lunedì 13 luglio 2009

La critica? Questione di leadership

<< Un critico è fondamentalmente un bastardo arrogante che dice "questo è bello, questo è brutto", senza necessariamente essere capace di spiegare perché. Almeno non immediatamente. La verità è che questo giudizio è viscerale. E la nostra convinzione di essere nel giusto è innata.

Non ricordo perché mi sono convinto di avere qualcosa di più da dire sull'arte rispetto alle altre persone e un opinione che conta più delle altre. Ma in un certo momento ho deciso così - e ho persuaso altri ad ascoltarmi.

Sarò pur considerato un insipido snob, un elitario, ecc. Ma non sono maggiormente colpevole di chiunque altro si proponga come "critico professionista" >>

Jonathan Jones, "on art" Blog, Guardian.co.uk, 25 June 2009

domenica 28 giugno 2009

Berliner Bank finanzia l'acquisto

Prestiti al tasso del 5,99% per comprare lavori del presente. In collaborazione con l'associazione dei galleristi LVBG

La crisi del credito non spaventa le gallerie e le banche berlinesi: attraverso la nuova iniziativa Berlin Art Finance l'associazione delle gallerie di Berlino, Landesverband Berliner Galerien (LVBG) e la Berliner Bank (del gruppo Deutsche Bank) finanziano per la prima volta in Germania l'acquisto di arte. "L'iniziativa mostra come una banca decida di allentare la morsa del credit crunch in favore dell'arte" spiega Werner Tammen, presidente dell'associzione. Presupposto per ricevere il prestito è che sia destinato all'acquisto di un opera tra i 3 e gli 80 mila euro prodotta da un artista vivente e parte del programma di una delle 55 gallerie iscritte alla LVBG. Il gallerista consegna un coupon all'acquirente, che si reca in banca e, se meritevole di credito, riceve il prestito con il 5,99% d'interesse su un periodo di 6-84 mesi senza spese di istruttoria né multe in caso di estinzione anticipata. Secondo la Berliner Bank l'iniziativa è necessaria in quanto Berlino, pur essendo un imp0ortante centro di produzione di arte contemporanea con 6000 artisti residenti e 440 gallerie, rimane marginale in termini di mercato nazionale: gran parte delle gallerie berlinesi realizza solo l'8-10% del fatturato a Berlino, il 70% è prodotto da vendte in altre città tedesche e il restante 20% da scambi internazionali. Promotore del progetto è Klaus-D. Brennecke, gallerista e membro de consiglio amministrativo del LVBG. L'iniziativa, in corso da quattro settimane, ha già una decina di clienti. "Il nostro scopo - commenta Brennecke - è alimentare il mercato locale, aiutare non solo gli artisti ma anche le gallerie a concedere pagamenti rateizzati che altrimenti non potrebbero accordare, e permettere l'acquisto d'arte anche ai giovani e alle famiglie. La parteipazione della banca nel processo d'acquisto è fondamentale per affermare il valore ideale dell'arte come investimento".
Il modello a cui si è ispirato è olandese, il Kunstkoopregeling promosso da Fortis Bank in collaborazione con la Fondazione Mondrian. Qui però è lo stato olandese ad assumersi il carico degli interessi per i privati. Grazie ai finanziamenti circa 150 gallerie olandesi hanno ottenuto i 30-35% dei guadagni e la quota di insolventi è inferiore al 2%. Anche nel programma inglese Own Art promosso dall'Arts Council England in collaborazione con l'Hitachi Capital Consumer Finance, il privato non paga gli interessi, coperti dall'ACE.

Silvia Anna Barrilà, Il Sole 24 Ore, ArtEconomy24, sabato 27 giugno 2009

mercoledì 24 giugno 2009

Anche le fiere hanno un anima

<< E' ormai opinione diffusa che molte fiere sono prive di un punto di vista critico. In questo processo di cambiamento il curatore, insieme con gli artisti e i galleristi, può individuare nuove prospettive per l'arte contemporanea e scoprire una nuova piattaforma per il proprio lavoro. La fiera, per contro, può beneficiare del prestigio legato al nome del curatore, della sua esperienza e della sua rete di contatti. [...]

In tempo di crisi economica le gallerie commerciali possono essere ben liete di prender parte a progetti curatoriali all'interno delle fiere, beneficiando di una presentazione più attraente del lavoro dell'artista. Il curatore trova invece nel ritmo frenetico delle fiere la richiesta di un grado di efficenza e concentrazione cui spesso non è abituato. Ma soprattutto una nuova sfida intellettuale: dopotutto, per molte persone le fiere offrono un approccio più democratico e meno intimidatorio all'arte contemporanea rispetto al tradizionale ambiente di lavoro del curatore >>.

Paco Barragán, THE ART NEWSPAPER, Published online 12.6.09

domenica 7 giugno 2009

Una Biennale sempre più Liberal

Una riduzione di fondi pubblici di due milioni e mezzo compensata da nuovi sponsor, raccolta di fondi tra privati, autofinanziamenti degli artisti più affermati, ma anche recuperi di efficenza e sinergie tra vari campi di spesa.

"Non è stata un'impresa facile - ammette Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia - è innegabile che la crisi ci sia e si faccia sentire ma cultura e arte possono rappresentare ottimi antidoti per contrastare quel calo di fiducia che contribuisce a rendere più grave la crisi".

La prima sfida riguarda l'Archivio storico. Un accordo tra Biennale e Comune di Venezia raggiunto l'anno scorso ha previsto la concessione permanente dell'ex Padiglione Italia e del giardino circostante consentendo alla Biennale di risanare l'edificio (ora Palazzo delle esposizioni della Biennale) e riaprirne 1600 mq al pubblico per ospitare dopo dieci anni la sede permanente dell'Asac, l'Archivio storico delle arti contemporanee.
Nell'edificio troverà anche posto un bookstore e una caffetteria di 250 mq coperti e 180 esterni.
Nel giardino antistante, il vecchio Padiglione Sterling della Electa sarà risanato e destinato alla collezione di riviste d'arte e cataloghi.

Rispetto al 2008 le sovvenzioni del ministero son passate da 17,5 milioni a 15 milioni. nasce da qui l'esigenza di ricorrere a sponsor privati, donazioni di almeno 20 euro per chi partecipa ai vernissage, una card da 150 euro per partecipare all'inaugurazione, ma anche, aggiunge Baratta, "sostegno per le spese da parte degli artisti più affermati per concentrare le poche risorse sugli artisti più giovani".

Gerardo Pelosi, Il Sole 24 Ore, 6 giugno 2009

***

Nonostante il carattere non commerciale della Biennale, per i galleristi degli artisti selezionati è un momento fondamentale che si riflette sul mercato e sulle quotazioni. Basta pensare che molte delle opere esposte a Venezia si possono ritrovare o prenotare poi la settimana successiva ad ArtBasel. In generale gli artisti vengono coinvolti nella produzione dei lavori in mostra in quanto la Biennale non ha fondi sufficienti. Ufficialmente non si dovrebbe vendere, ma di fatto questo accade e talvolta le stesse istituzioni che amministrano i Padiglioni ricevono una percentuale sulle vendite.

Silvia Anna Barillà e Marilena Pirrelli, ArtEconomy24, Il Sole 24 Ore, 6 giugno 2009