950804755567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/09/basta-cattedrali-della-cultura.html' title='Basta cattedrali della cultura'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-5429298835938663606</id><published>2010-08-30T02:11:00.000-07:00</published><updated>2010-08-30T02:58:26.031-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pittura vascolare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raffaello'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='winckelmann'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='primitivi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='origini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='progresso'/><title type='text'>L'unicità del segno</title><content type='html'>"Semplicità e purezza", come le definisce Winckelmann, divennero di fatto il grido di battaglia delle nuove correnti che esaltavano l'innocenza dei secoli ancora incorrotti, da loro definiti "primitivi", espressione che significa non solo "non evoluto", bensì anche "originario", come ad esempio nel termine "Cristianesimo primitivo". E ancora una volta fu Winckelmann colui che insegnò a questi giovani artisti e amatori d'arte a riconoscere nel contorno chiaro e netto il segno distintivo di questo spirito incorrotto. Winckelmann aveva imparato ad apprezzare questo tipo di disegno studiando la pittura vascolare antica. Nel dipingere su ceramica, egli dice, "i contorni [...] debbono essere segnati rapidamente, d'un sol tratto", altrimenti nel pennello non resta altro che argilla. In questa tecnica non sono possibili modifiche o correzioni, bensì "i contorni debbono rimanere così come sono una volta delineati". La sicurezza di questi antichi ceramografi ricorda a Winckelmann Raffaello, che era capace di disegnare "intere figure con un unico e continuo tratto di penna". Questa caratteristica ci consente di distinguere le opere di Raffaello da quelle degli allievi a lui più vicini. Ma mentre questi allievi, che si collocano sul ramo discendente dell'evoluzione artistica, non erano più capaci di una simile impresa, secondo Winckelmann ciò non vale per gli artisti della linea ascendente.&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Ernst H. Gombrich, Arte e progresso, Laterza&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lucavona.com/"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;www.lucavona.com&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-5429298835938663606?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/5429298835938663606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=5429298835938663606' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/5429298835938663606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/5429298835938663606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/08/lunicita-del-segno.html' title='L&apos;unicità del segno'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-5165856747881362903</id><published>2010-08-28T01:48:00.000-07:00</published><updated>2010-08-28T01:54:33.741-07:00</updated><title type='text'>Il valore di un nome nell'arte</title><content type='html'>Perché un'opera d'arte vale milioni di dollari se l'autore è un nome "di successo" e quasi niente se è stata realizzata da un eminente sconosciutò? Dopotutto  le caratteristiche intrinseche dell'oggetto sono le stesse. La questione potrebbe essere estesa al rapporto tra l'opera d'arte e la sua copia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La definizione elementare di mercato è perfettamente logica: un' opera vale tanto quanto qualcuno è disposto a pagare per averla. Un importo spesso determinato dal rapporto tra "desiderabilità", "scarsità" e l'aspettativa che ci sia qualcuno oltre la linea disposto a pagare "qualcosa di più". Ma l'arte non è considerata da sempre come un bene dotato di un suo valore immanente?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure a un Picasso originale e a uno disegnato oggi da un docente universitario d'arte contemporaea non viene attribuito lo stesso valore. Questo perché solo l'originale comunica quel carattere rivoluzionario, di originalità e di sfida che un opera accademica non può possedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se Van Gogh fosse morto nell'ombra e le sue opere recuperate un secolo dopo la sua scomparsa siamo sicuri che oggi godrebbero della fama dei "capolavori"?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è ragionevole deporre un'eccessiva fiducia nella reputazione di un artista per valutare la sua opera, per riconoscere il valore di un artista e del suo lavoro occorre investire tempo e attenzione.&lt;br /&gt;Dovremmo forse coltivare una maggiore apertura mentale e concederci di apprezzare un opera per le sue qualità intrinseche piuttosto che per la sua attribuzione. Chi lo sa, forse anche una copia avrebbe qualcosa da dirci...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Eric Felten, The Wall Street Journal, 13 agosto 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704901104575423392180989062.html?mod=WSJ_ArtsEnt_LifestyleArtEnt_4"&gt;Leggi&lt;/a&gt; l'articolo completo in lingua originale&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-5165856747881362903?