venerdì 27 marzo 2009

Il pauperismo che trasforma l'arte in lusso

<< Sta diventando un luogo comune - come ha fatto il Times recentemente - dichiarare che la crisi finanziaria in corso "può solo far del bene all'arte".
Il mito romatico di Van Gogh vuole che l'artista affamato lavori duramente e nell'anonimato, finché qualcuno non scopra il suo talento. Ma Van Gogh ha rappresentato un' eccezione. Per secoli la grande arte è stata patrocinata dai papi e dai re.
L'entusiasmo che un periodo di boom economico porta nel sistema dell'arte è di per sé uno stimolo alla creatività. Diventa cool parlare di arte, andare a vedere l'arte e comprare arte, cercando di scoprire nuovi nomi e alimentando il dibattito su chi conta. La crisi economica riduce l'arte a uno sterile bene di lusso>>.

Alexandra Peers - NEW YORK MAGAZINE - march 1, 2009

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