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/5165856747881362903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=5165856747881362903' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/5165856747881362903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/5165856747881362903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/08/il-valore-di-un-nome-nellarte.html' title='Il valore di un nome nell&apos;arte'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-4430963243284380479</id><published>2010-03-15T17:17:00.000-07:00</published><updated>2010-03-15T17:21:03.490-07:00</updated><title type='text'>Perché il Maxxi piace</title><content type='html'>Niente qui dice "Roma" in modo banale. Non ci sono arcate classiche, colonne o frontoni. Ma la luce caratteristica di questa città, sempre mutevole nei toni e nella brillantezza, è una presenza costante.&lt;br /&gt;L'assenza di un punto di riferimento prospettico è inteso da Hadid come gesto di generosità e rispetto per le opere d'arte che il museo dovrà ospitare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Francis X. Rocca, The Wall Street  Journal, March 2 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Leggi l'articolo integrale, in lingua originale, su &lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 102, 0);" href="http://pegaseo.blogspot.com/2010/03/why-hadids-maxxi-works.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Art Reader&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-4430963243284380479?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/4430963243284380479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=4430963243284380479' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4430963243284380479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/4430963243284380479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/03/perche-il-maxxi-piace.html' title='Perché il Maxxi piace'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-2514048429847256742</id><published>2010-02-23T15:17:00.000-08:00</published><updated>2010-02-23T15:29:53.069-08:00</updated><title type='text'>Investimenti d'arte. Torna la fiducia sul contemporaneo.</title><content type='html'>Secondo l'analisi delle risposte fornite da 134 esponenti di spicco del mercato internazionale dell'arte contemporanea,&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; la fiducia sarebbe risalita poco sopra i livelli registrati nel novembre 2007&lt;/span&gt;, subito dopo l'emergere dei primi segnali di crisi finanziaria. Dall'ultima lettura degli indicatori (giugno 2009) L'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Economic Indicator&lt;/span&gt; è passato da 28 a 58, segnando &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;un'accresciuta fiducia nel processo di risanamento finanziario, anche se non mancano le riserve riguardo la sua forza e sostenibilità&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;I &lt;span style="font-style: italic;"&gt;confidence indicators&lt;/span&gt; relativi ai mercati primario e secondario sono entrambi in ascesa (passati rispettivamente da 23 a 58 e da 33 a 58), supportati il primo dai notevoli risultati di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fiere &lt;/span&gt;come Frieze, Fiac e Art Basel Miami, il secondo dalle rimarchevoli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;aste &lt;/span&gt;invernali (la Contemporary Art Evening Sale di Sotheby's New York di novembre ha infatti totalizzato 134.438.000 $, al lordo delle commissioni, contro una stima pre-incanto di 68,78-98,9 milioni di $). Sergey Skaterschikov - autore di "Skate's Art Investment Handbook" - nell'intervista rilasciata ad Art Tactic, si è detto estremamente ottimista. L'analista &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;si attende per il 2010 una ripresa generalizzata in tutti i segmenti del mercato&lt;/span&gt; e "alcuni sviluppi infrastrutturali estremamente interessanti", con particolare riferimento al comparto fieristico. "Ci aspettiamo che le fiere continuino ad avere buoni risultati. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Poiché il numero di coloro che partecipano attivamente al mercato è cresciuto, le fiere giocano un ruolo fondamentale&lt;/span&gt; nel riunire e aggiornare i collezionisti rispetto alle novità dell'offerta".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Alessandro Lorenzetti, Il Sole 24 ore, Plus24, 13 febbraio 2010&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-2514048429847256742?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/2514048429847256742/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=2514048429847256742' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/2514048429847256742'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/2514048429847256742'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/02/investimenti-darte-torna-la-fiducia-sul.html' title='Investimenti d&apos;arte. Torna la fiducia sul contemporaneo.'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-6142002076416681697</id><published>2010-02-09T14:28:00.000-08:00</published><updated>2010-02-09T14:40:39.835-08:00</updated><title type='text'>Più design per un business di valore</title><content type='html'>Il ruolo dei designer è sempre stato quello di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tradurre e comunicare il valore di un' idea di business&lt;/span&gt; ai consumatori. I migliori designer possono fare molto di più. Possono &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;aiutare le imprese a stabilire un dialogo con i consumatori&lt;/span&gt;, che permette di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;innovare con maggiore efficienza&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Designer non devono semplicemente sintetizzare estetica e funzionalità. E' loro compito &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;comprendere i processi emotivi e di pensiero dei consumatori per motivarne il cambiamento&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è un caso che molti dei top brand mondiali sono anche leader nel settore del design. Il design è un aspetto fondamentale nella &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;creazione dell'immagine &lt;/span&gt;e nell'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;esperienza del lusso&lt;/span&gt; , dell'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;esclusività&lt;/span&gt;, dell'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;appartenenza tribale&lt;/span&gt;. I consumatori che acquistano questi prodotti spesso li scelgono perché rappresentano una parte di se stessi ( o di quel che vorrebbero essere).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dire che il design è fondamentale per il successo commerciale di un' impresa non significa che ogni soldo investito nel design sia ben speso. La sua presenza &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dovrebbe permeare tutte le funzioni aziendali&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;I grandi designer sono dei visionari che sanno &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;creare valore esplorando senza limiti la mente dei consumatori&lt;/span&gt;. Rappresentano un gruppo di individui capaci di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vedere il mondo con occhi differenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; - Ravi Sawhney and Deepa Prahalad, Business week, February 1, 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Leggi l'articolo integrale, in lingua originale su&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 0);"&gt; &lt;a style="color: rgb(255, 102, 0);" href="http://pegaseo.blogspot.com/2010/02/role-of-design-in-business.html"&gt;The Art Reader&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-6142002076416681697?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/6142002076416681697/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=6142002076416681697' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/6142002076416681697'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/6142002076416681697'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/02/piu-design-per-un-business-di-valore.html' title='Più design per un business di valore'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-3815577387836404899</id><published>2010-01-31T09:57:00.000-08:00</published><updated>2010-01-31T10:24:23.735-08:00</updated><title type='text'>La crisi si batte col Moderno</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Rapporto Nomisma 2010. In 15 anni l'arte contemporanea ha reso più dell'oro, delle azioni e del mattone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la crisi si è osservata una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;riduzione degli scambi&lt;/span&gt; e una&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; concentrazione sull'offerta d'arte di più alta qualità&lt;/span&gt; per pittura, scultura e arte etnica. Consigli per il futuro? Acquistare artisti e arte al top e conservarla per 5-7 anni, oltre a proteggere dall'inflazione, batte i costi azionari. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nel periodo 1995-2009 l'arte contemporanea risulta l'investimento a più alto rendimento medio annuale pari a 4,04% rispetto ad altri asset come l'oro (3,67%), le azioni (S&amp;amp;P 500 2,50%) e la casa (Nomisma immobiliare 2,06%),&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;mentre l'arte moderna è l'unico segmento che, a prescindere dal prezzo di riferimento, è sempre riuscito a proteggersi dall'inflazione con un rendimento medio annuo del 2,62%.&lt;/span&gt; L'analisi è contenuta nel&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; rapporto 2010 Nomisma&lt;/span&gt;. In generale nel 2009 i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;volumi &lt;/span&gt;scambiati nel mercato italiano dell'arte sono scesi a 1,080 miliardi di euro, quasi la metà (-45%) rispetto al 2008 (1,964 miliardi).&lt;br /&gt;Il calo della domanda parte dal terzo trimestre 2008, dopo il default Lehman, con un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;impatto più duro sui volumi (-40%) che sui prezzi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La novità dell'Osservatorio Nomisma sul mercato dei beni artistici, rilanciato in collaborazione con i docenti di politica economica dell'Università di Bologna Guido Candela e Antonello Eugenio Scorcu, risulta dalla prima analisi della&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; banca dati sul diritto di seguito&lt;/span&gt; (Dds), basata sulle dichiarazioni rese alla Siae dagli intermediari professionali dal 2006. I valori emersi sono stati poi maggiorati con la stima delle vendite degli artisti non soggetti al Dds e delle vendite sotto i 3mila euro, aggiungendo infine una quota del &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;mercato sommerso&lt;/span&gt; su parametri Istat.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Come 20 anni fa per l'immobiliare il mercato dell'arte è poco trasparente e scambia beni unici, crediamo che un lavoro di analisi indipendente fondato sui prezzi e i volumi possa aiutare il comparto a sviluppare le sue potenzialità economiche"&lt;/span&gt; spiega &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gualtiero Tamburini&lt;/span&gt;, presidente Nomisma.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nel periodo pre-crisi (...) ha tenuto il segmento del contemporaneo&lt;/span&gt;, nonostante, per sua natura, più instabile  poiché raccoglie artisti di fama meno consolidata rispetto al Moderno, offrendo nei periodi di rialzo rendimenti più elevati - valuta il Rapporto -, poiché in Italia nell'ultimo decennio ha goduto di un'attenzione senza precedenti. L'interesse di critici, galleristi e musei si è riflesso in una maggiore domanda e in una dinamica più accedntuata dei prezzi (che partivano da quotazioni relativamente basse) rispetto al Moderno. Mentre&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; l'effetto dell'azione della notifica ha portato  ha un possibile assestamento del mercato per alcuni artisti moderni, che ha anticipato la possibile introduzione dei vincoli, accrescendo gli scambi sull'autore in vista della sua "storicizzazione". &lt;/span&gt;Risultato? Aumento di prezzo per i contemporanei a scapito del segmento moderno.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nel momento di crisi, al contrario, si è osservata una stabilizzazione del segmento Moderno &lt;/span&gt;rispetto al Contemporaneo: al crescere dell'incertezza la resistenza alla caduta dei prezzi è stata più forte per gli artisti moderni. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I venditori hanno difeso il loro valore sia mantenendo prezzi di riserva particolarmente elevati, sia riducento l'offerta sul mercato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Tratto da Marilena Pirrelli, Arteconomy24, Il Sole 24 Ore, 30 gennaio 2010&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-3815577387836404899?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/3815577387836404899/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=3815577387836404899' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/3815577387836404899'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/3815577387836404899'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/01/la-crisi-si-batte-col-moderno.html' title='La crisi si batte col Moderno'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2596698988255925219.post-2733546570486973762</id><published>2010-01-21T01:30:00.000-08:00</published><updated>2010-01-21T01:39:12.984-08:00</updated><title type='text'>Muse e mattoni</title><content type='html'>Trasformare un condominio in una galleria d'arte, per una sola notte. E' una nuova tendenza negli Stati Uniti dove sempre più curatori stanno gettando un ponte tra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;creatività &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;capitalismo&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ryan Hackett è titolare di due società di organizzazione d'eventi - una a Chicago, l'altra a New York. Lo scorso dicembre ha presentato in un nuovo quartiere residenziale di Washington "Bauble", &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;un'evento al crocevia tra la mostra d'arte e l'open house.&lt;/span&gt; ne hanno beneficiato i costruttori, accrescendo a dismisura la visibilità dei loro immobili, gli artisti, che hanno realizzato vendite da primato e persino un' associazione di beneficenza che raccoglie fondi per educare all'arte bambini socialmente a rischio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eventi artistici fuori dagli schemi sono anche la specialità di Art Registry, il cui statement è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"vivacizzare il mondo dell'arte trasferendolo in proprietà immobiliari esclusive".&lt;/span&gt; Un evento presentato lo scorso aprile a Providence ha realizzato circa 30.000 dollari di vendite d'opere d'arte. Gli artisti ricevono sempre almeno il 50% del ricavato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno teme che questa commistinione tra creatività e business immobiliare possa rinforzare il concetto superficiale  di "arte come decoro". Ma questa è la vita. Gli artisti hanno bisogno di mangiare e i costruttori hanno bisogno di vendere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Tratto da Jessica Dawson, The Washington Post, 15 gennaio 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 102, 0);" href="http://pegaseo.blogspot.com/2010/01/pop-up-gallery-shows-aim-to-sell-condos.html"&gt;&lt;span&gt;Leggi l'articolo originale su &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Art Reader&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2596698988255925219-2733546570486973762?l=vonadigest.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vonadigest.blogspot.com/feeds/2733546570486973762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2596698988255925219&amp;postID=2733546570486973762' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/2733546570486973762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2596698988255925219/posts/default/2733546570486973762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vonadigest.blogspot.com/2010/01/muse-e-mattoni.html' title='Muse e mattoni'/><author><name>Luca Vona</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-1uePMe2bNYo/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAA_o/SiUC1STlc40/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
